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Metti in pratica il tuo talento

La società e l'istruzione tendono a ritenere che il talento è innato, o per lo meno deve essere sviluppato in giovane età.
Lo psicologo Scott Barry Kaufman, ha vissuto personalmente un esperienza molto diversa, a causa di un problema uditivo sorto a tre anni, è stato inviato in una scuola per bambini con problemi di apprendimento.
Resta lì fino a quando, a 14 anni,  un nuovo insegnante  lo prende da parte e gli chiede perché fosse ancora in educazione speciale.
Senza avere precedenti aspettative - vedendo solo il bambino di fronte a lei - quell'insegnante aveva  preso atto della sua noia e frustrazione.
Per la prima volta nella vita, Scott Barry si scopre  improvvisamente ricco di possibilità, tanto di fargli domandare: che cosa  in realtà sono in grado di raggiungere?

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Cosa faresti se...sapessi di non fallire

Ci sono momenti in cui sfugge il senso, la missione, il lungo termine, il breve, la motivazione e si trascina con sé la rinuncia, il non provarci neanche, la svalutazione delle proprie capacità.

Una slavina di non posso, è tardi, non so farlo, una slavina di negazioni.

Dunque comincio proprio da una domanda al negativo:

Cosa faresti se ... sapessi di NON poter fallire?

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La velocità non è tutto



Nella vita c'è di più che aumentarne la velocità. – Mahatma Ghandi


Rallentare ti consente di guardare il paesaggio, di alzare gli occhi verso il cielo, di notare la forma delle foglie, di sentire il peso del tuo corpo che abita nel mondo.

Rallenta. Riscopriti. Riassapora i tuoi sensi. 

Hai scelto tu i tuoi obiettivi o qualcun altro li ha scelti per te? 

Abbiamo paura di rallentare per paura di guardarci dentro e non trovare nulla. 
Abbiamo paura di non avere come riempire i giorni, il tempo, il silenzio. 
Il vuoto.

Senza rallentare però non scopriremo mai se è davvero così o è (anche) bello quello che abbiamo dentro e intorno.

Ci sono professioni e ruoli dove l'acceleratore è sempre al massimo.
Tutto scorre in fretta accanto, il paesaggio e le persone.
A volte sembra impossibile poter fare diversamente.
Cosa succederebbe se?
Potremmo lavorare un ora di meno alla settimana?
Provare a lasciare quel tempo sospeso, per sentire l'effetto che fa.
Senza riempirlo di altro, solo di corpo che riprende fiato e si riascolta.

L'abitudine alla velocità ci fa sentire in colpa quando deceleriamo, automatizzati ad essere efficienti sempre, fino a quando ci accorgiamo di non riuscirci a godere più niente.
Non un figlio che ci parla, non una serata al cinema perché continuiamo col pilota automatico a  utilizzare quel tempo per organizzare, risolvere, prevenire.
Frena, rallenta. Respira, sperimenta uno spazio ed un tempo solo per te.
Con le tue scelte e con i tuoi affetti, da coltivare con attenzione e tempo.


(E' solo un modo, ma prova un laboratorio per ricaricarti, ricentrarti, riamarti, riconnetterti)


 illustraz: edart
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L'arte dei Manager di sé stessi

Gli artisti sono spesso considerati piuttosto incapaci di organizzazione pratica, utile, affidabilità e costanza.
Sono in buona compagnia, perché essere manager di se stessi non è una frase fatta, ma una necessità - complessa- di ogni libero professionista che prevede tutte e molte di più delle doti elencate sopra.

C'è il lavoro per il quale hai studiato, e dunque sei preparato, ad es. dentista, counselor, psicologo, cuoco, avvocato, architetto etc, e poi c'è una gestione nascosta e immensa di tante attività, che spesso nessuno ha insegnato a gestire, né hai immaginato.

Alcune persone sono portate per alcune di queste, altre meno.
A volte chi riesce ad essere visibile o conosciuto non vuol dire che sia il più bravo nello svolgere la professione,
ma è stato più bravo di altri a sapersi comunicare, a convincere, a farsi scegliere.
Già queste tre attività non sono necessariamente coincidenti.

Se le persone sanno che lavoro faccio e chi sono è certo un passo in avanti ma non è tutto.
Cioè non è sufficiente a viverci con quel "brand awarness" ovvero la consapevolezza che tu esisti.

E' come dire che conosci i nomi di Rita Pavone, Tiziano Ferro, Eros Ramazzotti e sai che ognuno di loro fa musica.
Ma QUALE musica scegli di ascoltare?
Quale scegli di COMPRARE?


Bisogna che, tra tutto il mondo di altri che offrono lo stesso servizio, vogliano proprio te.
Che decidano che hanno bisogno di quel servizio e scelgano di PAGARE proprio te per averlo.
Invece di ricorrere alla pirateria, per la musica, al self made, ovvero a farselo da soli per quanto riguarda la comunicazione e un infinite altre possibilità di apprezzarti ma senza acquistarti.
Di usarti ma senza pagarti.

Perciò tu, tra tutte le attività quotidiana che SAI fare, legate strettamente al tuo tipo di lavoro, devi affiancare costantemente tutto il resto, la ricerca del bacino di utenza, la creazione del pacchetto che offri, dando continui motivi per essere scelto, riscelto, consigliato ad altri.

Non è solo questione di posizionamento nel web, di adempimenti fiscali ed amministrativi, di permessi, inviti, presentazioni, parlare in pubblico e al telefono, essere convincenti senza essere pressanti, lasciar liberi di scegliere ma saper entrare e restare nella rosa dei preferiti.

A volte davvero una consulenza di marketing può semplicemente aiutarti a capire su cosa ti stai concentrando e cosa stai trascurando, ed invece sarebbe importante fare.

A volte, puoi essere anche un esperto nel tuo campo, ma uno sguardo dall'esterno mette a fuoco in pochi secondi ciò che tu non riesci a vedere.
La finestra di Johari può essere uno strumento non solo personale, ma anche aziendale, per comprendere e correggere dove si può e dove si vuole.

Tornando all'arte, i laboratori artistici sono utili proprio a tutti coloro che ogni giorno devono creare e reinventare risposte.
Perché la tua creatività non vuol dire solo saper o non saper mettere colore e linee su un foglio.

Vuol dire esercitare continuamente ed entro un tempo limitato, una continua attività di RISOLUZIONE e risposta ai  problemi, saper anticipare opportunità e predisporre risposte.
Ovvero fare anche quando non l'hai mai fatto prima, improvvisare, buttarsi senza buttare tutto il lavoro, resistendo a quel desiderio di distruggere tutto, e passare ad altro.

Tutte cose che, ci scommetto, hai provato DURANTE le tue quotidiane attività lavorative.

Asciugarsi a volte il sudore, a volte le lacrime e ricominciare, perseverare, terminare il lavoro.

Chiudo con una citazione di un artista che amo, estremamente rassicurante nei modi e nelle forme, che ha fatto della pittura un modo per vivere più felicemente.




Nel campo dell'arte, il creatore autentico non è solo un essere particolarmente dotato, è un uomo che ha saputo ordinare in vista del loro fine un insieme di attività, delle quali l'opera d'arte è il risultato finale.
Matisse

Così dobbiamo e possiamo renderci conto che ogni giorno compiamo un infinità di azioni, alcune piacevoli ed utili, altre sia spiacevoli che inutili, altre evitiamo di compierle.
E se stessimo evitando proprio quelle indispensabili?
In ogni caso le scelte e le non scelte contribuiranno al risultato finale.

Possiamo consapevolmente decidere il risultato che desideriamo, dove vogliamo arrivare, come e perché.
Già, senza motivazione non c'è azione e la motivazione dobbiamo ritrovarla ogni giorno, è una porta che si apre da dentro.
E se anche quella non si apre più, facciamoci aiutare.
Ne va dei nostri colori e della nostra vita.
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Chi ti credi di essere?

Sono giornate di incastri di idee ed organizzazioni, tra lezioni in aula, laboratori da preparare, due convegni a cui partecipo come relatrice.

Intanto penso, come un disco che conosco molto bene: chi me lo ha fatto fare?

Non sono pronta.

Cerco distrazioni nel web. Trovo questa
Minuto 4.05
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Conflitti ed interdipendenza

Sabato scorso ho condotto un corso teorico esperienziale sui conflitti.

E' un esperienza che consiglio a tutti, immergersi nella riflessione e nella sperimentazione di cosa e come e qual'è il nostro contributo ai conflitti.
Cosa ne scaturisce da questi comportamenti o non comportamenti.
Cosa scaturisce dall' assumere atteggiamenti ostili, oppositivi, provocatori, accusatori, minacciosi, indiretti, aperti o subdoli.


Ed ancora: quali gli effetti di un finto calore, di un "amore, carissima, tesoro, bella" con sottotitoli leggibili agli altri ed interpretabili che davvero è tutta scena.

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Autoinganno- costi e conseguenze

Mi piace giocare con le parole, andare a recuperare radici e provenienze, similitudini nelle varie lingue del mondo.
Tra queste c'è FOOL ovvero pazzo, giullare, scemo, stupido, broccolo.
Il verbo FOOL sta per scherzare ma anche ingannare.

Ho trovato un articolo che parla di ingannare sé stessi, dei costi, delle conseguenze.


Il contenuto che segue è - in parte- liberamente tradotto ed adattato dall'articolo.
Un giorno ti svegli e qualcosa brilla, si illumina, e vedi sotto il velo.

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Alla ricerca di un luogo sicuro- Alternative all'ansia

L'arte ci aiuta a creare un senso, una rappresentazione, una esternazione, una possibilità di ristabilire un equilibrio.

Io mi rifugio lì. Tra tele e colori, respiro e mani.

Prendo fiato per ripartire, l'arte è una pausa, un incontro.

Con sé stessi, prima ancora che con gli altri.



Quando tutto mi sembra troppo, quando guardo troppo fuori, quando mi separo in rivoli di compiti e problemi e persone da incontrare che non vedo più dove sono io, e le preoccupazioni mi stritolano ed assorbono tempo ed energie, volontariamente dedico tempo ed attenzione per ristabilire equilibrio ed armonia.

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Il Personal Branding e l'amore

Quando dico che il personal branding può servire anche a trovare l'amore,  lo dico, lo penso, l'ho sperimentato, messo in pratica, con me e con chi si è affidato a me.

Intendo infatti il personal branding come processo di consapevolezza, che ti fa guardare dentro di te per scoprire cosa cerchi davvero, quali valori sono importanti per te (vedi qui), qual'è il tuo timone, come alzi le vele nel vento o come invece torni e resti nel porto appena c'è una giornata di sole.

Quali sono i tuoi punti di forza e debolezza, quali accetti e quali pretendi restino nascosti, come ti poni nel mondo condividendo cosa.
Cosa dai e cosa prendi, cosa pretendi e come fuggi, ferisci, agisci.


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Proteggere i nostri sogni


"E' troppo stupido per imparare una cosa che fosse una." Insegnante di Thomas Edison

"Non ha la stoffa per diventare una star."Primo produttore di Harrison Ford

 "Non sei adatto."Allenatore di basket del liceo a Michael Jordan

"Manca di immaginazione e non ha idee originali." - Direttore del giornale che licenziò Walt Disney

 "Non sa recitare. Non sa cantare. E’ leggermente calvo. Sa ballare ma solo un poco." - Responsabili della MGM che scartarono al primo provino Fred Astaire, 1928

"Mentalmente tardo, asociale e sempre perso nel suoi stupidi sogni". L'insegnante di Albert Einstein (Einstein non parlò fino all'età di quattro anni e non imparò a leggere fino ai sette. Era dislessico)


Critiche, le approvazioni e disapprovazioni degli altri ci tengono fin da piccoli lontani dallo scoprire i nostri talenti, o semplicemente, ciò che ci piace.

Non nuoti/leggi/scrivi/disegni/giochi/corri come tutti gli altri: guarda che imbranato, ma non ti vergogni?
Appena sai fare un disegno, ecco che diventerai architetto.
Appena non sai fare di conto, non sarai mai un matematico.
Critiche, veloci e senza appello.

Feroci per chi le riceve, ma talmente scontante per chi le fa da non accorgersene neanche.

Tu solo sarai colpevole del fatto che non ti applichi abbastanza, non ascolti, non fai qualcosa, piuttosto che impegnarsi a trovare lui/lei, che è lì per questo a trovare un modo diverso, per comprendere com'è che tu impari e come ti appassioneresti invece.

Per rispettarti se il calcio non ti piace, o il nuoto, ma per farti fare danza, fino a quando ne sarai capace, senza farti smettere prima di provare, dicendo che è difficile, e poi ti cresceranno le tette e non potrai più farlo e sarà una delusione.

Siamo stati abituati, manipolati (?) a lasciare le cose prima ancora di provarle noi stessi per primi. Per paura delle delusioni, per paura della difficoltà, ci siamo detti concordi di non essere capaci.

Quante cose perdiamo, per questo pensiero antico.
Quanta autostima avremmo magari scoperto invece nel ritrovarci abili.
Quanto queste critiche ci hanno impedito di scoprire la strada giusta per noi.
Se tutte le strade ci sono state sbarrate, abbiamo percorso le uniche che ci sono state lasciate aperte, oppure abbiamo fatto una fatica terribile a cercare di percorrerne alcune che se fossero state aperte, avremmo tralasciato senza perdere tempo a dimostrare invece di esserne capaci.


Allora, ora che stai leggendo queste righe, chiediti:

  • quali sogni hai lasciato inesplorati? 
  • cosa potresti fare oggi per farne avverare quanto ti è possibile?
  • entro quando inizierai?

Scrivilo in agenda, e prendi questo appuntamento di rispetto e stima di te.

(se vuoi puoi venire il 12 Marzo al laboratorio esperienziale di pittura emozionale creativo "Luna e stelle" per esplorare nel colore i tuoi sogni)


 

Hey! Non permettere mai a nessuno di dirti che non sai fare qualcosa. Neanche a me.
Ok? Se hai un sogno tu lo devi proteggere.
Quando le persone non sanno fare qualcosa lo dicono a te che non la sai fare. 
Se vuoi qualcosa, vai e inseguila. Punto.



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Il conflitto è un opportunità

Un esperienza che accomuna tutti noi è il conflitto.
Interiore, prima ancora che con gli altri.

Sfortunatamente, sebbene sia un esperienza così universale, nessuno ci ha insegnato come stare nel conflitto, come prevenirlo o risolverlo.


Prima di affacciarci al mondo del lavoro abbiamo assistito o partecipato a innumerevoli conflitti, ciascuno ha esperienza su come nelle nostre famiglie veniva
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Perdonate quando potete, dimenticate un poco e create molto.


Se cambiamento interiore deve esserci, ogni donna deve farlo.
Se deve esserci cambiamento nel mondo, noi donne abbiamo il nostro modo per aiutare a raggiungerlo.



Usate il vostro amore e i vostri buoni istinti per sapere quando ringhiare, assalire, colpire violentemente, quando uccidere, ritirarsi, latrare fino all'alba.

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Al colloquio per fare centro

Nel numero di febbraio di OK Salute e Benessere una intervista a due voci: la mia e quella di  Andrea Castiello D'Antonio - professore di psicologia e autore di "Interviste e colloqui nelle organizzazioni" edito da Raffaello Cortina.

Molti spunti e punti di vista comuni, consigli pratici anche su ipotetiche situazioni "scomode".

Aggiungo una parte che per me importante, che nell'articolo è rimasta solo accennata.

Ci sono cose che magari tutti sanno, e nessuno ha mai pensato di dovertele spiegare, sono ovvie, ma..

una delle cose che avrei voluto sapere prima di andare ad un colloquio è che ci sono alcune domande non lecite, non consentite, illegali.
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Cuore e Mandala. Il centro - relax nelle tue mani

Una matita che scorre sul foglio, e il tratto si fa segno, si fa ascolto, si fa leggero e poi più certo, e mentre scorre quella matita non si sa come mai, la mente comincia a svuotarsi di pensieri inutili e di inutili critiche, dei doveri e dei sensi di colpa, inclusi i "che stai facendo", e "non perdere tempo".

Il tempo dedicato e delicato, la matita porta fuori e illumina, un piccolo oggetto a cui affidare i propri colori, se e quando ti va di riempire.

Quel piccolo pezzetto di legno, semplice e senza bisogno di altro, neanche la gomma per cancellare gli sbagli, tutto va bene, nel tratto che crea una forma che prima non esisteva, eppure risponde a qualcosa senza chiederti nulla in cambio.

Colorare mandala e forme può essere un rifugio sempre disponibile, anche per chi ha poco tempo, per rilassarsi ed ascoltarsi e ricentrarsi.

Alla ricerca del nostro centro, con attenzione, dedizione, tenerezza, disponibilità, apertura.


I mandala hanno una tradizione antichissima, secondo i buddhisti costituiscono il processo mediante il quale il cosmo si è formato dal suo centro.

Nelle filosofie orientali il mandala è utilizzato come mezzo per la meditazione e attraverso la sua costruzione, l’uomo libera lo spirito, purifica l’anima, entra in comunione con le forze positive presenti nel cosmo.

Viaggio interiore e possibilità di un nuovo ordine, anche secondo lo psicoanalista svizzero Carl Gustav Jung, che per oltre venti anni li ha studiati e ne ha scritto.

Il mandala costituisce un centro ordinatore e una periferia che abbraccia il tutto. E’ il simbolo della totalità, un recinto sacro della personalità più intima, un cerchio protettivo che evita la dispersione e tiene lontane le preoccupazioni.

Colorare un mandala consente di sperimentare un modo per far emergere, accogliere e tradurre in colore emozioni, sensazioni, idee, vissuti, per costruire o ricostruire il proprio ordine interno.

Una geometria che rende visibile il caos interno e da una forma nuova, un passaggio dal disordine ad un ordine dinamico e nuovo.

“Ogni più alto stato di coscienza è condizione di una visione del mondo. Ogni coscienza di basi e di intenti è, in germe, una visione del mondo. Ogni progresso nell'esperienza e nella conoscenza significa un passo ulteriore nello sviluppo della visione del mondo. Modificando l’immagine che egli si crea del mondo, l’uomo pensante modifica anche se stesso. ”. (Jung, 1950, ed. Einaudi, Torino, 1959).



Sabato 13 Febbraio l'invito è dedicarsi un tempo di scoperta e amore con un laboratorio dedicato a mandala - o disegno libero per chi preferisce.

Nella fretta, nella mancanza di senso e punti di riferimento del nostro tempo, respirare ricentrarsi, trovare i propri colori, dedicarsi attenzione amorevole è una necessità.

Quella consapevolezza del qui ed ora di cui si parla e a volte si fa fatica a comprendere veramente a che serve e perché, nel disegno E', senza bisogno di spiegazioni.
Si tocca subito, si sente scivolare tra le dita, contenitore e lavatrice interiore.


Evento su FB


Nel laboratorio potrai scegliere tra moltissimi mandala già pronti da colorare oppure creare quello che il tuo momento interiore ti suggerisce, come ad esempio questi mandala a disegno libero creati in laboratori precedenti.


Scopri un modo per volerti bene, per lasciare lo stress e le preoccupazioni.



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Non sono creativa

Non sono creativa, ha detto A. presentandosi al laboratorio di pittura emozionale.

Un ora e mezza dopo dopo:


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Eco Street Art


Guardare le cose gettate via e saperne fare un altro uso.
Mettere insieme, e creare armonia, forme e sostanza dai rifiuti.

Bordalo II è solo un artista unico, che combina pittura e scultura con oggetti riciclati dalla spazzatura: ruote, pezzi di computer, legno e metallo, oggetti disparati e abbandonati.

Potenti e sorprendenti, una nuova dimensione dell' eco street art.


“Non è solo un modo per riciclare”, dice, “ma anche una critica del mondo in cui viviamo, dove abbiamo spesso cose belle, che finiscono nella spazzatura senza rendersene conto”.


In questi giorni l'artista portoghese è alla Stazione di  Roma- San Pietro...sono curiosa di vedere presto cosa creerà.



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Scoprire il disegno

Se non puoi essere un pino sul monte,
sii una saggina nella valle,
ma sii la migliore piccola saggina
sulla sponda del ruscello.

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12 barriere della comunicazione

Thomas Gordon è uno psicologo contemporaneo conosciuto in tutto il mondo per il suo metodo per migliorare la comunicazione e la risoluzione di conflitti tra genitori e figli, insegnanti/allievi etc.

 Nella pratica le sue 12 barriere alla comunicazione sono valide a qualsiasi età e contesto.





Cosa vuol dire barriere?
Vuol dire che vai dal tuo capo, da tua madre, o dal tuo insegnante e stai confidandoti o esprimendo un tuo punto di vista, una perplessità, una domanda, e ti senti rifiutato.
Non accettato.
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9 comportamenti da EVITARE in un colloquio di lavoro

La ricerca di un lavoro può essere stressante e demoralizzante.
Avere successo non è solo ottenere un lavoro generico, ma quello che ti piace e ti fa utilizzare al meglio i tuoi punti di forza.

Anche quando sei molto motivato, potresti incorrere in alcuni errori senza neanche accorgertene.

Non è solo il "semplice" piacere ad un intervistatore e non ad un altro,
ma avere dei comportamenti abbastanza universalmente sgraditi .
Eccoli.


1. Congelarti
Curriculum eccellente sulla carta,  ma di fronte al selezionatore non riesci a sostenere lo sguardo, o a dare risposte più ampie di  monosillabi, quasi rigido dalla paura.
Se ti riconosci in questo comportamento, fai esercizio, anche con un professionista, per scioglierti nei colloqui. Per saperti presentare, parlare di te con tranquillità.
Altrimenti è possibile che darai l'impressione di non essere in grado di reggere il normale stress di un lavoro che abbia un minimo contatto con gli altri..
Fai pratica in tempo utile.


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Una connessione più grande

Quanto ci sentiamo soli, infelici, abbandonati.
Non da una persona in particolare, ma da quella connessione fiduciosa con un entità più grande, benevola, che sa essere accogliente e perdona.
Ascolta e comprende.

Ad un tratto questo filo si rompe. Non ci crediamo più.
A volte per incontri sbagliati, imposizioni, difficoltà e perdite nelle nostre vite.
Di quella connessione e speranza abbiamo bisogno.
Affidarci.

Ma Dio - a qualunque nome  il nostro risponda- non risponde più. O almeno non dentro di noi.

Così il Natale sembra solo lucette lontane, malinconia e rimpianto.
Di qualcosa di noi che una volta c'era ed ora non c'è più.

Io lo ritrovo ancora, solo nell'arte.
Quando dipingo, anche se non accade sempre, e nel canto e una volta è successo in teatro, quando mi hanno chiesto di leggere questo testo qua.




Prova a leggerlo ad altra voce, e ascolta quali parole risuonano dentro, quali servono a te, quali esprimono il tuo sentire.


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La cintura degli attrezzi del tuo Personal Branding


Quando parlo di valigia di competenze, di cosa c'è già e cosa aggiungere e cosa togliere, parlo degli strumenti che ognuno di noi possiede per rispondere alle necessità e alle sfide di ogni giorno.

Jeff Shuey la chiama la cintura degli attrezzi.


Avere le informazioni non è sufficiente,
occorre saper usare, interpretare, modificare ed ampliare le informazioni che abbiamo.
Improvvisare con quelle che abbiamo ad un contesto che si è verificato in modo imprevisto.

Il sapere è personale, il saper fare e saper essere ci mette in relazione col mondo.

Da a quel nostro sapere un senso di connessione, di utilità, di sentirsi abili nella realtà.

In ogni lavoro che abbiamo iniziato, scopriamo che le competenze apprese sui libri ci servono e tuttavia sono insufficienti.
Il mondo ci richiede continue modifiche e reinvenzioni, abbiamo bisogno che i nostri strumenti ovvero le nostre competenze, siano sempre affilate, pronte per l'uso e aggiornate.


Per alcune competenze va bene leggere, per altre occorre sperimentare.

Sono le nostre competenze con cui costruiamo, rinforziamo e confermiamo  la nostra reputazione. 

L'apprendimento continuo vuol dire prendersi tempo, mentale e fisico per continuare a tenere i nostri strumenti affilati.

 "Dammi sei ore per abbattere un albero e mi spenderò i primi quattro affilare l'ascia."
Abraham Lincoln

Disegna la tua cintura degli attrezzi, da cosa è composta?

Cosa c'è già e cosa non può mancare per quello che sei e che vuoi diventare?


Come puoi  affinare gli strumenti e allargare la cintura?
Di cosa hai bisogno di imparare?
Cosa potrebbe servirti e cosa ti farebbe felice?



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Il personal branding come percorso di fiducia

Se vuoi creare fiducia negli altri affinché scelgano proprio te, il passo obbligato è avere fiducia in te stesso, nei tuoi talenti, nelle tue capacità ed ancora primo nei tuoi valori.

Devi avere fiducia di poter superare difficoltà e malintesi, di poter gestire situazioni delicate, di essere AFFIDABILE, credibile. Di poter mantenere le promesse che fai.
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Una visione chiara: chi sei, dove vai e come ci arrivi

Dove ti vedi da qui a cinque anni? Cosa starai facendo?
Con chi sei? Come parli? Come ti muovi? Quali colori e suoni sono intorno a te?

Ogni azienda ha una sua "visione" declinata in "missione" cioè dove sono diretto e come ci arriverò.
Ogni sito - ogni gruppo di lavoro dovrebbe avere chiaro prima per sé e poi per il pubblico:
 chi siamo, dove andiamo e come.

Una visione condivisa crea un ambiente più unito, più energia, soddisfazione, piacere, motivazione senso di appartenenza.
So dove sto andando, so perché faccio quello che sto facendo.

Ha un senso, anche il piccolo e il quotidiano, traggo soddisfazione dall'oggi e continuo a muovermi nella direzione che vedo, sento, conosco.

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I rimpianti della gente

Fermarsi nella propria vita e cambiare tutto.
Capire che quello che stiamo facendo non ci somiglia più.
A me è successo, dopo anni passati a rincorrere il dovere, la perfezione, quello che credevo dovessi essere per gli altri, a un certo punto crack.
Qualcosa si rompe.

Nel mio caso in un letto di ospedale, per un errore, anzi ripetuti errori, quello stava per essere l'ultimo mio letto.
Da allora nulla è più stato uguale.
Cosa ho fatto della mia vita?

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Riflessione sui punti di debolezza e l'autostima

Riflessione sui punti di debolezza
Ne hai, sicuramente, e spesso, sono sempre gli stessi, da tanto tanto tempo.
Il punto è: cosa vuoi farne?




Un imprenditrice elenca i punti di debolezza della sua struttura e chiede di aiutarla nello sviluppo del piano di marketing.
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Quando la forma è importante- personal branding

Si incontrano persone che vogliono apparire competenti anche quando non lo sono.

E' un comportamento istintivo, ma perché e come dovremmo essere competenti di tutto l'universo mondo ?
Ognuno sceglie in questo immenso buffet della vita e della conoscenza, quello che gli piace, quello da cui è attirato, quello in cui si sente più bravo, quello che brama.

Il tempo è quel limite temporale che ci obbliga alla scelta, anche del libro che vogliamo leggere e la musica da ascoltare.

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Cambiare la propria attitudine con una frase

Quando ho iniziato a dipingere, è accaduto ascoltando da una parte una spinta, un desiderio e dall'altra scorgendo risorse inutilizzate, ovunque negli uffici dove lavoravo: rossetti e smalti per unghie.

Litri in grandi barattoli colorati, rossetti spezzati, prove di laboratorio destinati alla distruzione.

Il risultato per me è stato oltre ogni possibile immaginazione, divenendo un importante inizio di nuova vita, considerazioni, relazioni e scoperte.
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Tanti consigli pratici per il colloquio di lavoro

Presentarti ad un colloquio di lavoro: un opportunità da giocarti al meglio.

Tante persone si preoccupano di cosa dire senza pensare, comprendere, curare COME lo dicono.
Gesti, toni, sospiri, atteggiamenti, sguardi parlano di noi più delle parole.

Per te tanti strumenti e consigli per aiutarti al meglio.


Per iniziare, un infografica che ho tradotto ed adattato da www.collageatlas.org per aiutarti in un check veloce ed efficace.

Secondo un sondaggio di oltre 2.000 responsabili delle risorse umane, il 33%  afferma di sapere se avrebbero assunto qualcuno entro 90 secondi.

Errori non verbali comuni 
Non sostenere il un contatto visivo
Poca conoscenza della società per la quale ci si presenta
Non sorridere
Postura errata
Agitazione eccessiva
Stretta di mano debole
Giocare con i capelli o toccarsi il viso
Braccia incrociate
Troppi gesti delle mani

Le prime impressioni sono determinati da
55% - Il modo di vestire, agire, e cammina attraverso la porta
38% - La qualità della voce, la grammatica e la sicurezza
7% - Solo il 7% le parole che scegliamo.


I 10 errori più comuni 
Spiegazioni eccessive sul perché hai perso il tuo ultimo lavoro
Trasmettere che non hai superato di aver perso il tuo ultimo lavoro
Mancanza di umorismo, calore o personalità
Non mostrare abbastanza interesse o entusiasmo
Ricerca inadeguata sul potenziale datore di lavoro
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Comunicazione quadrata - ascoltare con 4 orecchie

Lavoro, relazioni, tutto è comunicazione.
Non solo chi dice, cosa dice e come lo dice.
La nostra comunicazione si compone di pezzi, che arrivano tutti insieme, a volte percepiamo aggressione, derisione, svalutazione e non riusciamo a capire perché.

Pensiamo a cosa dire, dimenticandoci del nostro corpo mentre lo diciamo, l'espressione del viso, le parole contraddette dal tono.
Rimuginando sulle parole dell'altro, dimenticando il nostro contributo allo scambio.

La consapevolezza della nostra comunicazione può aprirci un mondo, chiarirci e aiutarci nel nostro modo di relazionarci, e restituirci la nostra parte di responsabilità e di possibilità di miglioramento, senza per forza ed unicamente pretenderla dall'altro.

C'è da guadagnarne in salute:
secondo Watzlawick, psicoterapeuta, nevrosi e psicosi dipendono da comportamenti e relazioni disfunzionali della persona con se stessa, con gli altri e con il mondo, in breve da un errata comunicazione.

Comunicazione che include:
  • il verbale linguaggio  scritto e orale; 
  • il non verbale mimiche facciali, sguardi, gesti, posture ;atteggiamento, prossemica, abiti, aspetto, contatto corporeo 
  • il para verbale timbro, tono, ritmo, accento, sospiri, pause, silenzi di chi parla, ed altre espressioni sonore (ehm ...ehm, far schioccare la lingua, sospirare, sbuffare, tossire, etc ).



Continua...

Tutto è difficile prima di diventare facile.

Capita anche a te di iniziare qualcosa di nuovo, e sentirti impacciato, scarso, demoralizzato?

Consideralo parte del processo di apprendimento.
Quando sento dire "è difficile", mi viene in mente quest'aforisma di Thomas Fuller:

Tutto è difficile prima di diventare facile.

Attraversare la difficoltà è una tappa- quasi sempre obbligata - per raggiungere le cose che dici di volere.
Perché, ogni volta che inizi qualcosa di nuovo, sembrerai goffo, buffo, imbranato.
Ma proprio questo ti aiuta a apprendere, a crescere.

Le persone desiderano tante cose, ma quando si accorgono che cambiare ha un costo, che voler cambiare qualcosa vuol dire essere disposti a utilizzare risorse di tempo, denaro, di rischi e imprevisti, si fermano.


Perciò restano nel lamento, guardando chi c'è riuscito, scordandosi che loro hanno mollato, e che di solito, ci sono sacrifici e fatica, sperimentarsi in qualcosa di nuovo vuol dire essere pronti a sbagliare e ri-sbagliare ancora, sentirsi incapaci.
C'è chi pretende di riuscire in qualunque nuova attività al massimo.
Magari perché negli sport è stato così, o nello studio gli sono bastate poche ore per raccogliere sempre il massimo.

Di questi personaggi ne esistono, e io li ho incontrati.
Inutile e frustrante paragonarsi a loro, perché - probabilmente - lo sport o lo studio o qualunque cosa eccellono appena iniziata, potrebbe essere un loro talento innato.
Continua...

Uomini o supereroi?



La vita ci mette alla prova continuamente. Al lavoro, tra amici, con i genitori e con i figli.
Con noi stessi.

Ci richiede flessibilità, capacità, idee, energia, superare noi stessi di continuo con creatività.

Di liberare le nostre risorse anche inaspettate, inesplorate, sconosciute.

Continua...

Visioni ed affermazioni positive

Abbiamo bisogno di positività nella nostra vita.
Di credere, di sperare.

Questa settimana il tema FIDUCIA è venuto fuori più volte, chi mi chiede un laboratorio dedicato, chi mette in pericolo la relazione col proprio partner opprimendolo e colpevolizzandolo senza motivo, chi fa un colloquio di lavoro con un atteggiamento di sfiducia.

Poi, mi sono resa conto di quanto spesso io stessa parta male.
Nella testa sono pronta a dirmi che verrà una schifezza il disegno appena iniziato, lascio a metà articoli e progetti; in breve entro in un loop di pensieri di inutilità e perdo il desiderio di fare.


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Cosa vuole sapere un selezionatore?

Nel mio lavoro mi capita spesso di preparare persone a sostenere colloqui di lavoro.
Tante le preoccupazioni, le cose a cui si guarda e le cose di cui si dimentica, gli aspetti di se a cui non si è mai pensato.

Un ottimo punto di partenza è proprio immaginare cosa possono chiederti e provare, riprovare e riprovare ancora le proprie risposte.
Non si tratta affatto di fingere, ma anzi, di acquisire maggiore consapevolezza ed efficacia comunicativa.


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La crescita personale artistica


Cambiare prospettiva.
Guardare da lontano e da vicinissimo.
La crescita personale è uno sguardo su di sé, esplorando confini e colori, parole e rimpianti.
Obiettivi e direzioni.

Ascoltando le emozioni e dando loro un nome.

Scrittura, colori, fotografie, musica, ogni mezzo artistico può aiutarci nel nostro percorso, rendendolo unico, speciale, e piacevole.

Sciogliendo nodi, facendoci scoprire nuovi luoghi, togliendo pesi.
Per un esplorazione straordinaria e potente, colorata. Senza uguali.


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La vergogna del proprio corpo

Sono profondamente commossa da questo video.

Il cartello dice:

Sono qui, in piedi, per chiunque abbia lottato per un disordine alimentare o un problema di disistima come me.
Per sostenere l'autoaccettazione, disegna un cuore sul mio corpo.





Tutta la storia di Jae West puoi leggerla qui, i suoi pensieri e le paure, mentre aspettava, bendata, che le disegnassero cuori sul corpo.

Stesso esperimento qui sotto, in 4.



Un pennarello e tanti cuori per ognuna di noi.


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L'inglese ai tempi di internet

Parliamo italiano, spesso malissimo, dimentichiamo congiuntivi, abbondiamo di punti esclamativi, sospensivi, molto oltre i tre.

Virgolettiamo dove non c'è bisogno e ci appropriamo di citazioni come fossimo nostre

Come scriviamo ci descrive.
Come parliamo pure.

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Chi ti credi di essere in un colloquio di lavoro

Chi ti credi di essere è la chiave del successo (o il fallimento).

Per il Carnegie Institute of Technology, l'85% della decisione di assumere è basata sulle caratteristiche personali.
Solo il 15% è basato sull'abilità, esperienza o la prova che quello che fai è meglio di altri candidati per la posizione.

Come il selezionatore- o il cliente potenziale conosce o sperimenta le tue caratteristiche personali?
In gran parte attraverso il modo in cui vedono rapportarti a te stesso.

Il rispetto di sé, autostima e un atteggiamento positivo sono tratti necessari da trasmettere in un colloquio. Perché?
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La visione d'insieme- La tua immagine vista da fuori

Capita che non non ci rendiamo conto di un quadro che stiamo dipingendo finché non non ne prendiamo distanza e ci appare nella sua interezza.

Ogni giorno vediamo i singoli pezzi, e perdiamo di vista l'insieme, che, a volte, da il significato.



Gli altri possono restituirci l'insieme, e noi non comprendiamo, non possiamo, perché stiamo guardando al particolare.

Così potrei spiegare un percorso di counseling: prendere una giusta distanza e guardare il quadro nell'insieme.



Capita anche per me stessa, ovvio.
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L'audio brand

Inizio a sbirciare un articolo di Personal branding (qui) e penso ma che fatica!

Tra tutte le cose a cui pensare per il proprio brand,  contenuti, innovazioni, progetti, l'immagine, la scelta delle parole, dei colori, gli incontri, il tempo che sembra accelerare ogni volta che hai finalmente conquistato il passo e smesso di affannare, manca solo l'audio.

Invece no, ci ripenso ed è immediato quanto urli forte il nostro audio brand, specie per chi ai rumori c'è abituato, e li cerca affinché li tolgano dal silenzio che chissà perché inquieta.
Musiche invadenti, nei negozi e sale d'attesa. Nei treni e al mare il vicino usa il suo cellulare senza cuffiette e al massimo volume, perché tutti siano costretti ad ascoltare la sua musica, e non ognuno la propria.
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La competizione in musica

Com'è la competizione per te?
Fuggi, o combatti?
Vuoi averla sempre vinta, avere sempre l'ultima parola?
Sei prepotente o collaborativo, un leader o un giocatore di squadra?
Pensi di essere buono, ma sai giocare solo dando calci, anche quando un pallone non c'è, ma ci sono le persone?

Ci sono volte in cui la competizione mi fa fatica, specie quanto si gioca sporco.

Ognuno conosce le sue storie, i tradimenti e le schifezze fatte o ricevute.
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Il bagaglio personale e professionale

I tesori che ti porti dietro, la tua ricchezza, la valigia dei desideri realizzati e delle opportunità future.

Il collage multimaterico sarà lo strumento per esplorare il tuo percorso personale, qualità, aspirazioni e tappe raggiunte.


Per chi vuole muoversi, riconoscersi e sapersi promuovere con sicurezza direzioni, provenienza e doti.


Un laboratorio creativo esperienziale per esplorare le proprie esperienze, competenze, qualità e saperle presentare.


Puoi partecipare per concederti semplicemente qualche ora di benessere, dedicata a te stesso, a te stessa, a creare in modo semplice e divertente, in un ambiente facilitante, non competitivo e non giudicante.
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Aforismi a colori

"La creatività non è altro che un'intelligenza che si diverte" - Albert Einstein
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Il vantaggio di cambiare strada- I quit

Charles Schultz, il padre dei miei adorati Peanuts, fa dire a Linus che non c’è un problema cosi grande da cui non si possiamo prendere le distanze.

“There is no problem so big it cannot be run away (walk away) from.”


La perseveranza è molto utile, essenziale per raggiungere i nostri obiettivi, ma come ogni cosa, può a volte essere un impedimento, una causa di infelicità quando diventa rigidità, impossibilità di cambiare, necessità di restare “fedeli” alla propria decisione.
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Celebrazione della fantasia

È accaduto all'ingresso del villaggio di Ollantaytambo, vicino a Cuzco. Mi ero defilato da una comitiva di turisti ed ero rimasto solo, a guardare di lontano i ruderi di pietra, quando un bambino del posto, malaticcio e cencioso, mi ha avvicinato per chiedermi se gli regalavo una matita. Non gli potevo dare la mia, perché mi serviva per non so più quali noiosi appunti, e così gli ho proposto di disegnargli sulla mano un maialino.
Si è sparsa subito la voce, e in breve tempo mi sono trovato in mezzo a una frotta di bambini che urlavano a squarciagola per farsi disegnare animalucci sulle manine screpolate dal freddo e dalla sporcizia, su quelle pellicine di cuoio bruciato: chi voleva un condor e chi un serpente, chi un
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I pezzi giusti al posto giusto- decluttering creativo


Invertendo l'ordine dei fattori non funziona niente.
Le cose funzionano solo quando le metti al posto giusto,
bellissima pubblicità di Y&R Brazil che mi fa venir voglia di mettere a posto un po' di cose, fare ordine, decluttering, fare spazio negli armadi e prendere aria, lasciare andare i pensieri vecchi e non lasciarne entrare di nuovi e restare un tempo indefinito in una bolla di vuoto fertile senza cianfrusaglie, senza impegni.


Da dove iniziare? Mi è stato chiesto oggi.
Non con i pensieri, ma con il far ordine, che poi è un modo di fare ordine almeno fuori di noi.
Serve un metodo, una lista come quelle che vanno tanto di moda.
Ma le liste funzionano se le mettiamo in pratica, e secondo me, se non sono troppo lunghe.

1. Il tempo
Prendiamo appuntamento con quello che è un nostro desiderio od obiettivo e rispettiamolo.
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L'arte per illuminare il nostro cammino

Ho trovato questa frase di  Malevič
"L’arte non vi chiede se piace o non piace, come non vi è stato chiesto niente quando sono state create le stelle del firmamento"
su un blog che seguo e mi porta in giro tra la parole, e mi fa viaggiare tra le cose belle e le strutture inventate del suo autore e di tanti libri di cui regala brevi frasi.

Ed ho pensato che è davvero così, cioè no, non per tutti, gente che critica e cerca un appiglio qualunque per litigare e polemizzare e avere sempre una teoria perfetta per squalificare e distruggere l'altro, pontificare, ricorrere ad altre teorie complesse anche solo da spiegare, paroloni di cui si riempiono la bocca.
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Il tuo sottofondo musicale può aiutarti a vivere meglio

La musica per svuotare la mente, entrare in un flusso rilassante, calmo, energizzante, darsi forza, coraggio.

Immagina di sentirti lento ed entrare in una marcia, come Radetzky

 

Cosa fa il tuo corpo?
Riesci a restare fermo senza sentire il desiderio di muoverti ?




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