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Sei troppo duro con te stesso?

In un mondo- apparentemente - colmo di persone piene di sé, ce ne sono altre, forse anche tu, estremamente esigenti, duri, con sé.


Abituati a pretendere da sé sempre il massimo, poco inclini a perdonarsi la minima sbavatura, ad accettare da se qualcosa sotto l'eccellenza.
O, peggio ancora, la PERFEZIONE.


A questa attitudine personale, si aggiungono libri, articoli e professioni che incitano a fare meglio, ad ottenere di più, ad andare oltre il limite.

Prendiamo respiro.
Cerchiamo di comprendere quando già manchiamo di respiro perché siamo abituati a non concederci tregua, in alcun senso.

Tregua vorrebbe per esempio soffermarsi su ciò che di buono abbiamo fatto, alle qualità positive che sono già in noi.

Saper distinguere quello che posso ancora migliorare e quanta strada ho già percorso in questo senso.


A volte riconosco velocemente alcuni segnali di esagerazione al massacro.

Ecco quattro dei più comuni.


1. Non sai accettare i complimenti
Pensa all'ultimo - vero - complimento che hai ricevuto.
Cosa hai risposto?
Hai iniziato a spiegare tutti i motivi per cui in realtà no?

Per me è stato molto imbarazzante e mi sono ripromessa che a quella persona non avrei più volto questo tipo di attenzione ( se vuoi una carezza positiva).
C'era un vestito che le stava bene, ed l'ho detto.
La risposta è stata così difensiva e svalutante, da includere me che lo stavo affermando.

Scegli la risposta più semplice e breve. Si chiama Grazie.

Se riguarda un aspetto del tuo lavoro, lo stesso. Grazie.
Non stai "rifiutando" il complimento e con esso, la persona che te lo riconosce.
Se non ci credi, Grazie farà lo stesso al caso tuo.


2. Dici costantemente "Ma ..."
MA è la parolina magica che NEGA tutto ciò che la precede.
Sono stato bravo/a ma in realtà c'era altro che avrei dovuto dire/aggiungere/fare/provare.

Ho fatto un buon lavoro, MA avrei dovuto avere più tempo.

Fermati.
Fermati prima del MA.

Respira dentro ciò che è andato. Impara ad apprezzare e godere.
C'è sempre tempo per...
aggiungere...ED ALLO STESSO TEMPO LA PROSSIMA VOLTA POTRO'...


Questo è un punto in cui ho una specializzazione ultradecennale, fidati. Fermati prima del MA.
Prendi l'occasione di aggiungere un pezzetto di autostima prima di demolirla.

Per riconoscerti il -buon- lavoro che hai svolto.


3. Hai bisogno (costante) della guida e dell'approvazione degli altri
Una cosa sono i  feedback degli altri - indispensabili per migliorare, un altro è il bisogno di approvazione.

Cosa ti accade se dipendi da quest'approvazione?
E quando non arriva?

Stesso discorso quando chiedi consiglio sul come fare su TUTTO, anche su quello in cui evidentemente sei esperto.

Quando l'insicurezza gioca questo scherzo, io vado avanti, preparo tutto ciò che posso, invento, creo, e poi - a fine lavoro- chiedo un feedback.

L'ho scoperto in azienda.
Il mio capo mi spronava a fare quello che credevo giusto e controllare solo alla fine del mio lavoro.
Ha funzionato perfettamente.
La sua frase era: non mi portare problemi, portami soluzioni.

Ne guadagnavo una motivazione, una energia e spinta a trovarla quella o anche più di una soluzione, e mi faceva sentire fortissima l'esserci riuscita.
Divenire prima orgogliosi del proprio processo e poi presentarlo, questo ci aiuta ad essere più sicuri e fiduciosi mentre lo presenteremo fuori di noi.
Quando dentro abbiamo lavorato senza farci sgambetti e anticipando incapacità.

Piano piano potresti renderti conto di esserci riuscito, e di aver bisogno solo di una conferma esterna.
E poi, ti svelo, potrebbe arrivare presto il momento in cui sarai certo senza chiedere.

Più invece impari a dipendere da istruzioni dettagliate ed approvazione esterna, più crei appunto dipendenza dall'esterno.
Smetti di lavorare con la tua testa, fino a poterne perdere l'uso definitivamente.
Sennò certe istruzioni non si spiegano.



Istruzioni imbarazzanti.

Motosega.
Non cercare di fermare la lama con le mani.
Micronde:
Non usare per asciugare animali.
Arricciacapelli:
solo per uso esterno
Ferro da stiro:
non stirare mai con i vestiti indossati.
Bevanda:
Bevande calde sono calde.

Solo per uso all'esterno e all'interno.










4. Ti prendi  la colpa per tutto e tutta la colpa
Cerca di distinguere quanto è tua responsabilità e quanto lo è delle circostanze e persone esterne.
E' un punto essenziale.

Se ti carichi e ti fai "scaricare" ogni colpa, il tuo fardello diventa davvero troppo pesante.

Anche qui ci sono gli irresponsabili, i responsabili , i superresponsabili.

Distinguere è vitale.
Nella professione e nella vita di relazione, con gli amici, i genitori, i figli, il tuo partner.
Utilizza l'energia che di solito usi per punirti per imparare a distinguere.

Per migliorare quello che puoi, apprezzare quello che hai fatto, prenderti la responsabilità per la parte tua e lasciare all'altro la sua.

Come puoi notare i punti sono piuttosto collegati tra loro e al tuo livello di autostima.



La prima volta che qualcuno commentò quanto pretendessi la perfezione da me, e dovevo ammettere il mio essere umana, non ho neanche capito cosa volesse dire.

Poi ho pensato al peggio, e cioè che dovevo accettare il fallimento.

Però ora comprendo e so quanto mi serve ogni giorno.

Mi alleno sia a vincere, che a perdere, perché anche perdere, allenarsi a rialzarsi dopo una caduta serve ( o almeno a me è servito ) tanto di più di ostinarmi a rincorrere la perfezione.



Ora che hai finito di leggere quest'articolo, chiediti:
cosa posso riconoscermi oggi di utile, buono, valido, fatto bene, di cui posso essere contento/a?

Poi datti una risposta :-)
Meglio essere chiara con le istruzioni.