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Ascoltare la memoria, anche delle pietre

Immergersi e sorprendersi, e guardare o meglio ascoltare le cose da più punti di vista, è un esercizio che propongo spesso, con sé stessi e con gli altri.
Accogliere ciò che pensavamo impossibile, aprirsi a nuove possibilità.
Lasciare preconcetti ed etichette.
Sei duro come una pietra.
Insensibile come una pietra.
E se invece anche le pietre avessero memoria, e suoni, se solo accarezzate?
Se tu stesso potessi esprimerti diversamente solo se ti accarezzassi invece di percuoterti?

E se potessi migliorare le relazioni con gli altri cambiando gesti ?



Si può cambiare idea sulle pietre,  con le opere senza tempo trasformate in arte e musica, di Pinuccio Scola.

Famoso in tutto il mondo per le sue "pietre sonore",  scomparso la scorsa settimana, lascia un eredità artistica importante.
Proprio come Michelangelo che toglieva il superfluo nello scolpire, anche qui, la forma è dentro, il suono, la storia, la musica, le memoria.

 "Il calcare ha un suono liquido, semplicemente perché questa pietra dal punto di vista geologico non è altro che acqua fossilizzata. La memoria della 'materia acqua' evidentemente è rimasta impressa. Basta accarezzarla e vengono fuori i suoi suoni, non sono i miei suoni. Il basalto ha invece origine vulcanica, si sente soltanto il suono del fuoco e della terra. Ogni materia ha la propria memoria, accarezzandola tiro fuori quello che c'è dentro".

Sciola ha suonato davanti alla tomba di Michelangelo a Santa Croce Firenze, per fargli sapere che il suo Mosè -  che Buonarroti colpì con uno scalpello perché "non parlava" - a distanza di secoli ha risposto. Il suo dialogo con la terra lo ha portato a ideare  i "Semi della pace", centinaia di grossi massi incisi che, come embrioni, sono stati posati nel 2008 davanti alla basilica inferiore di San Francesco ad Assisi.

Le sue "pietre sonore" sono state ovunque, dalla Germania a L'Avana e Budapest, a Parigi per un omaggio a Jaques Prévert e in varie città italiane, all'aeroporto di Fiumicino e a Roma, all'Auditorium Parco della musica.


Puoi ascoltarle ed ammirarle nel Parco megalitico di San Sperate  “Giardino Sonoro”, un orizzonte di pietre megalitiche sorprendenti per forma, storie e musica.

Il Maestro Sciola ha anche trasformato il suo paese natale, San Sperate (CA), in un  “paese-museo” grazie all'esperienza artistica e sociale dei murales, con il contributo di artisti locali ed internazionali.

Due video, il primo un intervista, più breve e il secondo, un documentario ricco di immagini suggestive  del regista Franco Fais.












Tra i suoni delle profondità del mare e quelli dell'universo, che le pietre rilasciano perché nella loro memoria, mi ricorda l'esperimento di Masaru Emotu e la memoria dell'acqua e mi fa pensare quanto invece alcune persone cerchino di distaccarsi, sfuggire, evitare, allontanarsi e dimenticarsi di ciò che sta loro intorno, persone e relazioni.
Nessuna relazione, nessuna memoria, nessun contatto, nessuna responsabilità.
C'è davvero vita senza?
La memoria è determinante. È determinante perché io sono ricco di memorie e l’uomo che non ha memoria è un pover’uomo, perché essa dovrebbe arricchire la vita, dar diritto, far fare dei confronti, dar la possibilità di pensare ad errori o cose giuste fatte. Non si tratta di un esame di coscienza, ma di qualche cosa che va al di là, perché con la memoria si possono fare dei bilanci, delle considerazioni, delle scelte, perché credo che uno scrittore, un poeta, uno scienziato, un lettore, un agricoltore, un uomo, uno che non ha memoria è un pover’uomo. Non si tratta di ricordare la scadenza di una data, ma qualche cosa di più, che dà molto valore alla vita.
Mario Rigoni Stern
Noi siamo la memoria che abbiamo e la responsabilità che ci assumiamo. Senza memoria non esistiamo e senza responsabilità forse non meritiamo di esistere.
José Saramago

Non è che i residenti del nostro mondo liquido-moderno,[...], dicono una cosa e ne pensano un'altra?
Affermano che il loro desiderio, scopo, sogno o passione è «instaurare relazioni»
Ma di fatto non sono forse soprattutto preoccupati di come evitare che i loro rapporti si condensino e coagulino?
Davvero cercano, come dicono, relazioni durevoli, o piuttosto non desiderano più di ogni altra cosa che quelle relazioni siano superficiali e leggere di modo che se ne possano «disfare in qualunque momento»...
In definitiva, che tipo di consiglio cercano davvero: come cementare una relazione, o come - qualora lo si volesse - mettervi fine senza danno e con la coscienza a posto?
Zygmunt Bauman - Amore Liquido

Tutti abbiamo bisogno della memoria. Tiene il lupo dell’insignificanza fuori dalla porta. Saul Bellow