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L'importanza della perdita di tempo

Negli anni mi accorgo di occuparmi sempre di più di argomenti che hanno molto a che fare con me, la cui conoscenza, dell'argomento ed in rapporto a me, hanno modificato- in meglio - le mie giornate.


Uno di questi è sicuramente la gestione del tempo, il "time management"tra il sapermi occupare di ciò che è prioritario e il dovermi occupare di ciò che è urgente (no, non sempre corrispondono) e un area che ho scoperto con enorme gioia davvero tardi negli anni:
il perdere tempo.

Il perdere tempo ha una sua funzione strategica, anche nel creare immagini e visioni e situazioni del nostro futuro, senza le quali barcolliamo senza direzione e decisione, perdendo anche motivazione ad ogni passo.

Il perdere tempo ha una funzione di ricarica, specialmente per quelli di noi che lavorano senza sosta, passando da un argomento ad un altro, in lingue diverse pure.

Il tempo va scelto e non subito, e proprio per questo va "organizzato e non vi parlerò di quella brutta parola  "delegare", perché ci sono momenti, situazioni ed anche ruoli lavorativi in cui non esiste la persona con cui potremmo farlo.

Ciò detto, è importante essere consapevoli di ciò che non posso delegare perché è impossibile (ad esempio la mia assistente ha cambiato azienda e sono bloccate nuove assunzioni) e il non delegare perché mi da la possibilità di continuare a dirmi, sentirmi, atteggiarmi da vittima.

O da santa donna (o uomo) che fa tutto da solo (e non deve chiedere mai. Se hai capito la citazione pubblicitaria, complimenti, siamo coetanei.)

Possiamo anche esserne capaci di fare tutto, ma con giornate lavorative di 12 ore, devo per esempio potermi autorizzare un aiuto a casa.

Poter delegare può dipendere da noi o no.

Così le perdite di tempo, possono essere decise dagli altri.
Le telefonate, gli ingorghi stradali, i ritardi, i "posso rubarti cinque minuti" dove solo la domanda dura almeno il doppio del tempo.

Poi ci sono le perdite di tempo di cui non siamo consapevoli, come quando diamo uno sguardo veloce ai social, e poi dopo un ora siamo ancora lì.

Dunque oggi ti parlerò della necessità di riappropriarti delle perdite di tempo "utili".

Perché:

Il tempo che ti piace sprecare non è sprecato. - John Lennon.



Come i tempi di lavoro, anche le pause DEVONO essere circoscritte, decise il più possibile consapevolmente e difese.

Se ho dieci minuti di pausa, ed arriva una telefonata di lavoro, o di qualcuno che mi chiede un favore, cosa faccio?

La mia risposta di sempre: metto in pausa la mia pausa.
Anzi di solito arrivo a sera e quella pausa è proprio saltata, non solo rimandata.

Invece piano piano imparo. Piano, eh.

Scegli ciò che ti piace sprecare.

Lo scambio col collega che ti chiede aiuto ti dona ricarica o ti toglie carica?

Se rinuncio a ricaricare me ripetutamente, preferendo ad esempio di essere sempre disponibile per gli altri, ad un certo punto rimarrò senza energia.
Scarico.
Quindi.

Programma le tue pause, la durata che avranno e rispetta la tua decisione.


Secoli fa una persona mi disse che avrebbe controllato la sua agenda per decidere quando vederci.

Quello che mi sconvolse all'epoca è che parlavano di vita privata, non di lavoro.

Dietro la sua affermazione ho compreso che io per prima se non programmavo il mio tempo libero, non lo trovavo mai.

II tempo libero è importante per la nostra l'efficienza e ci rigenera per meglio utilizzare quello lavorativo; e dovremmo concedercelo senza sensi di colpa.


La pausa non è uno spreco di tempo ma la condizione essenziale per gustare se stessi nell'atto di costruire, comporre e creare. Domenico De Masi