Il Personal Branding e le stanze

Il Personal Brand non è quello che diciamo noi di noi stessi, ma è ciò che pensano di te quando entri in una stanza e ciò che dicono quando esci.
Chris Ducker

Posso immaginare le reazioni a questa citazione.


Dall'apprensione, a superiorità e menefreghismo.

Immaginiamo una stanza che è quella di un selezionatore di un lavoro.

Credo che ti importi ciò che dirà quando sarai uscito dalla stanza.

Anche un social è una stanza, seppur gigantesca e virtuale.
Ma dietro ci sono persone, proprio come te.

Ogni volta che pubblichi una foto, un contenuto, non lo faresti se davvero non ti importasse di essere visto, letto, considerato.

Di sentirti in relazione.
Di creare condivisione.

Se non ti importasse il supporto e l'approvazione dei tuoi amici, del pubblico che  immagini ti leggerà, lo scriveresti sul tuo diario personale, senza "esporlo" ed esporti a centinaia di persone.


Il nostro bisogno può essere di tipo lavorativo o sociale,  spesso entrambi.
Ognuno di noi ha una reputazione che lo precede, che può far si che le persone ti scelgano per un lavoro, o proprio per quella reputazione che NON ti scelgano e non ti prendano in considerazione per lo stesso lavoro.
Ecco questo, in estrema sintesi è il Personal Branding.
Il motivo per cui una persona sceglie te.

La reputazione che hai è anche il motivo per cui le persone non penserebbero MAI di lavorare con te, o ti preferiscono altri.

Inutile arrabbiarsi, occorre fare un passo indietro e comprendere cosa facciamo noi, cosa abbiamo fatto per crearci quella reputazione.
Di cosa possiamo essere responsabili, in cosa possiamo AGIRE?
In tutto ciò che riguarda noi, allargando la consapevolezza dei nostri comportamenti, di cosa ignoriamo, di come ci relazioniamo, cosa evitiamo.

In una parola, è necessario recuperare  CONSAPEVOLEZZA del tuo bisogno da una parte e di come e cosa fai per soddisfarlo.

Saper riconoscere i propri bisogni è essenziale per noi stessi e per le interazioni che abbiamo con gli altri.
La piramide di Maslow è uno strumento utilissimo in ogni contesto, lavorativo e non per riflettere su noi, su cosa desideriamo e cosa ci manca, su cosa significa successo per noi, su cosa ci guida, ci motiva.


I livelli sono cinque (nel tempo se ne sono aggiunti altri e altri esperti hanno proposto la loro piramide, ma l'originale del 1954 è sempre applicabile ed attuale):


  1. Bisogni fisiologici (fame, sete, ecc.)
  2. Bisogni di salvezza, sicurezza e protezione
  3. Bisogni di appartenenza (affetto, identificazione)
  4. Bisogni di stima, di prestigio, di successo
  5. Bisogni di realizzazione di sé (realizzando la propria identità e le proprie aspettative e occupando una posizione soddisfacente nel gruppo sociale).

Qui un fumetto molto carino della piramide applicata ai social.
Ma di nuovo, la piramide è uno strumento di autoconsapevolezza potente.



Il tuo profilo racconta la tua storia, le tue passioni, i tuoi gusti, anche dal tipo di foto che condividi, di link o di bufale, di citazioni.

Riprendere consapevolezza del nostro racconto sarà la prima tappa del percorso di Personal Branding creativo che ho ideato da qualche anno, sperimentato con successo, efficacia e divertimento con aule di  ogni provenienza e il 4 Marzo porterò a Napoli.

Recuperare una voce autentica e di significato, un racconto che costruisca il nostro senso, ci rafforzi sul percorso che ci ha portato nel momento in cui siamo ora.

Lo storytelling ci permette di raccontarci e di raccontare, di prendere forza e fiducia dalle nostre esperienze, dalle qualità che abbiamo sviluppato e neanche a volte siamo in grado di vedere.

Dal saperci raccontare, creiamo le premesse per il nostro futuro, lì dove immaginiamo di essere, la nostra visione, la seconda tappa.

Avere una visione ci consente di avere una direzione, un obiettivo che ci motiva e ci sostiene nei momenti di stanchezza e demoralizzazione, che ci sprona a investire il nostro tempo ed energie a andare verso (piuttosto che lontano da).


Il terzo momento del percorso esperienziale è come arrivarci.
Abbiamo un bagaglio con noi, di competenze relazionali, professionali, di caratteristiche fisiche, di cose che ci vengono facili ed altre che ci fanno tanta fatica.
Qual'è il tuo bagaglio?
Quali punti di forza possano aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi e quali punti di debolezza possono ostacolarti?

Quanti di noi ingigantiscono le debolezze e diminuiscono i meriti?
E' essenziale che tu abbia una conoscenza chiara di forze e debolezze, come utilizzarle, di cosa alleggerire il tuo zaino e di cosa munirlo.

L'ultima tappa è il biglietto che mostri per il tuo viaggio.
E' una tappa che arriva a conclusione di un lavoro di introspezione.

Nella vita di tutti i giorni questa suddivisione non è possibile, perché ti troverai a rivedere i tuoi piani e le motivazioni, ed allo stesso tempo ad incontrare clienti, potenziali partner.
Sarai sempre potenzialmente sul palcoscenico, e questo non vuol dire che si deve piacere a tutti, anzi, ma diventare consapevoli per esempio che possiamo essere invadenti, comportarci in modo troppo confidenziale quando non è il caso, fare domande stupide.

Essere preparati non vuol dire diventare automi, o perdere di spontaneità, significa essere
responsabili di sempre più pezzi possibili della nostra comunicazione.

Migliorare, perché vuol dire avvicinarci ad essere chi vogliamo e fare ciò che vogliamo, ma vuol dire anche avere relazioni più soddisfacenti.

Il personal branding non fa bene solo alla professione, ma a noi, alla nostra autostima, al senso di concretezza, valore, significato.

Il percorso che ho ideato è creativo esperienziale perché le nostre emozioni fanno parte di noi, e potremmo conoscere perfettamente cosa fare ma non farlo.
Perché è con le emozioni che ci relazioniamo con gli altri e dobbiamo per primi esserne consapevoli, trasformarle e uscirne trasformati.

Perché il potere della creatività e dell'immaginazione ci aiuta a focalizzarci meglio, a motivarci, a velocizzare i nostri processi interiori, a superare gli ostacoli.

Un esperienziale è una palestra in luogo sicuro dove mettere in pratica come in laboratorio, e mettere a punto la nostra presentazione, il modo in cui costruiamo o distruggiamo la reputazione.

Non solo presso gli altri, ma presso noi stessi.
PromozionARTI©.
Un percorso unico, come te.






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