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L'inglese ai tempi di internet

Parliamo italiano, spesso malissimo, dimentichiamo congiuntivi, abbondiamo di punti esclamativi, sospensivi, molto oltre i tre.

Virgolettiamo dove non c'è bisogno e ci appropriamo di citazioni come fossimo nostre

Come scriviamo ci descrive.
Come parliamo pure.



I risultati sono esilaranti, come chi scrive "bay bay" per salutare. out out invece di aut aut.

Vogliamo sembrare, mostrare qualcosa che non possediamo.
La competenza linguistica però non si può fingere.
Ma si può migliorare.

Per esempio io ODIO la pubblicità in cui si fa parlare napoletano chi non lo è.
La differenza, urla, chiede vendetta, ma soprattutto perché?
Perché con tanti napoletani che ci sono al mondo, tu agenzia di pubblicità, tu cliente che vendi pure mozzarella campana, scegli proprio un non napoletano?

Lo stesso effetto dirompente secondo me, lo ottiene chi scivola sulle parole inglesi che magari ha sentito così in tv.

Perché pure i giornalisti parlano di welfare e non di politiche sociali, di mass mIdia e non di mass media perché è latino.
Colpa (non unica) di Renzi e del suo Job Act che mi sembra una medicina, del suo inglese approssimativo ed inventato.


Oltre ai consigli che ho dato qui, voglio segnalare un aiuto immediato, anche per chi ha pochi secondi prima di entrare in una riunione, un aula e non sa come si pronuncia qualcosa che ha inserito nella presentazione.

Domandati:
  1. puoi dirlo in italiano? qui una lista di 300 termini tradotti dall'inglese che possiamo dire nella nostra lingua
  2. se usi l'inglese, assicurati di dire quello che vuoi, senza scivolare in Falsi amici
  3. lo sai pronunciare? verifica come. basta andare su un qualsiasi traduttore on line, anche google per inserire la parola e cliccare sulla icona audio. 
Pochi secondi, meno disonore ;-)