I due emisferi del cervello




“Sono il cervello sinistro. Sono scientifico. Un matematico. Amo la consuetudine. Categorizzo. Sono accurato. Lineare. Analitico. Strategico. Sono pratico. Ho sempre il controllo. Sono il padrone di parola e linguaggio. Realistico. Calcolo equazioni, coi numeri gioco. Sono ordine. Sono logica. So esattamente chi sono”
I am the left brain. I am a scientist. A mathematician. I love the familiar. I categorize. I am accurate. Linear. Analytical. Strategic. I am pratical. Always in control. A master of words and language. Realistic. I calculate equations and play with numbers. I am order. I am logic. I know exactly who i am.

I'm the right brain. I'm creativity. A free spirit. I am passion. Yearning. Sensuality. I am the sound of roaring laughter. I am taste. The feeling of sand beneath bare feet. I am movement. Vivid colors. I am the urge to paint on a empty canvas. I am boundless imagination. Art. Poetry. I sense. I feel. I am everything I wanted to be.

“Sono il cervello destro. Sono la creatività. Uno spirito libero. Sono passione. Desiderio. Sensualità. Sono il suono ruggente di chi ride. Sono il gusto. La sensazione della sabbia sotto il piede nudo. Sono movimento. Colori brillanti. Sono la pulsione a dipingere sulla nuda tela. Sono immaginazione senza limiti. Arte. Poesia. Intuisco. Sento. Sono tutto ciò che volevo essere”.

Visto che spesso mi riferisco ai due emisferi, come ad es. qui, trovo magnifica questa campagna Mercedes Benz per vedere le differenze sia in analogico che in digitale.

Advertising Agency: Shalmor Avnon Amichay/Y&R Interactive Tel Aviv, Israel
‏Chief Creative Director: Gideon Amichay
Executive Creative Director: Tzur Golan
Creative Director: Yariv Twig
‏Art Directors: Gil Aviyam, Dror Nachumi
‏Illustrators: Gil Aviyam, Lena Guberman
‏Copywriters: Sharon Refael, Oren Meir
‏Executive Client Director: Adam Polachek
‏Account Supervisor: Yael Yuz
‏Account Manager: Mayran Sadeh
‏Head of Strategic Planning: Yoni Lahav
‏Planning Director: Zohar Reznik
‏Planner: Nili Rabinowitz
Published: February 2011

com'é andato il self marketing creativo?


L'espressione artistica può aiutarci a capire chi siamo, a esprimere sentimenti e idee impossibili da comunicare a parole, ad arricchire la vita attraverso l’espressione di sé (Malchiodi).

Integrare il self marketing all'espressione artistica risulta uno strumento estremamente efficace e potente.

Oltre ad essere anche divertente.
Nell'esperienza i due emisferi del cervello collaborano, producendo un effetto sinergico, e dunque l'intuizione insieme all' emozione, la logica alla fantasia, la critica viene scongelata e superata nell' accettazione.

Quando vogliamo migliorare o modificare ciò che presentiamo fuori, il primo passo è chiarire, rinforzare, integrare ciò che crediamo intimamente di noi stessi.

Per questo viaggio abbiamo usato la metafora del dolce, ed ha funzionato alla perfezione, tanto che ripeteremo presto l'esperienza attravero altre metafore e ripetendo Che dolce sei in chiave pittorica.
 
   
   
 
 

Un gruppo divertente e particolare nella sua composizione, tra loro per la prima volta una psichiatra, un responsabile marketing di una gigantesca multinazionale, un HR, una counselor in formazione, il direttore di un grande ospedale, un infermiera, una logopedista, una ricercatrice.

Gli obiettivi di ciascuno partivano dalla curiosità, al desiderio di passare un pomeriggio rilassante, al piacere di creare qualcosa con le proprie mani,  all'interesse di  ampliare la consapevolezza di come presentare se stesso sia in ambito personale che professionale.


ecco il feedback di una delle partecipanti:

ti scrivo perchè volevo assolutamente comunicarti l' energia positiva, le emozioni bellissime che il laboratorio di ieri mi ha saputo dare.
il luogo è sempre accogliente, i materiali davvero molteplici, e.... il "Che dolce sei"  molto interessante.
ho sentito, ho provato tante emozioni, tanti pensieri, e ho ricevuto tanto dagli altri. e l'autostima è cresciuta. 
davvero bello questo laboratorio.
ti avevo detto che ero curiosa e la curiosità è stata totalmente appagata. lo ripeterei ancora, assolutamente. il "self marketing" mi intriga, mi interessa molto, penso che mi aiuti, e mi piacerebbe sperimentarlo di nuovo.
oggi ero piena di energia e di sensazioni positive! posso dirti Grazie?
come Mario, anche io ieri riuscivo a pensare solo a quella parola, a quella sensazione "Grazie".
è stato bello dirlo, ed è stato bello sentire scendere quella parola nel mio cuore, dentro di me, e sentire che era piacevole dire grazie anche a me stessa.
ho sentito un grande calore.


ed infatti ne faremo ancora di laboratori così...attraverso le metafore per rinforzare autostima, autoconoscenza e autopromozione personale.
Ecco i laboratori della tripla AAA

Dal marketing al counseling

Descrivere il mio lavoro ha sempre richiesto molte parole.

Prima il marketing, confuso, frainteso, millantato ed anche screditato di conseguenza da chi si appropria di un titolo su un biglietto da visita quando si occupa di altro.

Poi il counseling, validi gli stessi aggettivi precedenti:
confuso, frainteso millantato e screditato.
In più si aggiunge la domanda: cosa hanno in comune?

Per me sono l’uno la continuazione seppur azzardata dell’altro.
Il marketing l’ho scelto all’Università immaginando la possibilità di svolgere un lavoro ogni giorno diverso, come in un caleidoscopio.
Decisa a sperimentare la materia mi presento ad aziende grandi e piccole per lo svolgimento della tesi; sorprendentemente, mi si aprono con facilità porte importanti e dopo qualche mese dalla laurea io stessa mi occupo di marketing in un contesto multinazionale.
Verifico cosa c’è di utilizzabile dei libri universitari, cosa succede in più, di diverso e con quali tempi, scopro interessi, variabili e terminologie non menzionate altrove.
Mi piace da sempre condividere quello che ho appreso sul campo, quando la pur eccellente preparazione universitaria risulta insufficiente e il marketing si veste di nuovi connotati e contenuti al cambiare del contesto.
Cosa richiedono le aziende ad una risorsa marketing?
Di conoscere il prodotto in ogni dettaglio: le vendite giorno per giorno, il margine contributivo, lo spending pubblicitario, gli agenti di vendita, il posizionamento desiderato e quello effettivo, il target, i componenti, la formulazione, etc.

In sintesi la conoscenza di qualsiasi informazione operativa insieme alla capacità di attuazione di strategie decise dall’alto e proporne di continuo dal basso.
La mia idea iniziale del caleidoscopio era forse riduttiva:
il manager deve saper guardare al telescopio, al microscopio, da lontano e da vicinissimo, salire sull’astronave e restare a terra a dare istruzioni, essere un esecutore ed un creativo, un poeta ed un cinico, credere in ciò che fa ed essere disposto a lavorare senza sosta, avere idee proprie ed eseguire quelle di altri.

Questo è un po’ il mondo del marketing ovviamente come lo vedo io.
Ordine e disordine, cronos e cairos, eros e tanatos:
rispondere di molti progetti insieme, gestire lo stress con calma, essere tenaci e saper lasciare andare, spendere ore per scegliere le parole giuste per una singola riga, lavorare in squadra nella stessa lingua, parlarne più di una, creare idee e metterle in pratica.

Per me il marketing è anche una passione ben riuscita:
tre multinazionali e due anni negli Stati Uniti per estendere ad altri paesi ciò che avevo ideato, organizzato e realizzato in Italia. Dirigente a trentatrè anni.
Da quella posizione prestigiosa una domanda: e adesso?
Cosa volevo ancora raggiungere? Come stava andando il mio viaggio? Cosa c’era nel mio bagaglio? 
Soprattutto la vita privata era carente di risultati e contenuti mentre quella professionale diventava sempre più complessa ed in terra straniera.

Iniziai allora ad applicare i criteri che sapevo padroneggiare nel lavoro, il marketing aziendale, a me stessa.
Partii da un’analisi, cruda, dell’ambiente e di me in esso.
Sapevo già quali obiettivi desideravo, notai comunque che a periodi alterni, smettevo di occuparmene, richiamata da altri traguardi, più immediati, che mi distoglievano il pensiero e le energie dai precedenti, come se dentro di me avessi rinunciato a crederli possibili.
Mi resi conto con un fastidio misto a dolore che il mio grado di coinvolgimento, d’energie, tempo e lotta era superiore quando l’obiettivo era di altri, dell’azienda.

Con me stessa rinunciavo, per mancanza di tempo.
Anche l’attesa negli aeroporti, la pausa caffé, il percorso casa - lavoro, tutto era dedicato, per l’appunto, ai “compiti”.

Poi mi sono creata lo spazio per pensare a me.
Sentivo che se non l’avessi fatto, la mia vita personale avrebbe assunto una forma qualsiasi, casuale, quella lasciata libera dal tempo e dallo spazio del lavoro.
Era ora di impiegare per me stessa gli strumenti che utilizzavo ogni giorno per altri.

Ho compiuto nuove scelte e rinunce, integrato le conoscenze “consolidate”con un percorso dedicato alla crescita personale.
In particolare con i Master di counseling e di programmazione neurolinguistica ho convalidato e al tempo stesso approfondito le esperienze, armonizzando gli strumenti di comunicazione aziendale con quelli di comunicazione relazionale, interpersonale ed intrapsichica.


Self marketing creativo

Immagina di offrire un dolce dopo Natale.

Forse il mercato del lavoro potremmo immaginarlo proprio così.
Quali risposte ci aspettiamo?

No, grazie, sono pieno, non c'è posto, sono a dieta.

Indipendentemente però dalle condizioni esterne è importantissimo per noi stessi acquisire sicurezza nel presentarci, nel proporci, nel parlare di noi e dei  servizi che offriamo.

Essere pronti per quando ci sarà l'opportunità oppure, meglio ancora, crearla.

Il prossimo laboratorio creativo vuole essere proprio questo: 
un occasione per fare esperienza, per pensare a se in modo nuovo, per sapersi presentare con  una metafora solitamente buonissima, ma non sempre e non per tutti: i dolci.
C'è chi non mangia cioccolato, chi niente noccioline, chi non vuole la crema, chi vuole solo il salato etc.

Inoltre il dolce ci offre anche una magnifica occasione: cercare il NOSTRO, quello che ci corrisponde, simile a come siamo fatti, con le nostre dosi, di farina o burro, acqua e zucchero, cannella, la nostra morbidezza o durezza, la forma.

Sì, perchè in un mondo dove ci sentiamo offerti tra troppa concorrenza ci sono due atteggiamenti entrambi errati: quello di sottrarsi completamente alla competizione e quello di pensare di copiare altri per esistere.

Questo non si fa, perché non é etico, perché non é - commercialmente valido in quanto si azzera tutto il lavoro di tutti, perché é svalutante, di voi stessi anche.

E' possibile che abbiate bisogno di COPIARE per esistere?
No, trovate la vostra ricetta, di che pasta siete fatti. Parlate di quella. Onestamente, promettete panna per panna, confettura o crema senza mentire, senza attribuirvi meriti di altri.

Avere un oggetto di fronte a se, che create con le vostre mani consente di poterne parlare più facilmente, in quanto si trasforma da astratto a concreto, visibile, modificabile, anche divisibile.

L'idea viene da lontano, da una domanda all'interno di un colloquio in USA:

vuoi altri motivi per partecipare? leggi qui
dell'idea di questo lab ne ho parlato qui, qualche giorno fa qui
per counselor qui

per info e prenotazioni paola[at]energiacreativa.org

Sabato 21 Gennaio dalle 15 alle 19, a Roma Eur.



Bilancio delle competenze

Perchè si parla di bilancio delle competenze?

Intanto perché per collocarsi nel mondo del lavoro è essenziale la consapevolezza delle proprie capacità e dei propri obiettivi.

A tale proposito il bilancio delle competenze è lo strumento dinamico di valutazione di se stessi e delle proprie capacità e competenze professionali, esperienze maturate ed aspirazioni.

E’ utile inoltre in tutti quei momenti in cui facciamo un bilancio di noi stessi.

Consente di disporre di una struttura, un approccio obiettivo per un’azione efficace, minimizzando il rischio di sottovalutazione o sopravvalutazione causato dallo stato d’animo o dallo stile di personalità.

Le competenze sono IL patrimonio complessivo di qualità personali e conoscenze professionali che ognuno utilizza (anche) quando svolge una prestazione lavorativa.

A seconda del patrimonio di partenza e del nostro obiettivo di vita personale e professionale, possiamo migliorare attraverso corsi di formazione o percorsi di counseling.

Le 10 competenze vincenti nel prossimo futuro

Chi ha lavorato nelle multinazionali sa quanto sia feroce e competitivo il lavoro. Ogni anno raggiungi nuovi obiettivi e ne chiedono sempre di nuovi.

Al principio sono "solo" obiettivi di mercato, di numeri, di vendite da raggiungere, progetti da terminare.
Poi ad un tratto, le richieste cambiano.
Non è più la tecnica, ma le competenze personali.
Boh! Cosa vogliono di più ed ancora da me?
Mi sono chiesta quando è successo a me.
Dove vado ad acquisirle?
Così ho incontrato il counseling, e son passati già dieci anni da allora.

Hoiniziato come una manager alla ricerca di miglioramento personale e non mi sono più fermata, anzi ho smesso di fare la manager e ho continuato sulla strada della crescita, per me, continua con master, corsi, seminari etc, e piano ho iniziato a lavorare
Questo blog era nato per raccontare cosa sono le competenze, quali sono quelle richieste dal mercato e come migliorarle.

Una nuova ricerca (qui)dell’Institute for the Future di Palo Alto, in California, ha pubblicato il Work Skills 2020, indica 6 grandi fattori di disturbo, che insieme costituiscono forze distruttive.

Perciò, come nei cartoni animati alle forze malvagie si contrappongono quelle che salveranno il mondo, ecco le 10 competenze (leggi abilità- skills) che saranno vitali per il successo:
  • Sense-making: ability to determine the deeper meaning or significance of what is being expressed
  • Social intelligence: ability to connect to others in a deep and direct way, to sense and stimulate reactions and desired interactions
  • Novel and adaptive thinking: proficiency at thinking and coming up with solutions and responses beyond that which is rote or rule-based
  • Cross-cultural competency: ability to operate in different cultural settings
  • Computational thinking: ability to translate vast amounts of data into abstract concepts and to understand data-based reasoning
  • New media literacy: ability to critically assess and develop content that uses new media forms, and to leverage these media for persuasive communication
  • Transdisciplinarity: literacy in and ability to understand concepts across multiple disciplines
  • Design mindset: ability to represent and develop tasks and work processes for desired outcomes
  • Cognitive load management: ability to discriminate and filter information for importance, and to understand how to maximize cognitive functioning using a variety of tools and techniques
  • Virtual collaboration: ability to work productively, drive engagement, and demonstrate presence as a member of a virtual team
Quale è già vostra e quale dovete migliorare?

Vernissage di Emozioni

La mostra si chiama Il tempo delle Emozioni.

E' di Mario Esposito.

La persone nella foto hanno me in comune.
Sono stata questo pomeriggio a pensare che sono stata il puntino che li ha uniti tutti.

Stavolta eravamo insieme a sostenere e festeggiare Mario nella sua prima personale. 

Facevamo un pò di conti, del laboratorio che ha dato il via a tutto questo, a questa energia che si è espressa in così tanti colori e non si é più fermata.

Per ognuno di noi.
Per ognuno di noi i laboratori sono stati una grandissima occasione di riconnetterci con una parte che avevamo trascurato, per lavoro o semplice dimenticanza.
Continuano ad esserlo.

Per chi vuole unirsi al gruppo, questa Domenica 15 Gennaio, oppure Sabato 21 oppure Domenica 22 creeremo dolci in stoffa, carta, collage per presentare noi stessi.
Una metafora per il Laboratorio di Self Marketing Creativo "Che dolce sei".

Poi a Febbraio, Domenica 12  L’amore dipinto sul tessuto con "Dillo con una Tshirt " e Domenica 11 Marzo riprende la Pittura Emozionale con i 4 elementi FATA Fuoco Acqua Terra Aria.

Non è richiesta alcuna precedente capacità artistica.
Scopri anche tu il benessere nelle tue mani.

Arte soffice

Will Cotton un artista tutta panna.

A vedere le sue opere vien voglia di fiondarcisi dentro.


Prossimamente il laboratorio di Self Marketing Creativo " Che dolce sei" verrà riproposto in pittura.


Se vuoi esserci, scrivimi per info a paola[at]energiacreativa.org
   
 
 

Creatività nella concorrenza

Creare - la concorrenza costringe i marketer ad essere creativi.
Quando iniziano le nuove iniziative, come la costruzione di una nuova società,  spesso é basata su qualcosa di nuovo (ad es nuovo prodotto, nuovo modo di distribuire un prodotto, nuovo approccio pubblicitario).
Ma una volta che la nuova impresa è avviata l'innovazione non finisce.
La pressione della concorrenza è continua, il marketer deve rispondere mettendo a punto nuove strategie e tattiche che consentono all'organizzazione di continuare ad avere successo.

from Principle of Marketing - P.Kotler 

Create - Competition forces marketers to be creative people. When marketers begin new ventures, such as building a new company, it is often based around something that is new (e.g., new product, new way to distribute a product, new advertising approach, etc.). But once the new venture is launched innovation does not end. Competitive pressure is continually felt by the marketer, who must respond by devising new strategies and tactics that help the organization remain successful.


vieni ad allenare la tua creatività nei Laboratori Creativi Good ARTernoon.
Un esperienza rilassante, utile e rigenerante.

I progetti del 2012

Le cose quando le studi all'università sono totalmente diverse dall'applicazione.

Anni sulle strategie e matrici strategiche, per poi trovarsi a doverle mettere in pratica, decidere per i tuoi prodotti: cosa farne il prossimo anno?
Cosa prevedo possa succedere?
Come li sostengo, come li promuovo, come sostituisco quelli che stanno perdendo quota?

Così mi sono trovata a riflettere sui miei progetti, di persona prima ancora che di professionista, e tutto ciò che mi auguro é MANTENERE.

Poter conservare, preservare, difendere ciò che ho di buono e bello.

Nella corsa continua a volere sempre di più perdiamo il valore di ciò che abbiamo conquistato, invalidiamo gli obiettivi di domani, perchè rifaremo ciò che stiamo facendo ora: li diamo per scontati, appena raggiunti subito avanti il prossimo.
Come un bambino apre i regali a metà, correndo a scartare un altro.

Ed invece io adoro la confezione, mi piace aprire piano piano, avere tempo per assaporare l'odore della carta e toccare com'è dentro, morbido?
Immaginare cosa sarà e poi godermi ogni singolo dono e persona, respirare mentre.
Nelle corse si affanna. O almeno io di certo.
Ora immagino di essere arrivata non certo in cima alla montagna, quella forse già c'è stata nel mio passato, e l'aria era troppo rarefatta, c'era freddo e poco spazio sulla vetta per entrarci in tanti e poter festeggiare.
Ho imparato a procedere con calma e guardare il paesaggio e sentire il vento sul viso. A non chiedermi se le mie forze mi porteranno agli obiettivi di altri, perchè sono in contatto con i miei.
Sono talmente consapevole del valore di ciò che ho conquistato e di tutta la fatica del percorso che ora voglio stare e mantenere.


Quali sono i tuoi progetti per il prossimo anno?
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