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9 domande da farti prima di accettare un lavoro

Uno degli articoli più letti, ogni giorno, in questo blog è
Tanti consigli pratici per il colloquio di lavoro, ho perciò pensato di scrivere anche sulle domande che NOI STESSI dobbiamo farci prima di accettare un lavoro.


Lo so, è un periodo di sfiducia e difficoltà intorno all'argomento lavoro, perciò potremo essere tentati di accettare e basta, senza pensare se è giusto per noi.

A volte, dopo averlo accettato, ci rendiamo conto di aver ignorato dei segnali che avevamo intuito.

Nella mia carriera, pur avendo scelto sempre aziende che sulla carta  mi consentivano di costruire e perseguire il percorso desiderato, so di aver fatto uno sbaglio o due, che ho pagato carissimi, sicuramente in termini personali ed emotivi.

La verità è che un colloquio non è solo la possibilità del tuo potenziale datore di lavoro di conoscerti, ma lo è anche per te.

Nel proprio curriculum non ci sono solo le aziende per cui abbiamo lavorato, ci sono le relazioni a casa e in ufficio, la qualità della vita, il nostro tempo di vita.

Ecco qualche spunto di riflessione prima di accettare un lavoro.

1. Cosa ci si aspetta da me?

L'entusiasmo spesso ci fa dimenticare di chiedere le basi.
Ed io che sono un entusiasta, lo so bene.
"Quando comincio?" per esempio è una domanda semplice, ma dimenticarla mi è costata due anni di lavoro senza mai vacanze, perché non mi era chiaro che servivo da ieri, trasloco e cambio città o paese incluso.
Attenzione, non sto dicendo di chiedere quando andrai in vacanza, sarebbe un pessimo modo di presentarti visto che non hai neanche iniziato a lavorare.
Stai realisticamente pianificando un uscita dal lavoro precedente senza lasciare nei casini nessuno, e senza arrivare nella nuova posizione già affannato.
Mai provato a passare le consegne, chiudere una casa, cambiare paese, cercare un appartamento ed iniziare un nuovo lavoro in 10 giorni?
Sinceramente per quanto sia elettrizzante, sarebbe stato molto più bello e mi sarei goduta il cambiamento contrattando e mettendo in calendario anche solo due giorni in più.

2.  Mi sta bene lo stipendio?
Certo, dei soldi spesso non si parla al primo colloquio.
Ma ad un certo punto, o lo fanno loro, o devi chiedere tu, e capire se hai spazio di negoziazione.
Dopo che hai la risposta, chiediti se ti va o no.
E' una domanda importante prima di accettare il lavoro.
Compara le ore effettive, quanti straordinari farai ogni giorno e nel weekend, saranno pagati o no.

Un errore dei miei ?
La prima azienda mi pagava gli straordinari, la seconda no.
Io non avevo pensato a chiederlo, loro a dirmelo, e questo in busta paga ha pesato molto, anche se la base fissa era più alta.
Fai i tuoi conti, l'azienda penserà benissimo a fare i suoi.
Verifica se ci sono benefit, le assicurazioni mediche ad esempio.

Se sei tra quei liberi professionisti pagati a progetto, non dare per scontato che la tariffa sarà la stessa delle volte precedenti.
Correttezza vorrebbe che il committente ti avvisi quando il compenso viene ridotto per qualunque motivo, ma la correttezza è una parola che sta sparendo dietro l'alibi di "dovresti solo essere contento di lavorare per noi".

Scegli con consapevolezza.
Può voler dire anche non lavorare più per quel committente, ma non vedo differenza nel continuare a lavorare ed essere pagata male, tardi e forse.


3. Mi sento a mio agio con la cultura aziendale?
Per me è una necessità fondamentale cercare in quei brevi istanti, mentre raggiungi l'ufficio dove sosterrai il colloquio, cercare di percepire l'aria che si respira.
Non è facile, ma con naturalezza filma mentalmente tutto ciò che può aiutarti a comprendere.
E' il motivo, anche se non unico,  per cui non accetto mai colloqui a sera tarda, quando gli uffici sono vuoti.
Mi è capitato di sostenerli in hotel o via skype.
Ci sono meno elementi, ma tu osserva, osserva, drizza le antenne.
Prendi in considerazione di fare una domanda aperta al tuo selezionatore per descriverti l'ambiente di lavoro.

4. Come mi sento per l'azienda nel suo complesso?
Cerca informazioni, amici che ci hanno lavorato, fornitori, articoli on line.
In che acque naviga? Quanto è affidabile? Come tratta i dipendenti?
Una delle esperienze più assurde è stata avere un'offerta da un azienda che dopo 6 mesi ha ridotto drasticamente il personale, che avrebbe incluso anche me con tanti saluti alla mia carriera.

5. Ci sono delle bandiere rosse con il mio diretto superiore?
Ad un certo punto del processo di selezione, incontri la persona che sarà il tuo capo.
Nota come  interagisce con altri dipendenti o altri selezionatori, potresti capire come viene percepito e perciò decidere se la tua personalità e l'etica del lavoro si incontreranno o scontreranno con il suo stile di leadership.

6. Questo mi avvicina ai miei obiettivi di carriera?
Chiediti: questo lavoro mi fa avvicinare o allontanare al mio obiettivo generale?

7. Vedo un'opportunità di crescita professionale?
In modo simile, dovresti capire se c'è spazio per la crescita professionale all'interno dell'azienda.
Il modo migliore per farlo è semplicemente chiedere ai selezionatori.
Scopri quali tipi di opportunità di lavoro sono disponibili a livelli superiori alla tua posizione attuale, il team a cui verrai affiancato o dovrai guidare, se esiste un programma di formazione  etc.

8. Il ritmo e il carico di lavoro sono favorevoli alla mia personalità?
Per alcune persone lo stress è fonte di eccitazione, carica e produttività, per altre persone quello stesso stress li sgretola.
Alcune persone possono lavorare fino a tarda notte, per mesi, altri hanno bisogno di dormire almeno 8 ore.
Non criticarti e non paragonarti. Semplicemente valutati.
Sono in grado e voglio farlo senza mettere in pericolo la mia "altra vita" e parlo di salute, tempo per gli amici, per costruirsi una famiglia, per fare una semplice telefonata personale oppure no.

9. Ho revisionato in modo approfondito il mio contratto?
Prima di firmare un contratto, assicurati di sapere cosa dice.
Se qualcosa nella tua offerta non è chiara, chiedi quanto tempo hai per studiarlo o anche esaminarlo con un avvocato se la posta in gioco è alta.
C'è un contratto? Ora io stessa che scrivo quest'articolo, so di aver tante troppe volte lavorato senza prima averne firmato uno.


Mi auguro che tu possa trovare utili questi suggerimenti per te, e soprattutto che tu possa essere la persona giusta al posto giusto.



Parti di questo articolo sono tradotte  da personalbrandingblog