Ti è mai capitato di considerare che sarebbe meglio non avere le emozioni che si mettono di mezzo?
Meglio farci amicizia, e sentire cosa hanno da dirci.
Perché le emozioni sono informazioni.
Ci dicono come stiamo e, soprattutto, come muoverci per stare meglio.Il celebre neuroscienziato Antonio Damasio, in "L'errore di Cartesio" (1995), ha dimostrato proprio questo: il cervello usa le emozioni come dati.
Le emozioni non sono un lusso o un segno di debolezza; sono un sofisticato sistema di guida evoluto.
Ti faccio un esempio che ha cambiato completamente il mio personale utilizzo di un'emozione che, come in molte famiglie, mi hanno insegnato a negare e respingere: la rabbia.
Che non va bene lo avrai già sentito dire tante volte. Forse troppe, ed è un informazione che non ti è utile per niente a modificare il tuo sentire.
"Se l’uomo perde la capacità emozionale, non è in grado di essere ragionevole."
Le emozioni non sono un lusso o un segno di debolezza; sono un sofisticato sistema di guida evoluto.
Ti faccio un esempio che ha cambiato completamente il mio personale utilizzo di un'emozione che, come in molte famiglie, mi hanno insegnato a negare e respingere: la rabbia.
Che non va bene lo avrai già sentito dire tante volte. Forse troppe, ed è un informazione che non ti è utile per niente a modificare il tuo sentire.
E se invece ti dicessi che la rabbia è lì per segnalarti che un tuo confine è stato violato?
Cambia, eh?
Quindi, la prossima volta che un'emozione si fa sentire, prova a non respingerla. Chiediti semplicemente: "Cosa sta cercando di dirmi?".
Cambia, eh?
Quindi, la prossima volta che un'emozione si fa sentire, prova a non respingerla. Chiediti semplicemente: "Cosa sta cercando di dirmi?".




