Riflessione sui punti di debolezza e l'autostima

Alcuni di noi sono bravissimi nel sapersi riconoscere solo i punti di debolezza, quelli che io preferisco chiamare possibili opportunità di miglioramento.

Quando ci focalizziamo solo sui punti di debolezza, potremmo sentirci sconfitti, poco interessanti, senza speranze.



Potremmo essere molto arrabbiati con noi stessi e perdere energie in questa rabbia, che invece potremmo impegnare al miglioramento.

Ciò premesso, ne hai sicuramente di punti di debolezza, come tutti ne abbiamo.
Alcuni potresti conoscerli da tanto, tanto tempo.

Il punto è: cosa vuoi farne?



Saperli elencare, sapere esattamente cosa NON va, non serve a nulla, se non sappiamo cosa farne.


La cosa positiva è che ci sono cose che dipendono da me, e quindi posso intervenire a modificare.
Modifico dove voglio andare con quello che ho, o modifico quello che ho.
Per andare dove vuoi andare, quali risorse hai e quali no?
Quali possono aiutarti ad arrivare lì dove vuoi essere e quali impedirtelo?


Perché è come avere due forze che si contrappongono, in un azienda o in una persona, una vuole raggiungere degli obiettivi, impostare una strategia, comunicarla nei posti giusti.

Ma intanto non possiamo dimenticare i punti deboli, che ci rallentano e intralciano, ed a volte finanche annullano tutti gli sforzi nella direzione desiderata.



I punti di forza sono altrettanto importanti, sono il nostro faro, sono la nostra leva, il ponte che ci sostiene emotivamente e fattivamente, ma dobbiamo saperci girare anche dall'altro lato, prima di imbarcarci in nuove imprese, o anche mentre lo stiamo già facendo: dobbiamo decidere se occuparcene, o ignorarli consapevolmente, e quanto ci costa il volerli ignorare.

Con le persone è lo stesso, se non sappiamo vedere in cosa siamo bravi, efficaci, di cosa andiamo fieri, cosa apprezziamo noi e siamo in grado di offrire all'altro, come potremmo avere la fiducia per spiccare il volo verso i nostri desideri?

Come ci presentiamo ad un colloquio di lavoro quando non sentiamo davvero dentro quelle qualità che sono nostre, e non copiate dal web che ci raccomanda cosa dire.

Ho chiesto ad un allieva di elencare a fine giornata, cosa aveva fatto bene.

E’ tornata, dopo una settimana, e mi ha chiesto di leggere l’elenco, e mentre lo faceva, il suo viso si illuminava sempre più, e comunicava a noi che l’ascoltavamo il piacere e la soddisfazione di riuscirsi a vedere così, e a dirlo ad alta voce.

Un esercizio di autostima semplice, breve, e utile, che le ho chiesto di continuare a fare.

Una capitalizzazione di ciò che va, da avere chiaro e veder allungare giorno per giorno, è forza, spinta, benzina, fiducia per mettere in giusta luce anche le debolezze, quelle piccole che ingigantiamo inutilmente, e mettere mano a quelle grandi che possono farci inciampare.


[…] non accettando i propri limiti, non si riconoscono le proprie potenzialità; se si nasconde la propria debolezza, si nasconde anche la propria forza; se si negano i propri sentimenti negativi, si negano anche quelli positivi; se si rinnega il proprio corpo, si rinnega la propria mente.
tratto da L'autostima di Edoardo Giusti, Alberta Testi ed. Sovera


Il 5 Novembre esploriamo in modo nuovo e costruttivo i nostri punti di forza e le opportunità di miglioramento (ovvero punti di debolezza che desideriamo modificare).
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