La motivazione

Cosa fai quando perdi la motivazione?

Ognuno di noi, anche i super uomini e le super donne, possono ritrovarsi, in apparenza all'improvviso, senza desiderio, senza stimoli, senza direzione.

Dapprima scontenti delle proprie decisioni lavorative, i cui effetti si fanno sentire poi nella vita familiare e sulla salute fisica.
E' la crisi dei 40, ma potresti essere anche più precoce o tardivo.

Manca la spinta verso il fuori, compensata da una spinta alla colpevolizzazione verso dentro.

Cosa fare?
Se ti aspetti uno di quegli articoli che ti danno consigli facili da scrivere e altrettanto difficili da mettere in pratica, no, non è uno di quelli.
Anzi non ti darò neanche consigli.
Ma "semplicemente" un libro.

La Biblioterapia (per saperne di più) può aiutare nell'elaborare emozioni e raggiungere nuove consapevolezze, soluzioni, sviluppo di risorse e abilità.

Un libro scritto bene potrà aiutarti a sorridere, ritrovarti nel personaggio, sentirti descrivere i suoi percorsi dando un senso, un nome ai tuoi.
Facendoti sentire che non sei l'unico e il primo, senza però buscarsi lezioncine da primo della classe o da guru che vuole avere la ricetta perfetta anche per te.

Una premessa.
Dico di me che i libri li bevo, come alcune persone gli shottini di vodka, io mando giù pagine e pagine di carta, leggendo ovunque e in ogni momento possibile.

Questo libro qui invece ho avuto l'impressione di mangiarlo, proprio come se avesse una consistenza da mordere, non da bere.
Non credo sia per il nome, ma il come è scritto.

Il ragazzo mucca, di Michele Serra, edito da Feltrinelli.
Lui, l'autore siamo abituati a leggerlo su Repubblica, giusto per parlare di oggi, e per chi lo ricordare "Cuore", il giornale satirico, non il libro di De Amicis.
Ovvero Serra è quello che ci ha fatto ridere e non piangere.

Ci riesce anche in questo libro, prendendo sul serio e non il protagonista, non scivolando mai nell'autocommiserazione, né nell'inutile evitamento di prendere atto che esistono momenti così:

"Progetto, associazione ( e poi programma, riunione...) erano oramai alle mie orecchie suoni cavernosi, echi di voragini che mi si spalancano intorno con l'implicita conseguenza che proprio io ero stato incaricato di colmarle, che mi era capitata questa disgraziata sorte [...]"

Non digerire più nel corpo e nella testa la propria realtà, prendere distanza e vicinanza da ciò che si credeva di essere, fino a qualche attimo prima, senza potersi riconoscere e comprendere cosa ci è mai successo.
Risponde un personaggio speciale che non voglio svelare:
" Tu non stai male, Antonio, perché hai fallito grandi obiettivi. Ma perché ti sei sfiancato per raggiungere obiettivi normali.
Ti pare giusto importi altri sforzi, dopo quelli che hai già fatto?"

A te scoprire  la risposta, nel libro e per te.
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