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Sei cappelli per pensare


Il Professore Edward de Bono[1] ha ideato ed insegnato un metodo a centinaia di aziende e governi nel mondo.

Nel suo libro “Sei cappelli per pensare” suggerisce diversi atteggiamenti mentali da utilizzare simbolicamente indossando un cappello di colore:




Bianco/oggettivo
Analisi dei dati oggettivi, raccolta di informazioni, senza giudizi.

Verde/creativo
Indica sbocchi creativi, nuove idee, analisi e proposte migliorative, visioni insolite.

Rosso/emotivo
Emotività, esprimere di getto le proprie intuizioni, come suggerimenti o sfoghi liberatori, come se si ridiventasse bambini. Emozioni, sentimenti.

Giallo/ottimista
Gli aspetti positivi, i vantaggi, le opportunità.

Nero/critico
Le difficoltà, i rischi, le anticipazioni di come e perché, cosa potrebbe non funzionare.

Blu /pratico
Stabilisce priorità, metodi, sequenze funzionali. Pianifica, organizza, stabilisce il piano d’azione.




Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente De Bono ed assistere al suo modo creativo e coinvolgente di fare aula, di ascoltare i suoi esempi, di far mie le potenzialità ed applicabilità del metodo.

Un piano, come un’azienda o un singolo, dovrebbe saper indossare più cappelli per funzionare al meglio, sia in previsione degli obiettivi sia nel quotidiano.

Cosa succede se mentre esponiamo un’idea interviene una critica distruttiva?

Viene perso il potenziale positivo dell’ idea e si distrugge anche la generazione di nuove idee, perché il nostro sistema cognitivo ed emotivo viene castrato prematuramente, e smette di produrre o di comunicare all’esterno le idee.

Il risultato è altrettanto negativo se si è capaci di indossare solo un cappello: ad es. l’emotivo, l’ottimista o il pessimista. Gli aspetti pratici, operativi sono essenziali per far crescere e portare a termine un progetto. La metafora dei cappelli rende pure immediata l’immagine della confusione, il disordine organizzativo quando si vogliono indossare tutti i cappelli contemporaneamente.

All'interno di un team ogni persona può trovarsi più a suo agio con un cappello o un altro; il sistema funziona grazie alla coesistenza ed equilibrio di più approcci.

Lo stesso può dirsi di una persona, sia nell'interazione con gli altri che verso se stesso.

Un capo costantemente critico è demotivante; un collaboratore che trova sempre gli aspetti negativi è deprimente. A volte il creativo può apparire geniale, ma ha bisogno di supporto e struttura per tradurre le idee in realtà.

Tu quale cappello indossi più frequentemente, quale ti piacerebbe indossare? E quale fai più fatica ad ascoltare?

Ascoltarsi, a volte anche in una discussione tranquilla tra amici, può fornire indicazioni su quali schemi di funzionamento adottiamo.

Solitamente ci sono delle aree di funzionamento poco soddisfacenti perché poco frequentate; la consapevolezza di un’area carente può facilitare l’integrazione con persone diverse da noi ed un migliore funzionamento globale.


[1] Autorità internazionale sul pensiero creativo, inventore del pensiero laterale, lateral thinking. Autore di testi tradotti in tutto il mondo; ideatore del Programma di Pensiero maggiormente utilizzato a livello internazionale per l’insegnamento delle abilità di pensiero poi utilizzato anche nelle scuole e per la riabilitazione di bambini ospedalizzati.



Nella foto: Uno dei laboratori esperienziali sul problem solving creativo con i 6 cappelli per pensare.
scrivimi per info o per realizzarlo anche nella tua azienda o scuola.

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