Le convinzioni limitanti e potenzianti

Cosa sono e a cosa servono le convinzioni?

convinzióne s. f. [dal lat. tardo convictio -onis, rifatto sul part. convinto]. – L’essere convinto; ferma certezza morale o intellettuale, spec. in quanto acquisita superando dubbî e ragioni contrastanti: infondere, dare, acquistare una c.; scuotere una c.; avere piena, profonda, incrollabile, radicata c.; rimanere saldo nella propria c.; parlare con convinzione. La cosa stessa della quale si è convinti, convincimento, idea (frequente in questa accezione l’uso del plur.): c. politiche, religiose; rispettare, offendere le c. altrui.



Abbiamo convinzioni, cose di cui siamo convinti, certezze, su molte cose, e guai se così non fosse,
che è umano avvinghiarci alle convinzioni, ai nostri stendardi morali ed intellettuali, navighiamo su un mare in tempesta, ma almeno abbiamo alberi maestri a cui tenerci stretti.

Appunto le convinzioni.

Sono utili le convinzioni, ci risparmiano tempo, altrimenti ogni volta dovremmo riniziare da capo, ci è utile ad esempio sapere e ricordare che ci faremo male se mettiamo una mano sul fuoco,  che siamo bravi in qualcosa e possiamo rifarla, etc.

Le convinzioni si allargano a tutto, strutturano il nostro mondo, sono generalizzazioni su noi stessi,  su come vanno le cose ed influenzano l'autostima, le capacità e i comportamenti, le relazioni con gli altri, la fiducia.

Molte apprese dal nostro ambiente, molte sono "conclusioni" personali ad esperienze che abbiamo fatto.

Sono frasi all'apparenza innocue, brevi e come scolpite nella pietra:

"sono bravo negli sport"; "imparo velocemente""non sono capace"; "ho le mani di ricotta".

Dunque le convinzioni possono essere d'aiuto, oppure limitarci.
Solo per il fatto di crederci, facciamo o non facciamo determinate esperienze (ad esempio creative, o matematiche, o sportive) e così facendo impoveriamo le nostre vite.
Per questo si definiscono limitanti.

Riconoscere che di fronte a noi, anzi dentro di noi c'è una convinzione, dunque un pensiero e come tale può essere cambiato, a volte è difficile.

Tendiamo intanto a non riconoscere le convinzioni, sono lì da così tanto tempo, ci sono state magari ripetute così tante volte, e davvero crediamo siano fisse ed immodificabili.

Ad esempio: hai sempre avuto una salute cagionevole.

Come ti fa sentire dentro ripetere o sentirti ripetere questa frase?
Frustrato, impotente, senza speranza.

E' una convinzione, e se credi sia vera, come fai a sapere che è vera?


Robert Diltz - uno dei maggiori esponenti della PNL a livello mondiale  testo “Convinzioni" edito
(coautori Suzi Smith, Tim Hallbom) ricorda quanto sia importante nel poter o meno cambiare una convinzione quale sia il VANTAGGIO SECONDARIO.

Questo concetto di vantaggio secondario io lo allargo a qualunque cambiamento vogliamo fare.

Qualunque persona viene a chiedermi aiuto, con modalità anche diversissime, mi chiederò sempre- e girerò a lei la domanda: qual'è il tuo guadagno a restare dove sei?
A non cambiare, non impegnarti?

Guardare cosa ci trattiene in una situazione è essenziale almeno quanto comprendere  cosa diciamo di volere.


Le convinzioni tendono a essere confermate dalle esperienze, o forse sono alla base delle profezie che si autoavverano.

Se credo "non piaccio a nessuno" - generalizzazione drammatica e definitiva, probabilmente mi comporterò ed atteggerò nel mondo in modo da confermare questa convinzione su di me, e tornarmene nel mio guscio solo e sconsolato, se non - forse- nel fatto che avevo ragione.

Anche avere ragione ha il suo prezzo.
A volte possiamo guadagnare di più a mettere in dubbio le nostre convinzioni, certo, ci vuole un luogo sicuro e tempo, per cominciare ed apprendere, e PROVARE IL GUSTO DI RIUSCIRE, il gusto delle cose nuove, dell'avventura e dell'esplorazione.

I laboratori sono un luogo che facilita proprio l'esplorazione e il modificare qualcosa di noi, del modo in cui vediamo la nostra esperienza nel mondo.

Una delle convinzioni che sento ripetere più spesso è: non sono creativo/a.
Ci sono persone che si sono presentate con queste parole, poi si sono affidate a loro stesse, al flusso, ad un ambiente potenziante e facilitante- come appunto avviene nei laboratori e hanno sorpreso loro stesse e chi aveva creduto alla loro presentazione iniziale.
Qui e qui due testimonianze con foto.

Succede sempre così?
No, di solito tendiamo a confermare le nostre convinzioni.

Anche chi partecipa ad un laboratorio può dopo un secondo disconfermare o svalutare quello che ha attraversato, oppure ha altri modi per autoingannarsi, - perché di fronte a  nuove possibilità,   preferisce indossare il vestito di sempre, quello senza rischi apparenti, non si bagna nel fiume, lo guarda da asciutto.

Guardare un processo o entrarci dentro, producono ovviamente effetti diversi, anche nei sensi.
Una cosa è toccare, manipolare, cercare anche metaforicamente, di piegare, tagliare, modificare, spostare, cambiare visuale, capovolgere il punto di vista, altra è restare a guardare.

Anche fisicamente il coinvolgimento da una parte richiede la nostra mobilità, dall'altra anche no.

La stessa cosa avviene dentro, ci muoviamo, sperimentiamo la possibilità, il cambiamento, il PROVARCI, oppure seguiamo il conosciuto, quello che ci conferma bravi o incapaci.

C'è un godimento anche a sentirsi incapaci ed infelici, infelici ma unici.
Speciali.
Persone che attirano l'attenzione attraverso la sofferenza, ed è la sofferenza a renderli interessanti, perciò come potrebbero abbandonarla, cosa sarebbero senza?
A volte qualcuno riesce ad intravedere il vantaggio più grande: smettere di soffrire, e rinuncia alla sofferenza come strumento per attirare l'attenzione.
Anche in questo caso, mi devo sentire di VALORE per essere disponibile a cambiare, devo sentire che la mia vita vale, che io valgo e che sono e sarò comunque interessante da trovare altri argomenti che non il dolore e le sfighe cosmiche per comunicare.

Anche pensare di voler cambiare qualcosa, deve essere supportato dalla convinzione che quel qualcosa può essere cambiato.

Mi viene in mente la frase di Paolo Quattrini  (Psicologo psicoterapeuta, supervisore, direttore dell’Istituto Gestalt Firenze IGF, Firenze).

-Il paziente chi credete che l'è?
E' uno che o non fa le guerre giuste, o fa le guerre sbagliate.


Se vogliamo cambiare qualcosa, se crediamo di "meritare" una vita migliore, se crediamo che ogni cosa è sudore, se crediamo all'opposto che è inutile tanto non ci riusciremo mai, se crediamo che la terapia con noi non funziona, che non abbiamo soldi, che qualcun altro deve pagare al posto nostro, che gli altri hanno i problemi noi no.

Tutte queste sono convinzioni.
Che ci daranno o meno l'autorizzazione interiore a modificare, impegnarci, o no.

Ci proclameremo sconfitti in partenza o no.
Ci sentiremo sconfitti a un passo dalla vittoria, o no.

Come scoprire le tue convinzioni e se ti limitano o ti facilitano la vita?

Una convinzione limitante incute in noi un messaggio negativo:

* qualunque cosa che inizio, va sempre male
* ormai è troppo tardi
* non ho tempo/soldi/salute

Una convinzione può al contrario comunicarci forza, fiducia, positività. 
In questo caso possiamo definirla potenziante.

*provo piacere in tutto ciò che faccio
* scelgo le esperienze giuste per me
* so farmi apprezzare al lavoro e nelle relazioni personali


Poiché le NOSTRE convinzioni creano la NOSTRA realtà, alcune convinzioni ci LIMITANO il raggio di azione ed esperienza nel mondo, altre lo AMPLIANO.


Forse abbiamo proprio paura di questo talvolta, di non aver limiti, e che le nostre convinzioni ci proteggono dal mondo e da noi stessi, dalle brutte figure, dalle critiche e dai giudizi della gente.

Un breve check per te, come riconoscerle, dove sono:

Io faccio / non faccio: per esempio i liberi professionisti - dagli avvocati, agli architetti, ai terapeuti, pscicologi, counselor, dentisti etc- oltre al proprio lavoro DEVONO anche saper promuovere il servizio che vendono.
La frase che ti dici è: faccio il ... non marketing, dunque non so vendere me stesso.
Chi era al convegno Reico di Giugno, sa cosa rispondo a questa frase mal posta.
(Chi non c'era può partecipare al prossimo percorso esperienziale di personal branding).

Non posso
Se penso di non potere (cantare, disegnare, sciare, giocare a tennis) sto dichiarando di avere capacità fisse ed immutabili, pertanto NON posso imparare, apprendere, migliorare, esercitarmi, impegnarmi.

Sono fatto così (e non posso farci niente) può essere una di quelle frasi che nasconde bene i non posso (ed anche una scusa per fare ciò che non si ha voglia di fare).

Devo / non devo
 Se penso 'devo mettere a posto prima di uscire', "devo finire tutto quello che ho da fare prima di potermi divertire", corro il rischio di mettere sempre il dovere e non aver posto per relazioni e piacere nella mia vita.

Sono / non sono
Se penso ' intelligente' o 'non  intelligente', 'superficiale, sensibile, stupido'.
Tanto dolore dietro i sono e non sono, meglio inquadrarli in azioni più confinate: ho fatto un azione stupida, mi sono comportato male con.
Meglio ammettere l'errore e poter cambiare a se stessi, il premio porta lontano da una prostrazione altissima ed un autostima bassissima.

Gli altri sono
Proprio come abbiamo convinzioni limitanti su noi stessi, abbiamo anche convinzioni su altre persone , che ci possono limitare in molti modi.
Dare la colpa agli altri (con quel meccanismo di protezione che si chiama proiezione) può mettere al riparo noi dagli altri "egoisti, stupidi, approfittatori, noiosi, spocchiosi".
Ed ancora superiori, più intelligenti, più qualcosa di noi.
In base a queste convinzioni, ci comporteremo di conseguenza. A volte limitando la nostra vita, a volte rendendo impossibile la relazione.

Come funziona il mondo
Così è. Pericoloso? Cattivo, infido, ingiusto...
Completa tu com'è per te il mondo.


Da dove nascono le nostre convinzioni?
Esperienza
Abbiamo formato le nostre convinzioni per esperienza dirette. Agiamo, succede qualcosa e traiamo conclusioni.  E' il modo in cui la natura ci costruisce per tenerci fuori dai guai (chi metterrebbe un dito nella corrente?) .

Educazione
Genitori ed insegnanti ci hanno informato su come funziona il mondo e su come comportarsi (non sempre e sempre meno, e con effetti disastrosi- mia convinzione).

Lo hanno fatto a volte sulla base di LORO convinzioni, a volte giuste a volte no, a volte ci hanno aiutato a crescere e sperimentare, altre ci hanno bloccato dallo sperimentare.
E se non buttarsi da un piano alto sennò ti fai male è una buona convinzione, vitale direi- altro è il giudizio:
- non sarai mai capace di disegnare; la matematica non è per te.

Alcuni "giudizi" ci hanno orientato, altri disorientato e fatto perdere per sempre un cammino che magari ci avrebbe fatto felici.

La logica
Prendiamo un po 'di dati e generalizziamo, ma quella che crediamo sia logica, di solito è semplicemente paura.
Quando usiamo 'perché' sembra un ragionamento razionale, ma piuttosto è una scusa per i nostri fallimenti, una protezione dalla paura di critica, ridicolo o il rifiuto da parte di altri.

Ho sentito tante, tantissime persone che non ci provano con qualcuno perchè "è troppo carina, troppo intelligente" etc etc ed in effetti mi capita anche di vedere tante ragazze belle ed intelligenti da sole.
Poi ho incontrato l'eccezione:
quello che ci provava proprio con quelle belle ed intelligenti, perchè con loro non ci prova nessuno e dunque aveva campo libero.
Un genio!

Dunque:
quale convinzione ti sta limitando la vita?
se potessi cambiarla cosa succederebbe alla tua vita?

Di convinzioni e possibilità di cambiamento, di quanto possano determinare fiducia e speranza Marco Andreoli ed io abbiamo guidato un laboratorio in lingua inglese al Convegno internazionale IAC a Malta, il 7 luglio.
Con fogli, matite e...bacchette magiche.
Ecco com'è andata: qui



Concludo con la preghiera della saggezza di Reinhold Niebuhr

« Dio, concedimi la serenità di accettare le cose che non posso cambiare,
il coraggio di cambiare le cose che posso,
e la saggezza per conoscere la differenza. »



P.S.
Sorpresa:

Ripeteremo il laboratorio in Italia, al convegno Internazionale di School Counseling a Verona, il 4 Dicembre 2016.

Una formula breve per far assaggiare anche da noi il divertimento di poter cambiare ciò che ci limita.









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