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l carattere essenziale del disturbo di personalità ossessivo-compulsivo è una preoccupazione per l'ordine, il perfezionismo e il controllo a spese della flessibilità, dell'apertura e dell'efficienza. Gli individui affetti da OCPD sono coscienziosi, scrupolosi e inflessibili per quanto riguarda la moralità, l'etica e i valori. Possono forzare se stessi e gli altri a seguire rigidi principi morali e standard molto alti di performance. Sono inclini ad essere severamente autocritici. Questi individui sono deferenti con l'autorità e ligi alle regole. Insistono sulla conformità alla lettera, non tenendo conto delle situazioni (DSM-IV, 1994, pp. 669-670).
Il ICD-10 comprende un disturbo di personalità anancastico caratterizzato da dubbi, perfezionismo, coscienziosità, controllo e preoccupazione per i dettagli, testardaggine, cautela e rigidità. Ci possono essere pensieri o impulsi insistenti e non graditi che non raggiungono la severità del disturbo ossessivo-compulsivo. Questi individui sono anche propensi ad avere preoccupazioni non giustificate sulla loro produttività a spese dei rapporti interpersonali; assumono atteggiamenti pedanti e un'aderenza stretta alle convenzioni sociali; è probabile che insistano perché gli altri facciano le cose nel modo esatto in cui loro le fanno (ICD-I0, 1994, pp. 231-232).
Frances, et.al (1995, p. 378) descrivono gli individui affetti da OCPD come:
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perfezionisti, inibiti ed eccessivamente disciplinati;
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rigidi, formali, freddi, distanti, intellettualizzanti e dettagliati dal punto di vista comportamentale;
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aggressivi, competitivi e impazienti;
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spinti da un senso cronico di pressione del tempo e di incapacità a rilassarsi;
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persone in controllo di se stesse, degli altri e delle situazioni;
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indiretti nella loro espressione di rabbia anche se è spesso presente una corrente sotterranea di ostilità;
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sono spesso inclini ad accumulare denaro o altri beni;
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preoccupati dall'ordine, dalla pulizia, dall'igiene; e
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inflessibili e testardi nelle relazioni.
Benjamin (1993) descrive gli individui con OCPD come spaventati di fare errori o di essere accusati di imperfezione. In risposta, si danno a una ricerca della perfezione che risulta in un dominio sconsiderato sugli altri e in un'inclinazione ad accusare e criticare le persone con cui sono in rapporto. Agiscono con una cieca obbedienza nei confronti dell'autorità o dei principi. Sono estremamente autodisciplinati, limitati, e autocritici.
Secondo Millon & Davis (1996) il OCPD è uno stile di personalità conflittuale. Gli individui con OCPD possiedono tratti in conflitto tra di loro. Il loro stile interpersonale e le loro strutture intrapsichiche non possono mai essere pienamente focalizzati o coerenti a causa di uno scisma interiore che non può essere fuggito o risolto. Il conflitto essenziale è tra l'obbedienza e la provocazione. Dal punto di vista comportamentale sono compiacenti; interiormente hanno un forte desiderio di asserire se stessi e di sfidare le regole che vengono loro imposte. Di base, gli individui affetti da OCPD si comportano in modo cosciente come quelli con disturbo di personalità dipendente; inconsciamente si sentono come quelli con disturbo di personalità antisociale (Millon, 1981, p. 218). Come per il disturbo di personalità dipendente, le persone affette da OCPD incorporano i valori degli altri e sommergono la loro stessa individualità. Comunque, interiormente tendono alla sfida, e più si adattano più provano rabbia e risentimento (Millon & Davis, 1996, p. 505). Richards (1993, p. 255) suggerisce inoltre che il OCPD comprende caratteristiche dello stile antisociale (aggressivo) e di quello dipendente (sottomesso). Nel lavoro con persone affette da OCPD, la conformità comportamentale è spesso accompagnata da un risentimento e una rabbia nell'atteggiamento.
Il disturbo di personalità ossessivo-compulsivo ha cambiato nome molte volte negli anni. Di seguito forniamo alcuni esempi:
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Psicanalitico: carattere anale
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DSM-I: personalità compulsiva
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DSM-II: personalità ossessivo-compulsiva
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DSM-III: disturbo di personalità compulsivo
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DSM-III R: disturbo di personalità ossessivo-compulsivo
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DSM-IV: disturbo di personalità ossessivo-compulsivo
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ICD-9: personalità anancastica
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ICD-10: disturbo di personalità anancastico (Pfohl & Blum, Livesley, editor, 1995, p. 262).
Pollak (Livesley, ed., 1995, p. 277) suggerisce che i tratti della personalità ossessivo-compulsiva sono disseminati in modo ampio nella popolazione normale. Lui crede che questa personalità è meglio compresa in quanto rientra in un continuum di gravità da uno stile di vita adattivo nell'affrontare la vita fino ad espressioni esagerate e male adattive.
A differenza di altri disturbi di personalità visti come parte di un disturbo dello spettro, ad esempio il disturbo di personalità schizotipico e la schizofrenia, o come varianti di un disturbo di Asse I o come un tratto normale, per esempio il disturbo di personalità istrionico e l'estroversione, il OCPD non è normalmente considerato né nello stesso spettro di malattia né una parte di un continuum con il OCD (disturbo ossessivo-compulsivo). Il OCPD e il OCD sono definiti come disturbi separati e distinti (McCullough & Maltsberger, Gabbard & Atkinson, editors, 1996,). La maggioranza degli individui con OCD non incontra i criteri per il OCPD; il OCD si differenzia per la presenza di ossessioni e compulsioni (DSM-IV, 1994,). Approssimativamente il 50% di individui che incontrano i criteri del OCD incontrano anche quelli di uno o più disturbi di personalità. Ci sono, comunque, due disturbi di personalità che sono più di frequente comorbidi con il OCD piuttosto che con il OCPD - il disturbo di personalità evitante e il disturbo di personalità dipendente.
La maggior parte degli individui affetti da OCPD mostrano tratti di uno o più disturbi del Gruppo C. Il OCPD si trova anche in congiunzione con il disturbo di personalità passivo-aggressivo (negativistico) o con il disturbo di personalità paranoide. Gli individui con OCPD possono anche sviluppare varie reazioni ansiose, agorafobia, depersonalizzazione, somatizzazione e disturbi depressivi (Stone, 1993)(Richards, 1993). Secondo il DSM-IV (1994), studi sistematici sono risultati nella diagnosi di OCPD due volte di più nei maschi che nelle femmine. Stone (1993) suggerisce un rapporto di 6:4 degli uomini rispetto alle donne affetti da OCPD.
Gli individui con OCPD o con disturbo di personalità narcisistico sono ossessionati dalla perfezione. Comunque, le persone con NPD pensano di averla raggiunta; quelle con OCPD sono piuttosto autocritici e combattono per raggiungere la perfezione. Gli individui affetti da NPD, APD (disturbo di personalità antisociale) o OCPD sono piuttosto meschini con gli altri. Comunque, le persone affette da NPD e APD sono molto auto-indulgenti. Quelli con OCPD sono avari sia con se stessi che con gli altri (DSM-IV, 1994. Gli individui affetti da NPD o da OCPD sono ostili e hanno un bisogno esagerato di controllo interpersonale; sono competitivi e hanno uno stile di vita "spinto in avanti". Comunque, le persone affette da OCPD sembrano avere una capacità intatta di affetto e lealtà - quelle affette da NPD apparentemente non ce l'hanno (Pollak, Livesley, editor, 1995).
Immagine di sé Si considerano responsabili. Credono di dover dipendere da se stessi e che possono essere sopraffatti se non hanno regole e indicazioni sistematiche da seguire (Beck & Freeman, 1990). Sono duri nel loro giudizio su se stessi come lo sono con gli altri. Considerano il controllo superiore a tutte le virtù. Enfatizzano la disciplina, l'ordine, la lealtà, l'integrità e la perseveranza (McWilliams, 1994, p. 298). Gli individui affetti da OCPD sono propensi ad avere dubbi su di sé e senso di colpa se non vivono in modo conforme ai propri ideali ma non riconoscono la loro stessa ambivalenza nel raggiungere le aspirazioni e nel conformarsi alle aspettative (Millon, 1981, p. 226).
Visione degli altri Gli individui con OCPD considerano gli altri troppo superficiali, irresponsabili, auto-indulgenti e incompetenti. Disprezzano quelli che sono frivoli o impulsivi. Considerano un comportamento spinto dalle emozioni qualcosa di immaturo e irresponsabile. Di solito non riconoscono di giudicare gli altri in accordo con regole che essi stessi inconsciamente detestano.
Sfortunatamente, l'insistenza della persona affetta da OCPD nel fare le cose in accordo alle regole logiche fa arrabbiare gli altri. Alcuni individui con OCPD diventano consapevoli del loro impatto sugli altri ma non lo capiscono. Altri individui affetti da OCPD sembra che non facciano caso alle emozioni negative che suscitano. Di fatto, se posti davanti alla rabbia, gli individui con OCPD sono inclini a credere che queste persone non hanno nessun diritto di essere arrabbiate.
La mancanza della consapevolezza del loro comportamento di controllo e fastidioso fa sì che gli individui affetti da OCPD provano sentimenti che vanno dalla confusione, passando per lo stupore fino al sentirsi offesi davanti al rifiuto e alla chiusura di cui fanno esperienza nei luoghi di lavoro o nelle situazioni di gruppo.
Relazioni
McWilliams suggerisce che il controllo dovesse essere un problema centrale nella famiglia d'origine della persona con OCPD. Se sia vero o meno, il controllo è un fattore primario nelle relazioni quotidiane degli individui con OCPD. E' probabile che il loro comportamento con gli altri significativi sia non rispettoso e dominante. Non cercano necessariamente di comportarsi in modo negativo, ma sembra che dirigano l'intera famiglia a un modello di ordine, disciplina e sicurezza. Se da una parte il loro comportamento organizzato può essere efficace in vari ambienti di lavoro, prepara la scena perché gli individui con OCPD si impegnino in continue e spiacevoli lotte per il potere con i membri della loro famiglia. dal punto di vista sociale, gli individui con OCPD tendono a essere educati e formali. Si relazionano con gli altri in termini di classe e stato sociale, con uno stile autoritario piuttosto che egualitario. Di conseguenza, sono deferenti, tendono ad ingraziarsi gli altri e sono ossequiosi con gli individui di più alto rango, potere o posizione. Le persone affette da OCPD possono uscire dai binari per impressionare quelli che definiscono in uno stato superiore. Sono piuttosto ansiosi se sono insicuri della loro posizione con questi individui. D'altra parte, le persone affette da OCPD sono autocratiche e condannano i subordinati. Spesso si comportano in maniera pomposa o compiaciuta. Sono altezzosi e deprecatori ma coprono le loro azioni dietro principi e regole. Giustificano il loro approccio aggressivo facendo riferimento alle regole o ad autorità più alte di loro stessi.
Problemi con l'autorità
estremamente attenti a portare il dovuto rispetto a quelli che hanno un'autorità. La loro condotta è al di là di ogni rimprovero. Alleandosi a quelli che hanno potere, gli individui con OCPD guadagnano una forza e un'autorità considerevole per se stessi. Ottengono la protezione e il prestigio di quelli con più alto status e maggior potere. Inoltre si auto-assolvono dalla colpa se collegano le loro azioni alle opinioni dell'autorità esterna. Sommergendo la loro individualità, perdono un'identità personale ma eludono il potenziale impatto negativo di prendere una posizione loro propria (Millon, 1981, pp. 228-229). Una volta che le persone dominanti o le figure d'autorità nell'ambiente degli individui affetti da OCPD vengono identificate, essi eseguono gli ordini di queste persone - spesso a livelli assurdi (Richards, 1993, p. 255). Anche se, come suggerito da Pollak, gli individui con OCPD resistono all'autorità attraverso un comportamento subdolo e nascosto, la loro tendenza a non appropriarsi delle proprie responsabilità attribuendo l'autorità di prendere decisioni agli altri e a seguire le persone che hanno potere in modo conforme e ossequioso può renderli pericolosi per le persone che si trovano in posizione subordinata Con gli individui che sono di rango più basso, le persone affette da OCPD non accettano compromessi e sono esigenti. Il potere sugli altri fornisce loro uno modo legalizzato per dare sfogo alla loro ostilità .
Comportamento nel OCPD
Il OCPD è uno dei disturbi di personalità passivi; gli individui affetti da OCPD non riescono a dare una direzione alla propria vita. Essi temono di operare in modo indipendente e hanno il terrore di commettere sbagli o di assumere un comportamento disapprovato. Diventano indecisi, limitati e immobilizzati. Questi individui sono in conflitto. Sono compiacenti a livello sociale e rispettosi a livello interpersonale. Sotto la parvenza di conformità ci sono intensi desideri di ribellarsi e asserire se stessi. Non possono farlo perché restano intrappolati dalla loro paura dell'intimidazione e della punizione. Fanno esperienza di una grave tensione fisica e di rigidi controlli psicologici per inibire i loro impulsi e aderire alle aspettative degli altri. Il loro comportamento prudente, controllato e perfezionistico deriva da questo conflitto tra ostilità e paura della disapprovazione sociale. Riescono solo parzialmente a risolvere questa ambivalenza reprimendo il risentimento e assumendo un comportamento iper-conforme. Il loro auto-limitarsi disciplinato controlla le loro emozioni intense e nascoste di opposizione e centrate su se stessi. La rabbia potente che è in agguato dietro un'apparenza di decoro e autocontrollo di quando in quando irrompe nei loro comportamenti (Millon & Davis, Clarkin & Lenzenweger, editors, 1996). Richards (1993) suggerisce che si possono comportare e lo faranno in maniera passivo-aggressiva, sono semplicemente più bravi a nascondere la rabbia dietro un comportamento arrendevole rispetto agli individui con disturbo di personalità passivo-aggressiva. Eppure, per la maggior parte, gli individui con OCPD tengono legati i loro stimoli ribelli e di opposizione e si difendono da un comportamento di rottura attraverso una conformità eccessiva e una chiara tendenza alla sottomissione. Manifestano una straordinaria coerenza; mostrano un'uniformità rigida e invariabile in tutte le situazioni significative. Essi non solo seguono le regole, ma le difendono. Di conseguenza, possono essere considerati dagli altri persone moraliste e che pensano di essere sempre nel giusto.
Gli individui con OCPD sono eccessivamente devoti al lavoro e alla produttività. Oldham che investono tutte le loro energie nel lavoro - poi diventano nervosi, tesi, ansiosi e si sentono sopraffatti dalla mole di lavoro che devono fare. Le persone affette da OCPD mantengono il controllo delle loro esigenze professionali con l'attenzione alle regole, ai dettagli, alle procedure e ai tempi di lavoro. Purtroppo, possono essere così fissati su dettagli banali da perdere il senso principale dell'attività. Sono estremamente attenti e inclini alla ripetizione. Restano inconsapevoli che gli altri sono infastiditi per i ritardi e gli inconvenienti che risultano dal loro comportamento. Possono distribuire il tempo in modo impreciso, lasciando i compiti più importanti all'ultimo momento. Il loro perfezionismo è causa di disagio significativo per loro. Possono impegnarsi così tanto a fare tutto perfetto che sono incapaci di completare progetti importanti. Eppure, sono riluttanti a delegare i compiti. Insistono con ostinazione che le cose vengano fatte a modo loro. Danno istruzioni dettagliate su come andrebbero fatte le cose e sono sorpresi ed irritati quando gli altri suggeriscono alternative creative. Possono rifiutare l'aiuto, anche quando ce n'è bisogno, perché credono che nessun altro possa fare bene quella cosa. Altri diventano frustrati dalla loro stessa rigidità. Le persone affette da OCPD spesso rifiutano di stare a compromessi anche quando riconoscono che è nel loro interesse - solo per questioni di principio (DSM-IV, 1994.).
Le persone affette da OCPD possono avere performance mediocri in situazioni che richiedono qualcosa di più della pianificazione attenta o dell'attenzione al dettaglio. Queste situazioni suscitano la paura che i loro sforzi non saranno accettabili per se stessi o per gli altri. Sono anche intolleranti rispetto alle situazioni che sembrano così carenti di struttura che il loro bisogno di controllo e ordine li porterà a sentirsi piuttosto a disagio. Possono trovare nicchie sicure nelle strutture burocratiche dove le linee di autorità sono chiare. Sono inclini a imporre molti limiti agli altri; sono perfezionisti e disciplinati; sono duri con se stessi e con gli altri quando gli standard ideali non sono rispettati. Sono di solito attenti alle formalità e alla correttezza; il loro stile è controllato e manca di fiducia e varietà (Richards, 1993).
Per gli individui con OCPD anche le ferie o le attività di divertimento, se si impegnano in esse, sono compiti seri che richiedono pianificazione e organizzazione. Spesso, se vanno in vacanza, questi individui si portano dietro il lavoro così da non perdere tempo (DSM-IV, 1994,).
Gli individui affetti da OCPD hanno la tendenza a tenere tutto. Si tengono stretti ciò che possiedono e considerano uno spreco buttare gli oggetti. Questi individui accumulano e proteggono i loro averi contro tutte le intrusioni anche se gli altri significativi si lamentano dello spazio che viene preso da tutto ciò che è stato accumulato. Sentendosi privati di tanti desideri da bambini, proteggono ciò che hanno ottenuto da adulti. Ciò risulta in un comportamento avaro, non tendente a dare e non generoso. Possono vivere al di sotto delle loro possibilità così che le spese possono essere controllate per far fronte a qualunque sfortuna futura (DSM-IV, 1994) (Millon, 1981, p. 229).
Problemi affettivi
Nonostante le loro difese elaborate, gli individui affetti da OCPD tendono ad avere uno degli stili di personalità più problematici in termini di sintomi psichiatrici. La loro organizzazione cognitiva e comportamentale li rende soggetti all'intera gamma dei disturbi affettivi. Sono ossessionati dal loro stesso esigere degli standard e dalle alte aspettative che percepiscono da parte degli altri (Millon, 1996). sono soggetti a disagio in situazioni in cui non sono in grado di mantenere il controllo del loro ambiente fisico e interpersonale. Anche se si trovano in un ambiente benevolo e accettante, rovinano le loro possibilità di essere soddisfatti o semplicemente sono incapaci di provare soddisfazione. Sono assillati da un grave conflitto interiore che non riescono a sfuggire o a risolvere. Credono di dover trovare un posto nella società che sia giudicato dagli altri di responsabilità e produttivo; d'altra parte, più si adattano, più si sentono arrabbiati e pieni di risentimento (Millon, 1981, p. 216). La loro rabbia viene spesso espressa in modo indiretto, qualche volta con brontolamenti (DSM-IV, 1994, p. 671).
Gli individui affetti da OCPD vanno avanti ogni giorno seguendo in modo meticoloso la loro routine. La rigidità del loro comportamento è necessaria se devono controllare efficacemente il loro antagonismo sottostante. Se deviano dall'assoluta aderenza alle regole e ai regolamenti, la loro rabbia può scoppiare in modo incontrollato e rischiano di esporre agli altri il risentimento che in realtà provano (Millon, 1981, p. 218). Richards (1993, p. 255) suggerisce inoltre che le persone con OCPD sono frenate a livello emotivo perché temono uno scoppio incontrollato della loro stessa aggressività - che porti al rifiuto da parte degli altri significativi. McWilliams (1994, p. 282) crede che il conflitto affettivo di base nell'OCPD sia tra la rabbia e la paura - rabbia di essere controllati e paura di essere puniti.
Sperry (1995, p. 138) descrive lo stile emotivo del OCPD come severo arrabbiato, frustrato e irritabile. Gli individui affetti da OCPD sono tendenti alla depressione, specialmente quando invecchiano (Frances, et.al., 1995, p. 379). Millon (1996, pp. 205-207) inoltre nota che gli individui con OCPD sono soggetti alla depressione maggiore più avanti negli anni. Questi individui, che sono coscienziosi, grandi lavoratori e ben integrati nella società, sono vulnerabili alla perdita; sono fortemente consapevoli delle loro abilità in declino e della loro diminuzione di produttività con l'aumento dell'età. Rispondono a questi cambiamenti con pensieri autopunitivi e autodenigratori. Quando affrontano gli ultimi anni della loro carriera o si avvicinano alla pensione, si trovano davanti alla consapevolezza che non raggiungeranno tutti gli obiettivi della loro vita e non rispetteranno tutti gli standard di eccellenza. Un altro problema potenziale dell'insorgenza tardiva della depressione per gli individui con OCPD è il senso di vuoto della loro esistenza dopo aver dato così tanto di loro stessi alla loro rigida conformità. La depressione maggiore negli individui affetti da OCPD tende ad avere una qualità agitata e apprensiva.
Gli individui affetti da OCPD sono anche piuttosto soggetti all'ansia. Temono di fare errori e di affrontare la punizione per il fatto di essere meno che perfetti. Sembra che abbiano imparato che esiste una sfera di condotta accettabile sancita da regole ma limitata. Benjamin (1993, pp. 246-251) suggerisce che la storia di sviluppo del OCPD può aver compreso costanti obblighi di fare le cose in modo corretto e di seguire le regole, a prescindere dal costo personale. Da bambini, gli individui con OCPD sono stati puniti per i loro fallimenti e gli sono stati dati pochi o nessun premio per i successi. Il più che potevano sperare era evitare la critica o la punizione. Era un ambiente con poco calore; l'enfasi era sul controllo. Da adulti, questi individui hanno imparato a ridurre il livello di ansia incorporando questo controllo. Essi limitano le loro attività a quelle che sono permesse dagli altri più forti e che in potenza li possono rifiutare. Essi aderiscono attentamente alle regole in modo da non assumere un comportamento inaccettabile (Millon & Davis, Clarkin & Lenzenweger, editors, 1996, p. 299). Parte della ragione per cui attività o situazioni non strutturate provocano così tanta ansia negli individui affetti da OCPD è la mancanza della sicurezza che comporta la non conoscenza delle regole di condotta o di quale comportamento assicura la sicurezza.
Strutture di difesa
Le difese nel OCPD sono l'intellettualizzazione, l'isolamento dell'affetto, il disfacimento (undoing), la formazione reattiva, lo spostamento e la regressione. Queste difese sono utilizzate per controllare l'ansia a tutti i costi con l'alto prezzo della costrizione personale (McCullough & Maltsberger, Gabbard & Atkinson, editors, 1996, p. 1001). Questo permette agli individui affetti da OCPD di apparire decisi e padroni di sé. Comunque, devono gestire la confusione interiore della loro lotta non risolta tra l'obbedienza e la provocazione, che minaccia di scombussolare l'equilibrio che hanno così attentamente sviluppato. Devono controllarsi sia contro lo scoppio esterno della loro rabbia e l'esplosione interiore di emozioni e impulsi.
L'espressione esteriore di ostilità e aggressività può essere gestita trovando e alleandosi con figure di autorità punitive. Gli individui affetti da OCPD usano una strategia di premiare e di garantire sicurezza a coloro che hanno potere per guadagnare il loro rispetto e la loro protezione. Poi possono giustificare lo sfogo dei loro impulsi ostili sui subordinati e ottenere sostegno dalle autorità allo stesso tempo. Molta della moralità farisaica riflette lo stesso processo. Questi individui fanno anche uso del "disfacimento" come mezzo per espiare un comportamento inaccettabile e tornare nella benevolenza di coloro che sono in posizione di autorità. [Il disfacimento è la difesa per definizione degli individui con OCPD; essi disfano con azioni che hanno un significato inconscio di riparazione e/o protezione magica (McWilliams, 1994, p. 284).] Nondimeno, la conformità e il rispetto delle regole sociali sono facciate per evitare la disapprovazione e la punizione. Interiormente, questi individui rimangono provocatori.
Gli impulsi interiori sono controllati tramite l'uso di identificazione e sublimazione. La sublimazione permette che l'ostilità inaccettabile sia espressa in modi socialmente accettabile con professioni quali il giudice, l'ufficiale di polizia, il soldato o il chirurgo. Gli individui affetti da OCPD possono anche essere genitori molto severi e tendenti al controllo come modo di camuffare la loro ostilità.
Tenere sotto controllo gli impulsi ostili può anche essere attuato con l'utilizzo della formazione reattiva e dell'isolamento. Il comportamento ingraziante e ossequioso nel OCPD, quando gli altri sono normalmente frustrati e arrabbiati, può essere ricondotto a una formazione reattiva ai loro bisogni di ribellione. Bloccano così fortemente la loro tendenza alla sfida e la loro rabbia, tanto che emerge il comportamento opposto. Gli individui affetti da OCPD settorializzano o isolano la loro risposta emotiva alle situazioni. Bloccano o neutralizzano risposte che li imbarazzerebbero o susciterebbero disapprovazione da parte degli altri (Millon, 1981, pp. 217-228).
Gli individui affetti da OCPD cercano di non riconoscere la contraddizione tra i loro impulsi e i loro comportamenti. Fanno ciò limitando la loro consapevolezza di sé ed evitando l'introspezione. Non solo essi accettano le richieste e le aspettative basate sull'autorità; credono che siano giuste. Ciò può spesso portare a questi individui l'encomio e il supporto istituzionale. Questi premi servono a rinforzare la loro propensione all'autocompiacimento e all'obbedienza (Millon, 1981, p. 226).
Stone (1993, p. 347) nota che gli individui affetti da OCPD vivono nel futuro (in paragone agli individui del Gruppo B che vivono per la maggior parte nel presente). Sono ossessionati dalla previsione di tutti i pericoli e dei possibili errori. Il loro comportamento ha la qualità difensiva di tener lontana la rabbia delle figure genitoriali o di autorità controllando più volte che non siano fatti errori (Stone, 1993, p. 347).
Ci sono molti operatori che si appoggiano agli stessi modelli difensivi degli individui con OCPD. Danno anche troppo valore all'ordine e alla correttezza. Senza la consapevolezza di ciò da parte dell'operatore, è probabile che colludano con le difese del cliente affetto da OCPD; questo è un problema comune e impoverisce sempre la terapia (McCullough & Maltsberger, Gabbard & Atkinson, editors, 1996, p. 1002).
Trattare il disturbo di personalità ossessivo-compulsivo
Il disturbo di personalità ossessivo-compulsivo in terapia
Gli individui affetti da OCPD spesso arrivano in terapia perché le loro abilità produttive o cognitive stanno diminuendo. Si lamentano della depressione e di un'incapacità di essere produttivi. Questi individui sono particolarmente sensibili ai cambiamenti naturali delle capacità cognitive dovuti alla normale età che avanza (Turkat, 1990, p. 85). Un'altra ragione per cui gli individui con OCPD entrano in terapia ha a che fare con le difficoltà psicologiche. Fanno di frequente esperienza di disturbi psicosomatici causati dai problemi che hanno quando devono scaricare la tensione. Possono anche fare esperienza di gravi forme di ansia, immobilità, impotenza e fatica eccessiva (Millon, 1981, pp. 242-243). Un terzo motivo per cui questi individui entrano in terapia è il risultato della preoccupazione di qualcun altro per il loro comportamento. Per esempio, possono aver ricevuto una valutazione negativa di una performance sul lavoro perché stanno mostrando difficoltà nel rapporto con gli altri. Le difficoltà interpersonali per le persone affette da OCPD sono collegate al loro non riuscire ad afferrare l'impatto del loro proprio comportamento. Sono piuttosto inetti a leggere le emozioni delle altre persone e a fare esperienza e a capire le proprie. Di solito negano di avere problemi con gli altri sul lavoro e considerano che il supervisore abbia mosso false accuse (Turkat, 1990, p. 85).
Inizialmente, i clienti affetti da OCPD sembrano essere cooperativi. Sono gentili, non emotivi, razionali e orientati al dettaglio (Turkat, 1990, p. 84).Questi individui vorranno rimettersi agli operatori ed essere clienti perfetti (Benjamin, 1993, p. 260). Saranno seri, coscienziosi, onesti, motivati e impegnati. Nel tempo, comunque, diventerà evidente che sono propensi ad essere coscientemente conformi e inconsciamente in opposizione (McWilliams, 1994, p. 292). E' probabile che ripetano i loro conflitti con l'obbedienza e la sfida all'interno del setting della terapia come nelle altre aree della loro vita.
Problemi Farmacologici
In genere, i sintomi del OCPD non rispondono ai farmaci (McCullough & Maltsberger, Gabbard & Atkinson, editors, 1996, pp. 999-1000). Fin qui sono stati citati solo farmaci per i sintomi concorrenti di Asse I (Sperry, 1995, p. 152). Farmaci utili al disturbo ossessivo-compulsivo, per esempio la clomipramina, è improbabile che diano benefici agli individui con OCPD (Janicak, et.al, 1993, p. 519). Anche se il farmaco viene provato, gli individui affetti da OCPD possono avere delle difficoltà ad adattarvisi, per la loro paura di perdita di controllo. In alternativa, possono sviluppare aspettative non realistiche riguardo al farmaco (Ellison & Adler, ed., 1990, p. 59). Nel complesso, la terapia è il trattamento di preferenza per il OCPD (McCullough & Maltsberger, Gabbard & Atkinson, editors, 1996, pp. 999-1000) (Sperry, 1995, p. 152).
Comunque, se la lotta senza sosta con la tensione, le difficoltà interpersonali e il terrore cronico del futuro hanno avuto come risultato sintomi depressivi, farmaci antidepressivi possono fare la differenza. Se gli individui affetti da OCPD possono essere meno tesi fisicamente e psicologicamente, possono essere in grado di focalizzarsi con maggior lucidità sui problemi della terapia.
Linee guida per gli operatori
La prima regola di terapia per gli operatori che lavorano con clienti affetti da OCPD è una normale gentilezza. Questi individui sono abituati ad essere esasperanti con gli altri senza comprendere pienamente il perché (McWilliams, 1994, p. 294). Lavorare con loro può essere molto noioso. E' probabile che si impegnino in lunghi monologhi di auto-giustificazione, obiettivi e ambizioni superiori, e nelle ragioni per cui i membri della famiglia, gli altri intimi e i subordinati sul lavoro debbano essere rigidamente controllati (Stone, 1993, p. 348). Il discorso teso, controllato negli affetti e orientato al dettaglio degli individui affetti da OCPD deve incontrarsi con la pazienza, la tolleranza e l'abilità di ascoltare senza perdersi in fantasticherie personali. La noia dell'operatore può essere gestita, fino a un certo punto, ascoltando le modalità del comportamento, gli atteggiamenti e le credenze che sono coerenti nelle varie situazioni e relazioni descritte dai clienti con OCPD. Non è bene ignorare, non importa con quanta gentilezza, materiale che queste persone considerano importante in uno sforzo di procedere nei problemi affettivi. La loro attenzione è più di tipo affaristico e focalizzata al problema; non sono a loro agio con l'enfasi sul sostegno emotivo e sulle relazioni (Beck & Freeman, 1990, p. 321). La pressione a focalizzarsi o a fare esperienza di emozioni in modo prematuro è estranea ed estraniante..
Fare attenzione che gli individui affetti da OCPD non diventino clienti coscienziosi, cioè che si accostino alla terapia come a un compito che deve essere fatto con attenzione con un duro lavoro e un'attenta adesione alle regole di base del discorso onesto. Ciò può risultare in un'apertura di sé inibita che è determinata da ciò che questi individui credono ci si aspetti da loro. La loro arrendevolezza studiata e la loro mancanza di autenticità deve essere trattata in modo diretto; la terapia non è una serie di doveri che devono essere seguiti senza deviazione. E' in modo più naturale un processo che si dispiega che enfatizza l'esperienza personale e l'espressione autentica del sé (McCann, Retzlaff, ed., 1995, p. 149). Comunque, tenere a mente che i clienti affetti da OCPD che portano dentro la terapia la loro tenace persistenza e il loro essere orientati a un compito sono spesso capaci di stare nel processo terapeutico, sviluppare una buona alleanza terapeutica e godere buoni risultati (Stone, 1993, p. 350). Il successo del processo di terapia con questi individui è una questione che implica la gestione delle loro difese inibitorie, l'utilizzo delle loro forze, il supporto delle loro intenzioni coscienziose e la loro accettazione nonostante il loro comportamento interpersonale problematico. Gli individui affetti da OCPD in genere non ispirano calore nelle persone che stanno loro intorno, compresi gli operatori. Il loro comportamento arrogante, polemico e auto-giustificante può farli sembrare più forti e più duri di quello che in realtà sono. E' importante ricordare che la loro struttura di difesa copre la loro vulnerabilità alla vergogna, all'umiliazione e al terrore.
Problemi di transfert e controtransfert
Gli individui affetti da OCPD tendono ad essere buoni clienti; sono seri, coscienziosi, onesti, motivati e lavorano molto. Comunque, tendono anche ad essere coscientemente arrendevoli e inconsciamente in opposizione. La combinazione della sottomissione conscia eccessiva e della potente provocazione inconscia può essere esasperante e il controtransfert è di solito un'impazienza annoiata. I clienti affetti da OCPD possono anche emanare un'atmosfera di velata critica che ha il potenziale di minare l'operatore. (McWilliams, 1994, p. 294). Questi individui possono sentirsi autenticamente grati agli operatori efficaci, ma sotto la loro gratitudine c'è uno strato di ostilità o aggressività che può stimolare l'aggressività stessa dell'operatore (Richards, 1993, p. 258).
Gli operatori che hanno bisogno di sentirsi connessi emotivamente coi loro clienti possono focalizzarsi ed essere irritati dalle difese dell'individuo con OCPD - e non riuscire a riconoscere il dolore emotivo sottostante a queste difese. Se gli operatori diventano abbastanza irritati, possono tentare di nascondere la loro rabbia e la loro irritazione con una preoccupazione positiva per i clienti con OCPD, cioè usando le loro stesse difese di formazione reattiva e facendo da specchio al modello di difesa del OCPD. Inoltre, il bisogno compulsivo di questi clienti di essere dei buoni clienti si può unire al bisogno degli operatori di essere buoni professionisti (Kubacki & Smith, Retzlaff, ed., 1995, pp. 174-175).
Poichè non è molto divertente lavorare coi clienti affetti da OCPD, in particolare se hanno tratti passivo-aggressivi, essi possono evocare problemi di controtransfert di:
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adozione di un modo di relazionarsi di routine,non creativo da parte degli operatori;
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accettazione e rispecchiamento del modo stereotipato di presentarsi che ha il cliente;
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irritazione, noia, e affaticamento;
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esasperazione e bisogno di una maggior dipendenza da parte del cliente; e
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frustrazione e sensazione di esasperazione per la tendenza di questi individui a ripetere gli argomenti.
Queste preoccupazioni possono portare a un punto morto della terapia e devono essere trattate in modo diretto (Richards, 1993, p. 258) (Stone, 1993, p. 350) (Beck & Freeman, 1990, pp. 321-322) (Kantor, 1992, p. 69). Gli operatori devono aiutare i clienti con OCPD a utilizzare il tempo della terapia in modo vantaggioso. Comunque, se la noia e la frustrazione diventano una cosa troppo grande da gestire per gli operatori, ciò dovrebbe essere affrontato attraverso una supervisione o un consulto. Questi clienti non diventeranno divertenti nella presentazione di se stessi e non sono tenuti a rendere un gruppo o una sessione individuale più vivace per gli operatori.
Tecniche di terapia
Zimmerman (1994, pp. 113-115) suggerisce le seguenti domande nell'esame degli individui con OCPD:
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Ti è stato detto che passi troppo tempo a fare liste e programmi? Pensi che sia vero?
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Quando c'è qualcosa che devi fare, occupi molto tempo a organizzarti tanto che hai problemi a finirla in tempo?
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Sei stato così preso dai dettagli più piccoli in ciò che facevi che hai perso di vista la cosa più grande in cui eri coinvolto?
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Ti descriveresti un perfezionista? E gli altri (come ti descriverebbero)?
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Ti è mai capitato di non riuscire a completare un progetto in tempo per i tuoi standard alti per quel progetto?
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Ti definiresti un maniaco del lavoro? E gli altri? Se è così, passi molto tempo a lavorare da avere poco tempo per la tua famiglia, i tuoi amici e gli svaghi?
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Fai fatica a prendere ferie perché pensi di rimanere indietro nel lavoro?
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Quante ore alla settimana lavori?
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Lavoreresti lo stesso numero di ore se potessi prendere lo stesso stipendio in meno ore?
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Hai un forte senso dei valori etici e morali? Pensi che sei più preoccupato dell'etica e dei valori rispetto alle altre persone?
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Ti preoccupi di poter fare qualcosa di immorale e non etico?
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Trovi difficile buttare via le cose anche se sono vecchie e logore?
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E' ma i successo che qualcuno si è lamentato di tutte le cose che tieni?
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Fai i lavori da solo perché nessun altro li farebbe nel modo che ti soddisfa?
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Ti accolli responsabilità di altre persone per assicurarti che le cose siano fatte bene?
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Come ti trovi a spendere i soldi per te stesso? Per gli altri?
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Risparmi quanto possibile per problemi futuri?
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Gli altri ti definiscono testardo?
Nella terapia, i clienti affetti da OCPD sono più a loro agio quando l'interazione è organizzata, orientata al dettaglio e non emotiva (Turkat, 1990, p. 85). Questi individui avranno difficoltà in una terapia che esplora problemi emotivi e il loro legame coi comportamenti. E' più facile che rispondano ad esercizi per l'autocontrollo o per la gestione affettiva. Seguiranno in modo diligente le indicazioni se c'è la possibilità di un aumento del controllo del disagio emotivo. Daranno valore a esercizi che permettono loro di riconoscere i primi stadi del disagio emotivo e come migliorare le strategie per evitare la perdita improvvisa ed estrema del controllo emotivo (Donat, Retzlaff, ed., 1995, p. 54).
I trattamenti brevi possono essere vantaggiosi nell'aiutare i clienti affetti da OCPD nelle crisi. Obiettivi specifici, focalizzati per aiutare questi individui ad adattarsi al cambiamento possono essere portati avanti in un numero limitato di sessioni. La convalida delle emozioni aiuterà i clienti con OCPD a sentirsi sollevati da colpe, dal dubbio di sé e dalla paura. Il confronto con le difese del OCPD può essere svolto più efficacemente in una terapia di gruppo. Questi clienti possono coinvolgersi in lotte di potere all'interno delle sessioni individuali [la loro preoccupazione per i dettagli e il bisogno di controllo può portare a un conflitto infinito sulle parole, sui problemi e su chi comanda (Sperry, 1995, p. 144)]. I gruppi possono diluire questa inclinazione. Il processo di gruppo inoltre permette ai clienti affetti da OCPD di sviluppare la fiducia in molte persone (McCullough & Maltsberger, Gabbard & Atkinson, editors, 1996, p. 1000).
La terapia del OCPD è organizzata intorno a tre considerazioni di base: 1) attenzione alle difese; 2) ammorbidire e modificare la rigidità del superego; e 3) identificazione e lavoro attraverso i conflitti inconsci che generano i sintomi (McCullough & Maltsberger, Gabbard & Atkinson, editors, 1996, p. 1001). La terapia deve trovare un modo per contrastare la tendenza all'indecisione del OCPD, le ruminazioni e la soppressione di emozioni. Metodi di problem-solving possono essere utili (Stone, 1993, p. 349).
I clienti affetti da OCPD possono non trarre vantaggi da terapie familiari. Sono inclini ad allearsi con gli operatori e incontrano difficoltà a entrare nel ruolo di cliente. Fanno anche esperienza di ansia estrema se sono forzati a lasciar andare le loro difese ed esporre le loro emozioni agli altri significativi (Millon, 1981, p. 243). McWilliams (1994, p. 297) di fatto suggerisce che i clienti con OCPD, grazie all'incoraggiamento, possono andare al di là dell'identificazione dell'affetto fino a godere dell'esperienza delle loro emozioni.
La terapia interpersonale del disturbo ossessivo-compulsivo si focalizza sulla costruzione della forza dell'ego necessaria per riconoscere situazioni che fanno scaturire modelli regressivi. Cinque categorie di risposta terapeutica nel modello interpersonale sono: facilitare la collaborazione, aiutare gli individui a imparare le modalità del comportamento regressivo, insegnare loro a bloccare modelli maladattivi, abilitare la volontà al cambiamento e insegnare nuovi modelli (Benjamin, 1993, p. 132). Benjamin (Clarkin & Lenzenweger, editors, 1996, p. 210) inoltre suggerisce che i clienti affetti da OCPD debbano essere aiutati a:
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· ripensare alla definizione di sé;
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· esplorare i legami dei modelli di problemi attuali e del primo apprendimento;
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· guardare alla potenziale violenza o all'abuso;
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· differenziarsi dai genitori che li hanno maltrattati (alterando il discorso su di sé e imparando risposte costruttive alternative); e
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· imparare alternative più morbide di risposta agli altri.
Obiettivi della terapia
La terapia per i clienti affetti da OCPD dovrà rivolgersi al problema del controllo. Per un cambiamento significativo, questi individui devono sviluppare una tolleranza per:
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· la loro stessa vulnerabilità emotiva;
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· la mancanza di controllo sulle persone e sulle situazioni; e
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· la presenza del caso, dell'incertezza e della non permanenza nella loro vita.
Queste aree del vivere non possono essere eliminate controllandole, o non ci si può difendere contro di esse o non possono essere dissolte nella droga di preferenza.
La terapia cognitiva nota tre schemi maladattivi nel OCPD: il perfezionismo, il bisogno di certezza e la credenza che ci sia una soluzione assolutamente corretta per i problemi (Sperry, 1995, p. 141). Gli obiettivi della terapia in relazione a questi problemi includerebbero una maggiore autoaccettazione e la tolleranza per l'incertezza e l'ambiguità. Un obiettivo primario della terapia per gli individui con OCPD sarebbe aumentare la loro capacità e abilità di assumere un ruolo più proattivo (meno reattivo) per gestire le cose della vita (Millon & Davis, Clarkin & Lenzenweger, editors, 1996, p. 338).
Gli obiettivi della terapia devono permettere l'accettazione dello stile e del temperamento della personalità di base degli individui affetti da OCPD. Se la personalità può essere modificata nella terapia, di rado viene trasformata. Non di meno, l'autonomia e l'autostima realistica possono essere allargate anche se i conflitti e le difese del OCPD rimangono attive (McWilliams, 1994, p. 148). Oldham (1990, p. 5) sostiene che gli stili di personalità sono versioni non patologiche dei disturbi di personalità. Lo stile di personalità è un principio di organizzazione dell'individuo. E' la gestione ordinata degli attributi, dei pensieri, delle emozioni, degli atteggiamenti, dei comportamenti e dei meccanismi di adattamento (coping). E' il modello distintivo del modo di pensare, di sentire e di comportarsi di una persona (Oldham, 1990, p. 15).
Per gli individui affetti da OCPD uno spostamento più adattivo verso uno stile di personalità avrebbe come risultato una riduzione di tensione interpersonale, dei sintomi secondari alla tensione, della depressione e della paura per il futuro Oldham (1990, p. 57) propone nove tratti e comportamenti dello stile di personalità coscienzioso( (la versione non disordinata del OCPD). Questi individui
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·sono gran lavoratori,
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· abbracciano principi morali forti,
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·anno le cose nel modo "giusto",
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· inclini al perfezionismo,
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·mostrano amore per il dettaglio,
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sono ordinati,
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sono pragmatici, pratici e con un approccio che non accetta il nonsense nelle situazioni,
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·sono prudenti, parsimoniosi, attenti e cauti, e
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·tendono ad accumulare e conservare i beni.
Gli individui coscienziosi hanno un'autorità interiore forte ed esigente; hanno un'auto-disciplina eccellente. In genere sono riservati. L'intimità non gli riesce facile. A loro piace avere gente intorno, ma mantengono una distanza emotiva. Gli individui coscienziosi possono sembrare troppo cauti, e non generosi; non di meno, sono capaci di essere devoti, stabili a livello emotivo e affidabili (Oldham, 1990, p. 66). Il problema significativo è che gli individui possono diventare una versione più adattiva di se stessi. Non hanno bisogno, e nemmeno lo raggiungono, un cambiamento così estremo da trasformarsi in un altro stile di personalità.
Trattare il disturbo di personalità ossessivo-compulsivo nelle dipendenze
Gruppo C: Incidenza di disturbi co-occorrenti da abuso di sostanze
Il Gruppo C ha un'alta incidenza di disturbi co-occorrenti da abuso di sostanze, anche se non così alta come nel Gruppo B (Nace, O'Connell).
Gli individui con disturbi di personalità, a causa dei loro frequenti fallimenti nell'autoregolazione, hanno una tendenza più alta a fare uso di droghe e alcol come soluzioni alternative ai problemi della vita. Questo fallimento di autoregolazione e un adattamento difettoso agli stressori normali può solitamente essere attribuito a delle carenze o dei disturbi della personalità (Richards, 1993). Come ha detto Freud, le sostanze intossicanti tengono distante la tristezza e danno un livello di indipendenza dal mondo esterno fortemente desiderato. Con l'aiuto della droga, chiunque può ritirarsi dalle pressioni della realtà e trovare rifugio in un mondo suo proprio (Khantzian, Halliday, & McAuliffe, 1990, pagina di apertura). Per gli individui affetti da OCPD, il comportamento dipendente o compulsivo può essere un tentativo di manipolare lo sconforto interno e le emozioni negative mentre si continua ad aderire a rigidi modelli per far fronte alla realtà esterna. L'uso di droga e di alcol può essere un mezzo per gestire l'impatto della tensione e dello stress psicologico che gli individui con OCPD si trovano a vivere nel corso della vita quotidiana.
Gli individui con OCPD possono avere qualche protezione contro la dipendenza da droga o alcol a causa del potenziale di perdita di controllo che è insito nell'intossicazione, nella dipendenza e nel ritiro. Sono anche poco propensi ad assumere atteggiamenti illegali e ad alto rischio che sono legati all'uso delle droghe di strada. D'altra parte, i comportamenti compulsivi possono diventare gravemente deleteri e dar luogo a gravi conseguenze negative. Quasi per definizione, questi individui sono soggetti ad essere maniaci del lavoro. Sono anche comuni comportamenti compulsivi collegati al denaro e al sesso, per esempio accumulare cose, cercare ribassi, uso compulsivo di telefoni erotici etc.
Droghe di preferenza per il disturbo di personalità ossessivo-compulsivo
Milkman & Sunderwirth (1987,) propongono che la droga di preferenza è per chiunque un meccanismo farmacologico di difesa; viene scelta in base a come ben si adatta al normale stile di vita degli individui e a come sostiene in maniera efficace modelli già stabiliti per gestire le minacce psicologiche. Richards (1993) suggerisce che gli individui affetti da OCPD rispondono positivamente al sollievo che viene loro offerto dalle droghe, nello stato psicologico e fisiologico sovraccaricato (e conflittuale) in cui si trovano. Droga e alcol possono facilmente accelerare la dipendenza per questi individui perché acquisiscono abitudini croniche con un piccolo sforzo. La funzione della dipendenza nel OCPD è normalmente quella di fuga/evitamento o modulazione di manifestazioni dolorose. La droga di preferenza è in primo luogo l'alcol o un farmaco prescritto perché queste sostanze non comportano i rischi intrinseci dell'uso illegale di droga.
Gli individui affetti da OCPD possono essere attirati dalla droga che migliora le loro prestazioni sul lavoro. Possono cercare stimolanti CNS per aumentare la stamina e la capacità di produttività sostenuta. Se possono scherzare sull'uso eccessivo della caffeina, possono ben essere attratti da stimolanti più forti, come le amfetamine, in periodi di stress o quando la caffeina non ha la forza sufficiente per dar loro la spinta di cui credono di aver bisogno.
Terapia di diagnosi duale per il disturbo di personalità ossessivo-compulsivo
Richards suggerisce che i fallimenti della terapia per la diagnosi duale sono spesso una conseguenza della mancata considerazione della funzione della dipendenza, compresa quella dalle droghe di preferenza, all'interno del contesto di psicopatologia dominante nell'individuo. La terapia di diagnosi duale deve prevedere il riconoscimento dei bisogni, dei comportamenti e degli atteggiamenti che incoraggiano un comportamento di dipendenza. Specificamente, devono essere appresi nuovi modi per gestire l'impulsività e le sensazioni di tensione, paura, terrore e rabbia, oltre alla compulsività propri del OCPD.. Peele crede che nessuna sostanza o comportamento dà dipendenza di per sé. Semmai, le persone diventano dipendenti per una combinazione di fattori sociali, culturali, situazionali, di personalità e di sviluppo. Inoltre, suggerisce che a meno che non venga considerata l'intera gamma dei comportamenti di dipendenza che ci sono nella vita di una persona, per esempio sostanze usate e comportamenti compulsivi delineati, il livello reale di dipendenza non si conosce completamente. (Peele, 1985, p. 103). Hoskins (1989) propone che le dipendenze si formano in complessi in cui ogni dipendenza rinforza le altre. Le persone di solito sono d'accordo a provare il recupero quando non riescono a mantenere tre o più opzioni di dipendenza nella loro vita.
Nel valutare la dipendenza negli individui con OCPD è importante accertare se l'uso di sostanze o i comportamenti compulsivi supportano una compartimentazione consolidando le difese (fuga/evitamento o modulazione degli affetti) o se offrono uno sfogo per l'espressione di aspetti inaccettabili del sé (facilitazione).Gli individui affetti da OCPD tendono ad avere espressioni smorzate di dipendenza in contrasto con altri individui con personalità disturbata. Possono restare dipendenti funzionali per lunghi periodi di tempo. Con una dipendenza grave, si vedono gli estremi delle personalità antisociale e dipendente negli individui con disturbo di personalità ossessivo-compulsivo, con una grandiosità aggressiva che si alterna ad umiliazione intensa, vergogna e senso di colpa (Richards, 1993, pp. 256-257).
Si ha raramente bisogno di interventi per gli individui dipendenti affetti da OCPD. Il rinvio da parte di una figura di autorità, cioè un datore di lavoro o un medico, è spesso sufficiente per spingerli a cercare una terapia AOD. Dovessero cadere o ricadere, gli individui affetti da OCPD possono sentirsi sopraffatti dal senso di colpa. A causa dell'intensità della loro colpa, sono soggetti a una completa perdita di controllo e avranno bisogno di un sostegno considerevole (Richards, 1993, p. 258).
Nella terapia, gli individui affetti da OCPD sono bravi a seguire i consigli, ad accettare le linee guida e a rispondere positivamente agli sforzi programmatici che richiedono prendere appunti, misurazioni e passi o sequenze precise. La psicoeducazione (per entrambi i problemi di personalità e la droga) è importante per questi individui per evitare uno stimolo di resistenza (Richards, 1993, p. 257). E' probabile che frequentino gli Incontri dei 12 passi quando viene loro chiesto di farlo. Comunque, gli operatori dovrebbero stare allerta per la notevole capacità che questi individui hanno di evocare fastidio e rifiuto da parte degli altri. Possono aver bisogno di aiuto per imparare a utilizzare bene i gruppi di supporto e a rapportarsi a uno sponsor che sarà tollerante e paziente.
Peele (1985, p. 156) suggerisce che uno stile di vita non dipendente include una consapevolezza (e un'accettazione) che le emozioni negative, i problemi insolubili e un senso di soddisfazione inadeguato non scompariranno mai del tutto. Per muoversi oltre la dipendenza, gli individui devono avere la volontà di tollerare l'incertezza della vita e devono credere che hanno la forza per resistere allo sconforto e per generare delle soddisfazioni positive per se stessi. Questi problemi sono simili alle dinamiche di personalità che in genere stanno di fronte agli individui affetti da OCPD. Il recupero dall'abuso di droga e alcol impegnerà questi clienti in un lavoro che è difficile per loro ma anche importante per migliorare la funzionalità della personalità.
Può essere necessario il confronto ordinario nella terapia per l'abuso di sostanze per sferrare un attacco vincente alla formidabile serie di difese che usano gli individui affetti da OCPD. Comunque, dato il livello di paura e vergogna sottostante alle difese, il supporto che sta dietro al confronto deve essere visibile e affidabile. L'astinenza può essere un prerequisito per la terapia. Queste persone hanno spesso una struttura di difesa così forte che dei limiti fermi sono benefici per il processo di terapia. Sono inoltre abbastanza capaci di seguire le indicazioni e possono ben essere in grado di utilizzare questo aspetto della loro struttura di personalità per facilitare comportamenti di recupero.
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