Painting



Napoli la mia città natale.
I suoi colori, il mare, il sole, la luce sono il mio punto di partenza.
New York gigantesca, a volte paurosa, stessi colori ma più cupi.
Non un punto d’arrivo, ma forse l’esplosione della ricerca.
Lontano da casa sono alla ricerca di un nuovo equilibrio, nelle tante nuove dimensioni che si traducono in dimensioni sulla tela.
I legami nella vita, la vita nel mare, nello spazio, nel ventre materno.
I temi si rincorrono e ricorrono, in nuove dimensioni sempre alla ricerca di nuove profondità.
Profondità del mare come profondità dell’anima.
Colori che affondano in altri colori, si fondono, diventano qualcosa di diverso e prendono direzioni e forme inaspettate.
Come la mia vita. Da Napoli a New York (e ritorno?)
Naples my native town.
Its colors, the sea, the sun, the light are my point of departure.
New York, gigantic, sometimes frightening; same colors but darker.
Not an arrival point, but perhaps the outbreak point of the search.
Far away from home I’m looking for a new balance, in several new dimensions that are translatable into dimensions on the canvass.
The bonds in the life, the life in the sea, in the space, the mother ‘s womb.
These elements keep chasing over and over and resorted, in new dimension always searching for new depth.
Sea depth likes soul depth. Colors that sink into other colors, are melted, become something different, take directions and unexpected shapes.
Like my life.

From Naples to New York (and back?)


 
 
Nata nel 67 a Napoli da una famiglia di artisti, inizio giovanissima a lavorare con la creta ed i colori.
Il confronto con la bravura di papà (fotografo, scultore di ferro e legno, pittore; in realtà sa fare tutto e tutto gli riesce bene subito), di mamma, di zia, di mio fratello e mia cugina mi inibisce (ahimè) fino a quando nel 99 mi trasferisco a New York. La mia vita è totalmente cambiata e i miei punti di riferimento pure.
Non c'è nulla che riconosco, le strade, i vicini, le regole non scritte, il ruolo in azienda, tutto, proprio tutto è nuovo. Il pane, i soldi o l'assegno con cui pago anche un pacchetto di gomme, il doorman che mi apre la porta, il mio nome che nessuno riesce a pronunciare.  Un fermento interno, un vulcano in ebollizione....ho bisogno di esprimermi in un mondo che non ha bisogno di traduzioni, quando le lingue e le culture si sovrappongono e si confondono dentro di me. In Italia sono l'americana e in America sono l'italiana. Mi sento anche io così, le emozioni sono troppo veloci e anche se riuscissi a esprimerle qui nessuno vuole sentire. In questa cultura si fa finta che tutto vada sempre bene, che tutto è perfetto. Sorridere, sorridere, non lasciar trasparire le difficoltà, la confusione, lo stordimento. La lontananza....il dolore, o la nostalgia dei colori del mare e del sole della mia terra. Le emozioni trovano spazio sulla tele che restano mute ad ascoltare ciò che sento. Sono partita dal riciclare materiali inutilizzati: dove lavoravo venivano buttati via litri e litri di smalti (per unghie) di ogni colore. L’idea perciò è stata di trovare un utilizzo nuovo, per loro come per me, metafora anticipatoria di ciò che avrei fatto anche io della mia vita. Oltre alle tele, ho utilizzato come supporti rocchetti per fili elettrici, tubi di plexiglass, porte.
Dopo due anni di USA, sono tornata a Roma, nella mia casa con vista sulla Garbatella, senza rimpianti almeno per ciò che vedo dalla finestra.
Continuo a sperimentare nuove tecniche, che privilegiano il contatto con il quadro e nel quadro. I miei pennelli sono le mani e le dita, la mia pittura è volutamente cinestetica, visiva e tattile. Le sensazioni dentro di me diventano segni, immagini, singulti da accarezzare e cogliere anche attraverso il tatto.  
Pannelli emozionali materici. 
L'emozione prende forma.




L'autrice ha uno stile personale deciso e particolare che segna e distingue tutta la sua produzione. Il colore, insieme alla luce, è l'elemento fondamentale che si declina, di volta in volta, in linee o filamenti, ora morbide e sensuali, ora dure e spigolose, in punti più o meno piccoli. Usa un colore che genera luce ed una luce che genera colore. Cromatismo e luminismo diventano un unico soggetto profuso e diffuso in mille sfumature e trapassi di colore. Annulla volontariamente la costruzione formale, la forma diventa puro pensiero e come tale è l'insieme di luce-colore in perenne movimento. Il dinamismo è infatti il secondo elemento cardine delle opere che arrivano a vere proprie esplosioni cromatiche ed intellettuali che corrispondono alle sensazioni diverse provocate da uno stato d'animo vivo e recettivo, dalla visione di una natura emozionante e prorompente.
(Nicoletta Capasso-Storica d'Arte)



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