Il personal branding è un oltraggio?

Facile capire l'indignazione di molti davanti al definire, considerare, utilizzare il termine "branding" per le persone.

Già il marketing aziendale è troppo spesso ingiustamente, confuso con le persone scorrette e manipolatrici, imbroglioni e venditori di fuffa.

C'è davvero bisogno di un etichetta così ignominiosa per le persone?

In realtà ogni volta che definiamo qualcuno bravo, competente, intelligente, furbo, scaltro, sfaticato, o volenteroso, corretto, generoso, lento, preciso, leader, gregario, indipendente, solista, giocatore di squadra, egoista, paranoico, solare, insicuro, eccessivo, aggressivo, timido stiamo parlando del modo in cui percepiamo una persona.



Stiamo, in un certo senso, parlando proprio di brand.

da un articolo di Carlota Zimmerman

Branding, for humans, is how we convince ourselves, and others, to help us create the opportunities we need to achieve our goals.
Il processo di branding, per le persone, è COME convincere NOI STESSI e gli altri, per aiutarci a creare le opportunità per raggiungere i nostri obiettivi.

Detto in parole più vicine al mio modo di vedere, è:
essere scelti, considerati adatti per svolgere il lavoro, per rispondere al bisogno dell'altra persona.
Impersonare la risposta migliore a quel bisogno, al punto da essere disposti a sostenerne il costo.
(Costo a fronte di un valore, del tempo, l'ideazione e/o l'erogazione di un servizio.
A proposito: senti di avere valore? )

La persona giusta, affidabile, accessibile, desiderabile, per il bisogno dell'altro.

Anche questa spiegazione so che non tranquillizza alcuni/e di voi, che non vogliono sentirsi il peso di essere scelti, non vogliono creare aspettative nella paura di disattenderle, non vogliono sentirsi etichettare, né distinguersi, né essere uguali. Fare per essere riconosciuti o riconoscibili.


Per questo motivo il processo di branding parte da NOI STESSI e non dall'altro.
Devo capire io per primo/a cosa sono e di ciò che sono cosa ne voglio fare, cosa voglio rendere condivisibile e spendibile, dunque in vendita.
O in affitto se vendere se stessi effettivamente è un verbo troppo onnicomprensivo deprecabile, e non desiderabile per alcuni.
O in prestito, come per i libri, o in visione, come un programma televisivo.


Prossimamente il percorso creativo esperienziale sul personal branding, Sabato 4 Marzo per sperimentare, scoprire, scegliere consapevolmente cosa condividere.



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