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Superare le convinzioni limitanti in pochi tratti

Se la paura di parlare in pubblico è solo seconda dopo la paura di morire, chissà a che posto è il parlare, disegnare in pubblico e far disegnare il pubblico.


E' quello che ho sperimentato in occasione del convegno "Oltre le colonne d'Ercole: al di là di limiti e pregiudizi".


Il titolo mi ha fatto pensare immediatamente alle mie Colonne d’Ercole, quando ho attraversato un oceano per andare a vivere dall'altra parte del mondo.

Una cosa è sognare New York, vederla nei film o visitarla da turista, ben altra è restarci.
Lasciare gli ormeggi, casa, cultura, cibo, clima e affetti, non riconoscere più neanche il proprio nome storpiato troppe volte.

Eppure...eppure.
Nonostante il successo e i traguardi raggiunti, io stessa, come te che leggi, condividiamo un area di dubbi, incertezze, pensieri che limitano il nostro modo di poter sperimentare noi stessi nel mondo.

Questo è stato il punto di partenza per raccontare la mia storia, e condividerla.
Un desiderio nel cassetto da una parte e la convinzione di non essere capace dall'altra.
Un pennarello per far avverare quel desiderio.


Ti invito a guardare il video, e provarci anche tu.






Solo qualche giorno prima mi sembrava una follia disegnare in pubblico e coinvolgerlo a disegnare con me.
Eppure è accaduto, ed è stato meraviglioso guardare questa scena qui.




Qualcosa in più sulle convinzioni.

Nel convegno dello scorso anno avevo già parlato di quanto le convinzioni siano FONDAMENTALI pure nel determinare la nostra RESILIENZA.

Puoi scoprire come in questo video qui.


Le convinzioni si allargano a tutto, strutturano il nostro mondo, sono generalizzazioni su noi stessi, su come vanno le cose ed influenzano l'autostima, le capacità e i comportamenti, le relazioni con gli altri, la fiducia.
Molte apprese dal nostro ambiente, altre sono "conclusioni" personali di nostre esperienze.
Sono frasi all'apparenza innocue, brevi e come scolpite nella pietra:
"sono bravo negli sport"; "imparo velocemente";

"non sono capace"; "ho le mani di ricotta".

Dunque le convinzioni possono essere d'aiuto, oppure limitarci.
Solo per il fatto di crederci, facciamo o non facciamo determinate esperienze (ad esempio creative, o matematiche, o sportive) e così facendo impoveriamo le nostre vite.
Per questo si definiscono limitanti.

Riconoscere che di fronte a noi, anzi dentro di noi c'è una convinzione, dunque un pensiero e come tale può essere cambiato, a volte è difficile.

Tendiamo intanto a non riconoscere le convinzioni, sono lì da così tanto tempo, ci sono state magari ripetute così tante volte, e davvero crediamo siano fisse ed immodificabili.

Se vogliamo cambiare qualcosa, se crediamo di "meritare" una vita migliore, se crediamo che ogni cosa è sudore, se crediamo all'opposto che è inutile tanto non ci riusciremo mai, etc.

Tutte queste sono convinzioni.
Che ci daranno o meno l'autorizzazione interiore a modificare, impegnarci, o no.

Ci proclameremo sconfitti in partenza o no.
Ci sentiremo sconfitti a un passo dalla vittoria, o no.

Come scoprire le tue convinzioni e se ti limitano o ti facilitano la vita?

Una convinzione limitante incute in noi un messaggio negativo:
* qualunque cosa che inizio, va sempre male
* ormai è troppo tardi
* non ho tempo/soldi/salute

Una convinzione può al contrario comunicarci forza, fiducia, positività.
In questo caso possiamo definirla potenziante.
*provo piacere in tutto ciò che faccio
* scelgo le esperienze giuste per me
* so farmi apprezzare al lavoro e nelle relazioni personali

Poiché le NOSTRE convinzioni creano la NOSTRA realtà, alcune convinzioni ci LIMITANO il raggio di azione ed esperienza nel mondo, altre lo AMPLIANO.

Cosa accadrebbe alla tua vita se tu sfidassi una tua convinzione limitante?