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Rinunciare consapevolmente

Mi imbatto nel tema della rinuncia leggendo questa frase da un catalogo di Monet.
Rinuncio completamente alla lotta e ad ogni speranza di avere successo.
Lettera di Monet a De Bellis, 1879

Com'è per te questa parola?
A cosa sai rinunciare, cosa non saresti disposto a rinunciare, quale desiderio stai lasciando andare?



Non conosco una ricetta buona per tutti e in ogni momento.
Ho rinunciato ad una casa bellissima, per andare a vivere in una che è stata un incubo e ha ingoiato con sè la mia relazione di coppia.
Ho lasciato un lavoro che ho rimpianto per lungo, lungo tempo di nuovo, per amore.
Cioè l'idea dell'amore.

La rinuncia è una scelta, lasciar andare qualcosa in favore di un altra.
Anche quando si rivela un errore, è necessario perdonarci ed andare avanti, in questo mi aiutano le parole di Virginia Satir:

Qualunque cosa sia stata nel passato, è stata il meglio che potevamo fare, perché essa rappresentava il meglio di ciò che sapevamo.
Essa rappresentava il meglio della nostra coscienza,
mano a mano che la nostra coscienza si amplia e noi diventiamo più consapevoli,
entriamo anche più in sintonia con noi stessi e entrando in sintonia con noi stessi,
possiamo entrare in sintonia con gli altri.
1. Dunque smettere di colpevolizzarsi, perché ormai è andata, non ha senso.
Se ti va, leggi pure Superare la delusione

2.   Ha senso invece chiedersi: come farò di diverso la prossima volta?
Cosa ho imparato?
A chi ho dato ascolto e a chi non l'ho prestato?
Cosa ho sottovalutato e cosa sopravvalutato?

Migliorare sempre la propria consapevolezza, l'ascolto interiore, modificare il come.

3. Insistere e non desistere, ma insistere cambiando modalità.
Su questo ci può aiutare la resilienza: riprovarci ancora.


4. Sii consapevole.
Ti è capitato di notare di aver trascurato e lasciato andare le cose che amavi fare, di smettere di coltivare amici ed attività che pure ti erano piaciute a favore del niente?
Ho incontrato tante persone nei miei laboratori, di crescita personale, di pittura emozionale o altre modalità di accesso a sè stessi.
Li ho visti entrare in un luogo e un tempo di scoperta e riflessione, di meditazione ed azione, di recupero della propria autostima e di incontro con le proprie emozioni ed abilità, talenti e relazioni  dove ricrearsi, creare, riconettersi, gioire.

Così come sono entrati, lo hanno abbandonato.
A loro - e a me stessa quando trascuro cose, persone ed attività belle ed importanti per il mio nutrimento- dedico questa frase.
Quando recuperi o scopri qualcosa che nutre la tua anima, abbi abbastanza cura di te stesso da creare spazio per essa nella tua vita. Jean Shinoda Bolen


Altre riflessioni sul tema in questi articoli.

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