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Il tempo della corona

Ho un rapporto intenso con il tempo, ho ascoltato persone perse in questo tempo vuoto, persone che hanno cercato di riempirlo in maniera compulsiva, persone che si sono annoiate persino.


Persone che hanno riversato il proprio tempo inondando quello degli altri, riempiendo chat create con pretesti "lavorativi"con centinaia di messaggi di domenica e in giorni di festa (li ho contati, ho espresso il mio punto di vista, e poi, preso atto che l'altro non era disposto a rispettare il mio tempo, ne sono uscita).

A me il tempo non è bastato, non mi basta mai,  troppe cose che mi piace fare, mi sono sentita molto frustrata quando mi hanno messo a riposo forzato, ma restando solo seduta, mai distesa.
Che fatica, davvero, non credevo.

Sono gelosa del mio tempo eppure il mio lavoro è di condividere il tempo per guardarci dentro, per capire, per ascoltarci e migliorare.
Ma quando lavoro, CONCORDO quel tempo insieme.
Lo scelgo io insieme all'altro, senza subire le scelte, spesso le prepotenze, di un altro che decide al posto mio.
Dare valore al proprio tempo è dare valore a sé.
Riconoscere il proprio valore, riconoscere anche le difficoltà di saper dire di no, comprendere ad esempio ad imparare a dire di no ad un altro, per non trovarmi a dire di no a me.



Ho ascoltato due dei miei autori preferiti, ma che dico? Amati.
De Luca e de Giovanni offrono il loro punto di vista del tempo, lo trovo molto interessante, anche in quanto opposte.
Questo mi offre la possibilità di dire che possiamo dissentire senza per questo smettere di amare.
Senza dover distruggere l'altro.
Si chiamano opinioni.
Ma questo aprirebbe un altra strada ancora per questo articolo.
Lasciamolo lì, magari lasciamo che germogli, che acquisti significato dentro.

In ogni caso comprendere ci fa dei contenitori ancora più grandi; l'empatia, quella cosa che mi fa spesso comprendere tutti i punti di vista, non mi fa sparire, ci sono sempre dietro e dentro.

A volte mi sembra che la violenza di linguaggio e di comportamento, quell'avere giudizi pronti e indiscutibili, serva da sostegno e da conferma di esistere.
Solo che è un paramento, non posso esistere solo quando critico l'altro, è comunque una forma di dipendenza, in cui per affermare me, devo disconfermare l'altro.
Quando manca il nemico fuori chi resta?



Chiusa divagazione. Torno a  Erri De Luca, che ci racconta di un tempo intenso non vuoto.

Abbiamo rimesso in ordine la cronologia delle nostre giornate (o non lo abbiamo fatto?)
Un esperienza che lascerà una traccia.




Per Maurizio de Giovanni uno strano utilizzo del tempo, dilatata e rallentata.
La vita è un recipiente che riempiamo di tante cose che credevamo poco importanti, ed ora che il VUOTO è anche un vuoto di motivazioni e di bellezza.

Recuperare il pensiero della BELLEZZA che ci può traghettare fuori dal vuoto, dalla malinconia e dalla nostalgia.
Ma nulla è vuoto se possiamo riempirlo di NOI  stessi.





Se qualcosa ti ha risuonato, se hai bisogno di sentire il tuo tempo dentro, di ascoltarti e di farti ascoltare, sono qui.

E' un esperienza intensa e ricca quando una persona si riappropria della sacralità del tempo dedicato a sé, al proprio ascolto e al proprio valore.

Ti aspetto.


Cosa ne pensi?