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Guardiamoci allo specchio




Leggo libri di storie che non ho vissuto, testimonianze di mondi immaginati e raccontati.
La memoria di ciò che è stato, che si è compiuto, accaduto.

La lettura e la scrittura testimoniano, da una parte e dall'altra, di chi racconta e di chi legge, una storia e passato che sembra ignorato, nulla è stato appreso, neanche da dolore e guerre.

Una storia collettiva o una interiore, entrambe
intrecciate, sfondo e figura.
Pensieri futili e ricorrenti, ossessioni che avvelenano i giorni.


E se la pagina scritta richiede tempo, le immagini  arrivano e si offrono rapide ad un immediata lettura.



Così interpreto a modo mio le foto di Tom Hussey, che nel  pregevole progetto ed intento dell'autore testimoniano le storie di pazienti con Alzheimer.


Io ci vedo quello che accade ogni giorno, o forse non proprio tutti, ma uno all'improvviso in cui ti guardi allo specchio e vedi ancora quello di un tempo.

La faccia di te prima, liscia senza segni e rughe, ignorata e data per scontata anch'essa.
Criticata e lasciata criticare nel confronto e nel non è abbastanza.


Ignorata nelle corse di tutti i giorni, e ritrovata riflessa come un rincontro imprevisto, dopo esservi persi di vista.



Ci siamo preoccupati di tanto e tanti e nel farlo ci siamo persi noi.



Io vorrei, vorrei davvero che i dispiaceri scaduti, le persone sbagliate, le risposte che non ho dato, i debiti contratti senza bisogno, le piccole meschinità che mi hanno avvelenato il fegato, tutte le cose a cui ancora penso, le storie d’amore soprattutto, sparissero dalla mia testa e non si facessero più vedere, ma sono pieno di strascichi, di fantasmi disoccupati che vengono spesso a trovarmi. Colpa della memoria, che congela e scongela  in automatico rallentando la digestione della vita e ti fa sentire solissimo nei momenti più impensati.
Diego De Silva, Non avevo capito niente, pagina 85



Queste foto mi ricordano anche questa...
Tempo verrà saluterai te stesso arrivato alla tua porta,
nel tuo proprio specchio,
e ognun sorriderà al benvenuto dell'altro

 Sempre l'arte ci offre un ulteriore possibilità di incontro con noi stessi, semplicemente nell'ascolto






Allora guardiamoci di più senza perderci di vista, smettiamo di ignorare quello che ci accade dentro, le cattiverie degli altri e le nostre. lasciamo i pesi inutili e i graffi che bruciano, gli schiaffi e le ferite.
Guardiamoci allo specchio con gratitudine e amore, affetto e fiducia.
Di cosa hai bisogno oggi? Guarda i tuoi occhi e ascoltali.


(Per recuperare il contatto con te, tuoi bisogni, obiettivi puoi anche scegliere un percorso di counseling o un laboratorio esperienziale creativo. Chiamami o scrivimi per saperne di più).





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