Manco da questo blog da un po'.
Per ricominciare ho deciso di non aspettare il momento perfetto ma da quello che continua ad essere costante nella mia vita.
Poco.
Le costanti sono pochissime, il cambiamento è stato totale. Tanto che quasi nulla è rimasto di ciò che conoscevo.
Ma i libri sì. I libri restano.
E allora niente letture da ombrellone. Ho scelto storie che raccontano i passaggi stretti della vita, le fatiche e i cambiamenti. Libri che ho letto, che ho recensito e che continuano a lavorarmi dentro.
L'educazione – Tara Westover
È vera.
Mi sono chiesta se mettere il punto interrogativo al titolo di questa recensione.
Io amo le storie, e leggere mi dà, tra le altre cose, la possibilità di ascoltarne.
Quando le storie si avvicinano alla mia, comincia altro.
Lo stordimento. I ricordi che si affacciano e chiedono conferma.
I racconti delle pagine che propongono finali diversi.
Parole che avrei e potrei aver sentito ma non pronunciate mai.
In definitiva, ci sono molti motivi per leggere la storia della Westover.
Perché è vera, per quanto incredibile.
Perché scrive bene.
Perché il dubbio, per chi ha vissuto violenza, è una costante.
Dubiti sia davvero successo. Dubiti ti crederanno mai. Dubiti faranno qualcosa per te.
Dubiti di te stessa. Cominci la dipendenza dall'approvazione altrui. Cerchi conferme fuori, che convalidino il tuo dentro.
Nonostante i successi, che restano sullo sfondo. Le ombre del passato più presenti del presente, più reali del reale.
Massimo Recalcati in quarta di copertina non usa la parola "incredibile". Usa la parola "esemplare".
Che grande successo passare da incredibile – non credibile, non mi credono e non mi credo – a: esemplare.
Consiglio la lettura a chi ha vissuto violenza, perché piano, un po' in un libro e un po' in un altro, in percorsi di crescita e terapia, si possano riammettere pezzi di sé.
Pensieri pensati e scivolati via.
Connessioni importanti.
Verità messe su carta, di avvenimenti, danni ed emozioni provate. Conseguenze.
Vorrei poter sperare che questo libro riesca ad arrivare anche a chi l'ha esercitata la violenza e a chi ha voluto negarla e fare finta di nulla.




