Dei talenti, di tronchi e coccodrilli


Ho incontrato Jodorowsky, stavolta da vicino, molto vicino.

E' un esperienza intensa, profonda, di centratura e di riflessioni, per comprendere pezzi di vita sparsi, incontri, difficoltà superate, cambiamenti, navigazioni tra mondi passati e futuri.


Sono ancora in una bolla di parole nelle lingue che si compongono da sempre dentro di me, nell'abbraccio del fiume limpido di spagnolo,  Napoli sullo sfondo e New York mi brilla dentro.

Una chiesa sconsacrata ci contiene in tanti e mescola le voci, le storie  e le domande.

Tra le tante, gli chiedono: cos'è il talento?

"Se sono un tronco, non mi trasformo in coccodrillo neanche restando molti anni in acqua.

Ma devo capire qual'è il mio talento, se sono tronco o coccodrillo.
Il mondo è pieno di imitatori che non scoprono il proprio talento.

Devi incontrare la tua voce ed essere diverso da tutti.
Puoi esercitarti, ma il talento aggiunge l'anima alla tecnica."



Con l'augurio di scoprire il tuo vero talento, di non fingerti coccodrillo, di non piangere le sue lacrime, di apprezzare il tuo essere unico.

Di smettere di imitare.
Di incontrarti, di saperti ascoltare.




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