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il materiale seguente è tratto da http://lnx.sfidabipolare.net/
Gruppo C   Il disturbo di personalità evitante (AvPD)

La prospettiva del disagio

Il manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali, quarta edizione (American Psychiatric Association, 1994, pp. 664-665) descrive il disturbo di personalità evitante come un modello pervasivo di inibizione sociale, sensazioni di inadeguatezza, e ipersensibilità alla valutazione negativa, che comincia dalla prima età adulta e che è presente in una varietà di contesti, come indicato da quattro (o più) dei seguenti:

  • evita attività occupazionali che implicano un contatto interpersonale significativo, per paura delle critiche, delle disapprovazione o del rifiuto;
  • non vuole essere coinvolto con le persone se non è certo di piacere;
  • mostra riservatezza con le relazioni intime per paura di essere svergognato o ridicolizzato;
  • si preoccupa di essere criticato o rifiutato in situazioni sociali;
  • è inibito nelle nuove situazioni interpersonali a causa di sentimenti di inadeguatezza;
  • vede se stesso come socialmente inetto, personalmente non attraente, o inferiore agli altri;
  • è insolitamente riluttante ad assumere rischi personali o ad impegnarsi in qualsiasi attività nuova perché può risultare imbarazzante.

 

La prospettiva dimensionale

Dimensioni

Ecco un profilo ipotetico, in termini del modello dei cinque fattori di personalità, per il disturbo di personalità evitante ( McCrae, 1994):

 

Nevrosi alta

Manifestazioni croniche negative, che includono ansia, paura, tensione, irritabilità, rabbia, abbattimento, disperazione, colpa, vergogna, difficoltà ad inibire gli impulsi: per esempio mangiare, bere, o spendere soldi, credenze irrazionali, per esempio aspettative non realistiche, domande perfezionistiche del sé, pessimismo immotivato, preoccupazioni somatiche infondate, incapacità e dipendenza da altri per avere supporto emotivo e per prendere decisioni.

 

Estroversione bassa

Isolamento sociale, distacco interpersonale, e mancanza di reti di supporto; affettività appiattita, mancanza di gioia e gusto per la vita; riluttanza ad asserire il sé e ad assumere ruoli di leader, anche quando qualificati; inibizione sociale e timidezza.

Apertura alta

Preoccupazione per le fantasie e i sogni ad occhi aperti, mancanza di senso pratico, pensiero eccentrico (ovvero credenza nei fantasmi, nella reincarnazione, negli ufo), identità diffusa e obiettivi che cambiano: per esempio aderire a un culto religioso, suscettibilità agli incubi e agli stati di coscienza alterata, ribellione sociale e non conformità che possono interferire con l'avanzamento sociale e professionale.

Capacità di accordo alta

Credulità, fiducia indiscriminata negli altri, candore e generosità eccessiva a detrimento del proprio interesse; incapacità di far fronte agli altri e di reagire; persona di cui è facile approfittarsi.

Coscienziosità alta

Tendenza a raggiungere risultati troppo alti, assorbimento nel lavoro maniacale, che può causare l'esclusione della famiglia, e degli interessi sociali e personali; compulsività, compresa la pulizia eccessiva, l'ordine e l'attenzione al dettaglio, una auto-disciplina rigida e un'incapacità a mettere da parte i compiti e rilassarsi; mancanza di spontaneità, troppi scrupoli nel comportamento morale.


 

Sistema di valori

Il disturbo di personalità evitante è la rappresentazione tipologica di un particolare sistema di valori patologico(vedi Il resoconto stoico sul perché le persone si comportano male). Le passioni elencate sotto (derivate soprattutto da Beck, Freeman, and associates, pp. 43-44) hanno come loro oggetti quelle cose indifferenti che la personalità evitante tipicamente e scorrettamente giudica buone e cattive. Io farei riferimento alla Psicologia evolutiva e alla Genetica del comportamento per la spiegazione scientifica dell'origine di questi impulsi.

Passioni

Desideri/Passioni

Paure/Angosce

  • Accettazione

  • Essere vicino agli altri

  • Vivere all'altezza del proprio potenziale

  • Intellettuale e professionale

  • Un senso di padronanza che deriva dalla realizzazione

  • Introspezione

  • Sensibilità

  • Troppa consapevolezza dei sentimenti

  • Aspettative basse

  • Rimanere ai margini del gruppo

 

 

 

 

 

  • Rifiuto

  • Essere ferito

  • Non avere successo

  • Essere coinvolti

  • Essere socialmente inetti

  • Essere incompetente nelle situazioni di studio e di lavoro

  • Essere criticati

  • Essere sminuiti

  • Essere trovato non interessante

  • Non valere niente

  • Non essere amabile

  • Sensazioni spiacevoli

  • Fare cose nuove

  • Situazioni spiacevoli

  • Pensieri spiacevoli

  • Essere valutati

  • Essere scoperti come impostori

  • Essere mortificati

  • Attrarre l'attenzione

  • Nuove responsabilità sul lavoro

  • Ricerca del miglioramento

  • Fallimento

  • Rappresaglie

Effetti cognitivi

Credenze di base: posso essere ferito. Strategia: evitamento (Beck, Freeman & associates, pg. 26).

In Terapia cognitiva dei disturbi di personalità, Aaron T. Beck, Arthur Freeman, e compagni elencano le credenze tipiche associate con ogni specifico disturbo di personalità. Ecco alcune credenze tipiche che hanno elencato (pp. 359-360) per il disturbo di personalità evitante:

  • Sono socialmente inetto e socialmente indesiderabile sul lavoro e nelle situazioni sociali;
  • Le altre persone sono potenzialmente critiche, indifferenti, mi sminuiscono o mi rifiutano;
  • Se le persone si avvicinano a me, scopriranno il "vero" me e mi rifiuteranno;
  • Essere presentato come inferiore o inadeguato sarà intollerabile. Dovrei evitare le situazioni spiacevoli a tutti i costi;
  • Le sensazioni spiacevoli aumenteranno e diventeranno fuori controllo
  • Se ignoro un problema, scomparirà. 

Il tipo di personalità sensibile è una rappresentazione non patologica di questa categoria.

Il disturbo di personalità evitante (APD) è considerato un modello di personalità attivo-distaccato, nel senso che gli evitanti evitano le persone di proposito per paura dell'umiliazione e del rifiuto. Si pensa sia un'estensione patologica della sindrome della personalità "normale inibita", che è caratterizzata da una cauta apparenza comportamentale, una timida condotta interpersonale, uno stile cognitivo, un'espressione affettiva disagevole e auto percezione solitaria. (Millon & Everly, 1985). Secondo questo modo di vedere, il modello evitante sembra spaziare in diversi gradi nel continuum sintomatologico da un livello medio a uno estremo. Nei casi medi, si può dire che una persona è normalmente timida, mentre i casi estremi indicano un disturbo di personalità.

Il modello di comportamento evitante, isolato, distante e ipersensibile che caratterizza il disturbo rinforza negativamente l'individuo. Cioè, attraverso comportamenti evitanti, questi individui possono ridurre la possibilità di essere rifiutati e umiliati. Così il comportamento è rinforzato e il disturbo diventa più grave (Millon & Everly).

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