Iscriviti ai Feed Aggiungimi su Facebook Seguimi su Twitter Seguimi su Istagram Mandami una mail Skype Linkedin

Home

Al colloquio per fare centro

Nel numero di febbraio di OK Salute e Benessere una intervista a due voci: la mia e quella di  Andrea Castiello D'Antonio - professore di psicologia e autore di "Interviste e colloqui nelle organizzazioni" edito da Raffaello Cortina.



Molti spunti e punti di vista comuni, consigli pratici anche su ipotetiche situazioni "scomode".

Aggiungo una parte che per me importante, che nell'articolo è rimasta solo accennata.

Ci sono cose che magari tutti sanno, e nessuno ha mai pensato di dovertele spiegare, sono ovvie, ma..

una delle cose che avrei voluto sapere prima di andare ad un colloquio è che ci sono alcune domande non lecite, non consentite, illegali.


Tutte quelle riguardanti aspetti intimi della sfera personale:
orientamento sessuale; maternità, di paternità né sulle intenzioni in merito; situazione familiare, né su matrimoni o convivenze
così come informarsi sulle opinioni politiche e credo religioso.

Sono domande che spostano l’attenzione interna ad aspetti molto personali per alcuni di noi, magari anche dolorosi: dalla perdita di un figlio, all'impossibilità di averne, una separazione.

Anche il solo dover rispondere in merito a questi argomenti, può metterci in uno stato emotivo spiacevole, e pregiudicare il nostro essere presenti e attivi nel rispondere invece con efficacia a tutte le altre.

Ad esempio mi è capitato di sentirmi chiedere: come mai non è sposata?

Mi sa di aver risposto ciò che era vero allora, cioè che lavoravo troppo per riuscire ad avere tempo per la mia vita personale.
La verità, certo, ma dolorosa ammissione, specie davanti ad una domanda invadente di un estraneo.

Ecco una scheda riepilogativa delle domande illegali
(fonte)








Incontrare professionisti del colloquio è un esperienza che auguro a ciascuno: 

nella prima multinazionale dove sono approdata, pensavo di riprendere un treno per casa dopo un ora o due, invece prova dopo prova, dalle 9 di mattina alle 7 di sera, ho incontrato responsabili del personale, prove scritte,  manager e ancora manager fino al Direttore Marketing.

Capivo che ogni persona da incontrare  significava colloquio superato, traguardo vicino, e allo stesso tempo ero stanca, con poca esperienza.
La professionalità di chi hai davanti e il tuo carattere, educazione, preparazione, fanno la differenza.


Ne ho avuto la riprova molti anni dopo, quando invece il mio lavoro l'avevo già,  consisteva proprio nell' "impersonare"sempre lo stesso personaggio con una storia e delle qualità, davanti a più selezionatori- vero oggetto di osservazione da parte dell'organizzazione (il così detto role playing).


E' stata un esperienza preziosa,  che mi ha fatto comprendere ancora meglio quanto un incontro possa essere piacevole e far uscire il meglio, o incartarsi in un gioco da cui si esce perplessi, e a volte ammaccati.


E' come una danza, per usare le parole del Prof. Castiello D'Antonio, quello che ne risulta è responsabilità di tutti i personaggi coinvolti.


Cosa succede se le domande sono lecite, ed è la cortesia che manca?
Ti trovi davanti a un intervistatore aggressivo, offensivo, maleducato e sei combattuto tra il resistere e l'andare via, con l'autostima intatta.

In alcuni casi vieni davvero messo alla prova.

"Rispondi in maniera intelligente anche a chi ti tratta stupidamente". Lao Tzu

Nell'intervista su OK salute e benessere potrai leggere le risposte mie e del Prof. Castiello D'Antonio e le mie che ho omesso qui.


Concludo dicendo che più avrei preso informazioni sull'azienda e la posizione prima di recarti al colloquio, più ti sarà facile capire se vale il tempo e la resistenza allo stress che ti richiede.

Puoi aiutarti considerando che - anche se l'intervistatore - interno o esterno - è stato scelto dall'azienda, comunque NON rappresenta l'azienda nella sua totalità.
Altro è se comprendi che chi ti sta di fronte, è anche la persona con cui dovrai lavorare.

Una possibilità sta anche scegliere se continuare l'intervista o andare via.

Se hai fatto tutto il possibile, ma ritieni che la situazione e la persona che hai davanti non è salvabile, ringrazia l'intervistatore per il suo tempo, ed educatamente saluta senza commentare il suo comportamento.
Se ritieni di essere comunque interessato alla posizione, affermalo apertamente, e chiedi quali saranno i prossimi passi del processo di selezione.

Ricorda: il processo selettivo è circolare.

Anche per te è importante comprendere se l’ambiente di lavoro, la cultura e il clima aziendale si adattano al tuo stile personale, alla tue aspettative e punti di forza.
 Se l’ostilità e la maleducazione sembrano essere la norma in quell'ambiente lavorativo, chiediti se sei davvero disposto e motivato a lavorare in un posto così.




Buona lettura e buon prossimo lavoro.

Nessun commento:

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...