Nel gruppo di crescita è saltata fuori la paura della promozione personale.
La paura.
Grande cappello sotto il quale stanno molte cose, sembra un cappello infinito, senza fondo.
Una tra queste è la paura di perdere.
Siamo cresciuti col mito dei vincenti e del vincere ad ogni costo, ma è appunto un mito.
Scomodo, pesante, faticoso.
Neanche a me piace perdere e in passato ho notato che qualunque sport facessi pretendevo sempre da me di riuscire al primo colpo perfettamente.
Poi negli anni dopo lo sport è arrivato il lavoro, poi il disegno e la pittura.
Ho sempre preteso da me risultati eccellenti.
Che cosa imparato?
Intanto ogni giorno mi esercito al fallimento e quindi ogni giorno prendo la matita.(Va bene anche semplicemente un gioco di quelli che ognuno di noi nel cellulare.)
Affinché ti rendi conto che perdere è semplicemente l’altra parte del poter vincere ma se non giochiamo non vinciamo.
Dovremmo farci prendere dalla bellezza di giocare, del metterci in gioco, di sentirci forti non perché vinciamo ma perché stiamo giocando.
L'altra cosa che ho capito è che siamo presuntuosi, sì presuntuosi.
Pretendiamo di riuscire al primo colpo senza preparazione e se tu non ti alleni giocando sei presuntuosə.
Se ti aspetti di riuscire al primo colpo sei presuntuosə (è vero esiste la fortuna del principiante) ma altrimenti anche nella promozione personale serve preparazione.
Comprendere cosa vuol dire promozione personale, che non è soltanto un biglietto da visita.
È anche il biglietto da visita così come ti vesti, come ti poni, come parli.
Che cosa vuoi comunicare, che cosa vuoi dire agli altri, come vorresti arrivare agli altri e come pensi di arrivarci già adesso.
Personal branding è innanzitutto consapevolezza.
Ed anche se pensi di sapere già tutto, immagino sia anche lì o paura o presunzione anzi forse entrambi vedi tu cosa ti serve portare con te.
O potresti impegnarti nel tuo #PersonalBranding come opportunità per migliorare le relazioni dentro e fuori di te.
La paura.
Grande cappello sotto il quale stanno molte cose, sembra un cappello infinito, senza fondo.
Una tra queste è la paura di perdere.
Siamo cresciuti col mito dei vincenti e del vincere ad ogni costo, ma è appunto un mito.
Scomodo, pesante, faticoso.
Neanche a me piace perdere e in passato ho notato che qualunque sport facessi pretendevo sempre da me di riuscire al primo colpo perfettamente.
Poi negli anni dopo lo sport è arrivato il lavoro, poi il disegno e la pittura.
(Per l' università credo superfluo dire che se era 28 perché non 30 e se era 30 perché non la lode. L'unico 29 sul mio libretto è stato un onta non cancellabile).
Ho sempre preteso da me risultati eccellenti.
Che cosa imparato?
Intanto ogni giorno mi esercito al fallimento e quindi ogni giorno prendo la matita.(Va bene anche semplicemente un gioco di quelli che ognuno di noi nel cellulare.)
Affinché vincere o perdere siano entrambi una possibilità nel tuo vocabolario.
Ci sono aree dove non succede niente se perdiamo e quindi esercitiamoci in quelle.
Ci sono aree dove non succede niente se perdiamo e quindi esercitiamoci in quelle.
Affinché ti rendi conto che perdere è semplicemente l’altra parte del poter vincere ma se non giochiamo non vinciamo.
Dovremmo farci prendere dalla bellezza di giocare, del metterci in gioco, di sentirci forti non perché vinciamo ma perché stiamo giocando.
L'altra cosa che ho capito è che siamo presuntuosi, sì presuntuosi.
Pretendiamo di riuscire al primo colpo senza preparazione e se tu non ti alleni giocando sei presuntuosə.
Se ti aspetti di riuscire al primo colpo sei presuntuosə (è vero esiste la fortuna del principiante) ma altrimenti anche nella promozione personale serve preparazione.
Comprendere cosa vuol dire promozione personale, che non è soltanto un biglietto da visita.
È anche il biglietto da visita così come ti vesti, come ti poni, come parli.
Che cosa vuoi comunicare, che cosa vuoi dire agli altri, come vorresti arrivare agli altri e come pensi di arrivarci già adesso.
Personal branding è innanzitutto consapevolezza.
Ed anche se pensi di sapere già tutto, immagino sia anche lì o paura o presunzione anzi forse entrambi vedi tu cosa ti serve portare con te.
O potresti impegnarti nel tuo #PersonalBranding come opportunità per migliorare le relazioni dentro e fuori di te.
Concludo con una provocazione:
se non hai voglia tu di conoscerti, di rischiare, di apprezzarti come dovrebbe averla chi incontri?
Perdi tutte le volte che ti impedisci, neghi qualunque esperienza per la paura di sbagliare.
Certo, non potrai dire di aver fallito.
Ma neanche di averci provato.