Tra Chrònos, Kaìros e il tempo per te

Il tempo della riflessione, dell’incontro dentro di se.
Il tempo che ci prendiamo per pensare e riflettere, per apprendere da ciò che ci accade, per prendere nuove strade, per scegliere.

Il tempo interiore è un tempo sempre presente, a cui “basta “ accedere.

Un tempo che non si interrompe mai, come nel dialogo interno, un tempo che tuttavia può sembrare inaccessibile, inesplorabile.
Un tempo in cui tutto sembra poter rallentare quando invece fuori tutto accelera.



Apprendere strumenti di efficacia nella gestione del tempo, quello che si misura con un orologio, delle ore, qualcosa di universalmente riscontrabile, ha forse proprio la funzione di riportarci nel “nostro” tempo interiore, di farci “risparmiare” il tempo delle lancette per tornare a respirare piano, ascoltare il battito del cuore e da quello lasciarci cullare, ristabilire il ritmo giusto.

La sensazione di dover tornare ad un tempo interiore, di poterlo esprimere e raccontare, di poter ridurre il canyon profondo che separa il tempo delle lancette- kronos- dal tempo interiore-kairos è spesso presente in me.

Riscendo armata di pennelli e colori e il tempo si acquieta, le onde che battono diverse tra esterno ed interno trovano un nuovo equilibrio.

Quando ho iniziato a dipingere il mio tempo era sempre la notte, una notte che sembrava senza sonno, illuminata dalle luci di una città magica e gigante, città famosa perché anch'essa non dorme mai.

Abbiamo bisogno di un tempo d’ascolto e di condivisione per tornare ad ascoltare la nostra voce, a ritrovarla e riportarla in superficie.

Abbiamo bisogno di entrare nel fluire del tempo comune, apprendere nuovi modi creativi per essere nel tempo comune, senza perdere noi stessi e senza perdere l’incontro con gli altri.

Riappropriarsi del proprio tempo, dedicarsi del tempo.




Non amo particolarmente il Piccolo Principe e so di non essere neanche l'unica, ma questa frase qui " e' il tempo che hai perduto per la tua rosa che ha reso la tua rosa così importante"mi torna per affermare che se IO stessa non dedico tempo a ME, io non do importanza a me.
Se IO stessa non dedico tempo a me apprezzando questo tempo con me, come posso pretendere che altri lo facciano al posto mio?


E’ significativo ed essenziale per la nostra autostima saperci e volerci ed apprezzare il dedicare tempo a noi stessi.

Anche come genitori, possiamo insegnare ai figli il valore di se attraverso il prendersi tempo per se, non solo e sempre come dono e come sacrificio, come mettere sempre i bisogni degli altri prima degli altri.
Cosa gli stiamo insegnando così? Ad ascoltare e dire di sì prima agli altri che a sé.
Che “gli altri” valgono più di quanto valiamo noi stessi, i nostri desideri, i nostri bisogni.

Come manager la mia gestione del tempo includeva aree personali di cui non avevo consapevolezza.

Attraverso il percorso di crescita personale ho appreso nuovi strumenti per essere più efficiente e saper difendere il mio tempo personale dagli attacchi continui di capi invadenti, irrispettosi, mai sazi del tempo succhiato oltre le 8, 9, 12, 14 ore e weekend regalati all’altare dell’onore.

In ogni ambito personale e professionale, abbiamo bisogno di comprendere qual è il nostro rapporto con il tempo e dove lasciamo che ci venga sottratto, e come riappropriarcene sentendocene parte.


Senza lasciare ad altri essere piloti del nostro tempo.

Se vuoi unisciti a noi, per un esplorazione tra kronos e kairos.
Sabato 8 Aprile. Entra nel tuo tempo.
Il laboratorio esperienziale di crescita personale attraverso la pittura emozionale avrà per tema questo mese proprio il Tempo.

E’ un tempo di consapevolezza dove potresti scoprire come apprezzare il tempo con te, senza rincorrere il tempo degli altri.
Le tue scoperte saranno uniche e tue, attraverso un luogo e un tempo appunto dedicato e gentile, rispettoso e sicuro, accogliente e non giudicante.
L’espressione creativa consente un approccio di risoluzione dei problemi e di organizzazione del proprio tempo.

Due citazioni famose a sostegno di questa mia – profonda convinzione:

Ciò che fa artista l'artista non è lo sperimentare in sé i problemi come tali, ma il risolverli artisticamente. Adriano Tilgher


Nel campo dell'arte, il creatore autentico non è solo un essere particolarmente dotato, è un uomo che ha saputo ordinare in vista del loro fine un insieme di attività, delle quali l'opera d'arte è il risultato finale. Matisse



Per partecipare al laboratorio non c'è bisogno di saper disegnare, è solo un fluire, accostare colori e creare armonie, disarmonie, graffi e forme, punti e sbuffi.
Quante volte vai in un museo e dici: lo so fare anche io?
Bene, datti questa opportunità di esprimerti, è un modo divertente, potente e delicato per scoprire tanto di se in totale privacy.

A proposito di sicuro lo sai fare...il quadro con i pescetti è mio; avevo creato la base con i sassolini circa otto anni fa e l'ho ripreso e finito ieri. Quando si dice il momento giusto.


Cosa si intende per χρονος, καιρος, αἰών

Aiòn (in greco antico: αἰών, dall'arcaico αἰϝών), o Eone, nella tradizione cosmologica greca, era la personificazione del Tempo, allude alla vita come durata dell’esistenza personale. Nella medicina greca antica, come attestato in Ippocrate, αἰών ha assunto il significato di midollo spinale, considerato la sede del principio vitale che dispensa il "tempo della vita" di ciascun individuo.
Tempo come eternità, come "sempre essente".

χρονος (Chrònos) il tempo nella sua sequenza cronologica e quantitativa, tempo come successione di istanti, di ore, di giorni, stagioni.

καιρος (Kaìros) invece è qualitativo: significa "momento opportuno",  propizio, "momento fra", cioè quel  periodo di tempo specifico in cui qualcosa che cambierà lo stato attuale delle cose sta accadendo. Quell’istante in cui si apre una nuova porta e si deve avere la forza di attraversarla. Su una delle colonne di Delfi, i sette sapienti avevano fatto incidere la massima " γνῶθι καιρον", riconosci il momento giusto.

Kairos , l’Opportunità, viene interpretato come un fanciullo alato con i capelli lunghi caduti sulle spalle davanti, ma calvo dietro, come a dire che quando il momento favorevole è passato, esso non può essere preso all’ultimo istante per i capelli.


Nascita del tempo ( fonte)
Secondo la Teogonia (la nascita degli dei) composta dal poeta Esiodo (VIII-VII secolo a.C.) ecco come nasce Krono, il Tempo.

All’inizio era il Caos: un disordinato buco nero.
Quindi, il primo elemento: Gea, la Terra, l’elemento da cui noi tutti proveniamo.
La terza divinità a nascere è Eros, l’amore; il quarto è Tartaro, un luogo terrificante che risiede negli abissi di Gea. Quindi, la Terra genera sotto l’impulso di Eros (ma senza accoppiamento) le montagne, le ninfe, il mare e Urano: il Cielo. Urano e Gea si completano, dove finisce uno inizia l’altro, e si accoppiano in continuazione.
Dalle loro unioni nascono 12 Titani-sei maschi e sei femmine- tre Ciclopi e tre Ecatonchiri, spaventosi mostri dalle cento braccia. Urano, timoroso che uno dei figli possa prendere il suo posto, li rinchiude tutti nel Tartaro.


Gea, stanca di confinare la prole nel suo grembo, la esorta a ribellarsi, e l’ultimogenito, che è proprio il titano Krono armato di una roncola fabbricata dalla madre, evira il padre Urano e ne scaglia i genitali ancora sanguinanti sulla Terra; dal fluido vitale che scaturisce sorgeranno altre numerose divinità.
Urano, soffrendo per la mutilazione, fugge verso l’alto, sul firmamento, luogo che gli compete (kairós), lasciando finalmente posto sulla Terra al Tempo.
A questo punto la storia si ripete: Krono, liberati i fratelli, prende ad accoppiarsi con la sorella Rea, che partorisce la prima generazione di dei olimpii.
Conscio del rischio di prevaricazione che a sua volta corre, Krono divora i pargoli uno a uno nascondendoli nel proprio stomaco.
Essi sono Estia (dea del focolare), Demetra (dea delle stagioni), Era (futura moglie di Zeus), Poseidone (dio del mare), Ade (dio degli inferi) e Zeus, che scatenerà la guerra dei suoi fratelli (alfieri dell’armonia) contro il padre e i suoi fratelli Titani (rappresentanti del caos), che si risolverà con il trionfo dei primi sui secondi.
In seguito, tra i numerosi i figli di Zeus ci sarà proprio Kairós.

Il suo aspetto sarà giovane, nudo e alato, con un folto ciuffo di capelli sulla fronte e sui lati del volto mentre la nuca è liscia: corre veloce ed è difficile da afferrare una volta che è passato.

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