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Hai un piano? Il marketing nella tua vita

Il marketing lungi dall'essere una fredda disciplina universitaria, chiusa e relegata in libri da studiare per l’esame, o una fregatura per polli attuata da multinazionali senza scrupoli, è uno strumento che può essere estremamente utile ad ognuno di noi, nella vita di ogni giorno.


Nel gergo aziendale si parla di due tipi di piani: strategici ed operativi.

La distinzione tra i due è utile. 
Strategico è la scelta di cosa fare per sopravvivere e crescere nel lungo termine; 


Operativo riguarda la realizzazione, l’attuazione nel breve periodo delle scelte strategiche di cui il consumatore finale spesso non sa e neanche si interessa.
E’ l’aspetto del marketing visibile al consumatore, il come: l’esposizione del prodotto, la distribuzione, la promozione, la pubblicità, l’assistenza post vendita.

I problemi operativi, legati alla quotidianità, lasciano spesso poco tempo per la programmazione.
I manager sono assorbiti più spesso a reagire agli avvenimenti che ad anticiparli e preferiscono navigare a vista. 
Avere un piano significa sapere cosa fare quando si resta in alto mare, con calma piatta e senza alito di vento, oppure come manovrare in caso di burrasca, significa conoscere i porti dove approdare e fare riserve di viveri e carburante.

Avere un piano strategico incoraggia appunto ad avere una meta verso la quale dirigersi, un obiettivo verso il quale coordinare gli sforzi dell'azienda e di tutti coloro che lavorano nella stessa direzione. 
Esige di riflettere sui risultati delle decisioni passate in vista di quelle future, di osservare e comprendere a fondo l’ambiente in cui si opera.

Un piano fornisce chiari standard per misurare i risultati, aiuta l'azienda a trovare i modi in cui usare al meglio i punti di forza aziendali per approfittare delle opportunità ambientali ed evitare o minimizzare i rischi, ad individuare tutti i possibili obiettivi aziendali e la scelta delle priorità.
Il piano a breve orienta l’oggi in preparazione del domani, mostra, ricorda e illumina l’obiettivo che si è scelto di perseguire, preservare lo stato o crescere; indica quali azioni, quando e da chi saranno implementate in vista dell’obiettivo individuato; i costi previsti per l’anno in corso, i controlli, le eventuali modifiche al piano iniziale.

Il piano a lungo termine va rivisto ogni anno ed aggiornato più volte durante l’anno sulla base dei risultati raggiunti, con i cambiamenti avvenuti e integrato di eventuali aggiustamenti in vista degli obiettivi finali. 
Le scelte strategiche ed operative si susseguono, ognuna allo stesso tempo è input e output, generato e generatore; così come il piano a breve e a lungo sono interdipendenti.

Pianificare aiuta
-          a pensare, decidere, agire più efficacemente verso gli obiettivi desiderati;
-          la cooperazione e l’integrazione degli sforzi aziendali;
-          a mantenere flessibile l’organizzazione;
-          a valutare e controllare i progressi verso gli obiettivi.
Infine, un documento scritto formalizza l’intero processo: il piano ha infatti anche la funzione di presentare l’azienda o un singolo progetto a collaboratori, clienti, fornitori, consociate; individuare l’allocazione delle risorse e l’attribuzione delle responsabilità, garantire il coordinamento tra reparti, esplicitare gli obiettivi e le modalità di azione.

Preparare un piano vuol dire saper riassumere, in ordine di priorità e in modo efficace:
-          i goals              obiettivi,
-          i timings           tempi entro quando gli obiettivi saranno raggiunti,
-          le issues           le difficoltà al raggiungimento.

Se ad esempio l’obiettivo è erogare corsi di formazione, il piano deve specificare: entro quando, quanti, su cosa, a quanto, le differenze rispetto alla concorrenza, i mezzi, le persone  e le azioni che saranno impiegati per raggiungere il traguardo; quali difficoltà potrebbero emergere e come si pensa di superarle.

Un buon piano non ha bisogno di effetti speciali.
Ha bisogno di persone realiste per individuare il punto di partenza e di arrivo, per guardare alle risorse disponibili e saper motivare e coinvolgere, offrire la speranza di un futuro percorribile e probabile nell'incertezza e difficoltà dell’oggi. 
Ha bisogno di esecutori tenaci che giorno dopo giorno mettono in pratica le strategie scelte; ha bisogno di persone creative, per produrre innovazione di contenuti e idee, utilizzazione ottimale delle risorse, per esplorare opportunità.
Più persone impegnate ad uno stesso progetto costituiscono una pluralità di risorse che devono contribuire secondo le capacità di ciascuno.
Redigere un piano può aiutare anche a organizzare meglio il proprio lavoro o perseguire obiettivi personali.
Scrivere contribuisce a rendere concreta un’idea, a verificarne gli sviluppi, dare priorità agli obiettivi, fare una scelta quando la lista è tanto lunga quanto impossibile, individuare le risorse.

Prenditi qualche momento per riflettere  come sei tu, nella vita di ogni giorno: fai grandi progetti, hai tante idee ma non le porti a compimento? 
Rimandi sempre a domani, oppure ti fai fagocitare dall'operatività, dalle cose da fare, senza fermarti per chiederti cosa vuoi raggiungere? 
E ciò che stai facendo dove ti porterà tra 5 anni? 
Quale era la tua situazione cinque anni fa, cosa ti eri prefisso di raggiungere? 
Cosa hai fatto per perseguire il tuo obiettivo? Lo hai raggiunto?
Quali progetti ti piacerebbe attuare oggi?


2 commenti:

Stefano ha detto...

Io sono ormai un laureando in economia, e mi sto specializzando proprio in marketing per questo motivo: non sono concetti astratti e distanti, ma si possono applicare alla vita di tutti i giorni.

Come hai ben dimostrato tu con questo articolo anche al di fuori dell'economia questi concetti mantengono tutta la loro utilità, basta saperli applicare. :)

Energia Creativa ha detto...

ciao Stefano
auguroni per la tua laurea.

ero già "capitata" nel tuo blog.
da buona piennellista o marketing oriented o ammmericana vedi tu..il cheating a me fa ancora uno strano effetto.
e poi...sai che il mio primo blog si chiamava "lamentemente?"?
:-)
a presto rileggerci o qui o lì

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