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Cosa dice la tua timeline di te

Pochi giorni fa un incontro (bellissimo) sullo storytelling nel personal branding.

Due ore per passare dalla testa al cuore, per condividere storie e riflettere, da dove passa la nostra immagine.
Quanto spesso, sempre, qualche volta.
La risposta è leggermente ansiogena, passa sempre.

Se sono scarmigliato, se accolgo gli ospiti in ciabatte, se mi trascino in pigiama, tra un lamento e un insulto, una rivendicazione.

Facebook in questo è tricky, un trabocchetto infido a volte.


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10 possibilità per gestire la rabbia - Elenco semiserio


Incontriamo tante persone e siamo costretti al contatto da circostanze lavorative o semplicemente negli spostamenti in auto, bus e metro.
Persone inconsapevoli delle loro invasioni barbariche, siano fisiche, tattili, uditive, olfattive etc.

La rabbia scatta in automatico, ma è un macigno ingombrante che resta a noi gestire, cercando di non fare piazzate, scenate che hanno un effetto liberatorio forse al momento, ma con effetti pericolosi a seconda di dove siamo.

Ogni luogo e persona ha la sua soglia di pericolo.

Urlatori in spiaggia deserte, prepotenti ingiuriosi al volante, masticatori di chewingum ad un concerto di classica o in fila alle poste, proprio dentro l'orecchio tuo, e finanche tagliatori di unghie con tronchesi sui mezzi pubblici.

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Professioni e depressione

mestieri strani- lo spolveratore di dinosauri
Professioni che abbiamo immaginato desiderabili e ben pagate nel nostro immaginario, si rivelano molto frustranti, incredibilmente complesse, difficili e richiedenti nella realtà.

Scelte fatte in un altro momento della nostra vita, in cui noi eravamo diversi, le premesse, la società, gli esempi e le attese fino a quel momento, tutto diverso.

Scelte costate anni di università e specializzazioni, investimenti economici e personali, famigliari si rivelano SBAGLIATE.

Professioni che pensavamo ci avrebbero reso felici, si rivelano incubi, giorno e notte a lavorare, sottopagati.
Senza poter costruire una famiglia o senza poterla vedere, curare, vederla crescere.

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Personal branding nei social

Le persone mi chiedono, anzi il più delle volte mi contestano il fatto che si possa fare marketing di se stessi, che si finge, non è una cosa etica.

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