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Le citazioni e il personal branding

Facebook da dieci anni ha rivoluzionato il concetto di piazza, di comunicazione, di esibizione di sé, della propria vita, della propria cultura.
Anche quando non la si ha, si finge.
Come si dice in inglese: you pretend to be.

Ma nel personal branding non si può fingere.
Anche se non sai cos'è, il personal branding lo fai lo stesso. E' l'immagine, l'idea che crei di te per quello che fai e non fai, quello che dici e come lo dici. O non dici, ma in realtà dicendo.

(Io spero che tu prenda appunti. Semicit.)


Per esempio ci sono gli ossessivi amano i libri e continuano a comprarne, anche se da tempo non sanno più dove metterli.
Brutta gente, sanno stare con la testa nelle pagine, ma non nella realtà.
Idealisti, leggono leggono, si innamorano di autori e frasi su carta.

Le collezionano, le creano e condividono.
Tra questa brutta gente ci sto pure io, qua e qua ad esempio.

Poi ci sono i pratici professorini, che le pagine vere non le annusano forse da mai, chi ha scritto, inventato creato, sentito, saputo dire così quel concetto non ha alcuna importanza.
Quante storie!!!!!!! (l'aggiunta dei punti esclamativi è loro) Quello che serve se lo prendono e basta così.  CTRL-C

Di facile individuazione perché negli status (o nei post copiati da altri) conoscono l'italiano, ma nei commenti hanno amnesie frequenti di quando si usi l'acca, come quando dice "hai miei figli " non vuole chiederti se i figli suoi stanno da te, ma sta iniziando una lezione appassionata su come sappia insegnare l'educazione AI suoi figli.
Oppure AI bisogno di un aiutino??, come scrisse un gentile commentatore in disaccordo con un mio post.

Le amnesie riguardano pure l'uso dei puntini di sospensione, quando copia sono tre, quando inventa di suo pugno non si contano. Sono abbondanti e ricorrenti, prima, dopo, durante. Abbondano di punti esclamativi ed interrogativi, punti e virgola.
Perché, si sa,  .. Abbondandis in abbondandum... (cit. Totò e Peppino)

I condivisori compulsivi, molto veloci, nella fretta non possono fermarsi a mettere un like su quello che leggono e ripubblicano. Sempre per la fretta nel CTRL-C le citazioni perdono la firma.

L'omissione  mostra comunque qualcosa di chi omette:
- incapaci di saper ringraziare quelli da cui prelevano; resta il dubbio se è per invidia, livore o superficialità.
- sensibili da essere colpiti da una frase ma non curiosi di sapere chi ne è l'autore;
- pigri da non poter googlare quei due secondi necessari per saperlo
- è possibile mai che vuole far credere di averle scritte lui/lei?.

La risposta la hai grazie alla loro perseveranza.
Tu pubblichi una citazione, così



e due minuti dopo il loro status è così: 
troppe persone sopravvalutano ciò che non sono e sottovalutano ciò che sono.
(Omettendo l'autore).

L'ultimo che arriva chiuda lo status.
Poi ci sono gli ingenui, o fiduciosi, un po' disattenti anche di fronte alla perseveranza e alla ripetitività del comportamento dell'amico che pare profondo ma è solo l'effetto del CTRL- C.

La frase lo ha colpito e vuole dare giusto credito a chi l'ha scritta.
Lo ripubblica nel suo status (Cit. L'amico mio, con tanto di tag)

Così fanno in due questa figura qua




"Ptuh. M'e fatt fa chella figura e merda, m'è fatt fa. "
Cit. Massimo Troisi in Ricomincio da tre


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