Quanto? P come Prezzo V come Valore C come Costo

Una delle difficoltà di chi fa la libera professione, è capire che prezzo chiedere.

Che valore dare alle proprie cose, che costo hanno solo perché le stai producendo.


Il costo tempo, ad esempio, quello che potresti impiegare facendo altro.
Il costo di studio e di allenamento, le persone che vengono da te non ci pensano mai di quel tempo lì.
Un musicista suona tutti i giorni per quella performance di un ora.


Una locandina, un biglietto da visita, cosa altro vi viene in mente?
Che ci vuole, ci hai messo due minuti.

Come se a un giornalista dicessi: il tuo servizio è andato in onda un minuto e io quello ti pago.

Nelle svalutazioni quotidiane ci siamo impelagati tutti, almeno una volta, da una parte o dall'altra.
Da chi si lascia svalutare e da chi svaluta, perché è l'unico modo che conosce di contrattare.
O perché, semplicemente non sa, non pensa, o non gli interessa che il lavoro è anche dignità e sopravvivenza, presente, passato, futuro (tipo quella cosa che non vedremo mai che è la pensione).

Ricordo un tipo, forfora copiosa e carica istituzionale, ufficio in Piazza del Parlamento con stanze grandi come appartamenti.

Mi cerca lui, due colloqui infiniti in cui non riuscivo a capire di che figura avevano bisogno e per fare cosa.
Alla fine la sua proposta: 9 mesi di stage, non pagato, perché lei, in fondo, è un nome che non conosce nessuno.
In questi casi urge che vi ricordiate bene chi siete da soli.
La vostra storia, il curriculum (il mio, per inciso, era già quello che leggete qui), la vostra esperienza di vita.
Le competenze, il saper essere, che questo "signore" certamente non conosceva.

E' una questione di autostima. Stimare sé.
Riconoscere a se stessi il proprio valore ed essere in grado di renderlo riconoscibile ad altri.
E' un bisogno umano, che viene dopo a quello di essere in grado di mangiare anche, coprirsi, vestirsi, col proprio lavoro. O siete inumani, o avete fatto male i conti con i vostri bisogni e ne sottovalutate gli effetti.

Lavorare gratis, sì, ma fino a quando? Si chiede questo articolo

Volontariato, hobby?
Quando qualcosa ti riesce bene ma non la fai per professione, e vivi di altro, per te il compenso può essere la famosa "visibilità" o "soddisfazione" che hanno scelto te.
Ci hai mai pensato che 15- 30 euro, o anche meno, per un lavoro di 6/8 ore butta giù dal treno chiunque abbia fatto di quel tuo hobby il suo pane quotidiano?

Quale prezzo dare ai propri quadri, ammesso che si vogliano vendere.
Arrivare a volerli anche regalare, ma solo ed unicamente a chi davvero ne apprezza il valore.

Offrire il proprio tempo gratuito con persone disagiate ha un senso, scoprire che la persona che hai di fronte, a prendersi 8 colloqui gratuiti guadagna 100 mila euro l'anno ne ha tutto un altro.


Restare alzati di notte a fare un preventivo, ragionarci sopra, perché abbia il suo senso, per te e per il possibile committente, e poi scoprire che era tanto per dire.

Gli aneddoti, o fattarielli come li chiamiamo a Napoli, sono capitati ad ognuno di noi.
Li voglio raccontare  anche perché aiuti a smettere di sentirsi sfigati  con il "succedono tutte a me".
Per evitare di essere parti del sistema, pensandoci furbi,  invero molto lontani dall'esserlo.
Gli scorretti esistono ovunque, ma possiamo riconoscerli meglio e prima.
Si fa esperienza anche in quello.
Certo è buffo, nel marketing si fa molta attenzione a quella che è la "domanda" del mercato, ad ascoltarla, saperla intercettare, anticipare, decodificare, essere pronti quando serve.

Poi ultimamente mi capitano persone che  "e dai, perché non fai..., io ci verrei sicuramente, sarebbe bellissimo, dai, dai".
E poi tu dai, e produci, e metti insieme quel progetto lo fai diventare un percorso, flessibile, accessibile, di senso, e chi te l'ha chiesto si ritira, peccato, proprio ora che il gatto sai, non mangia, non posso lasciarlo solo.

E' giusto guardare e farsi un idea su qual'è il prezzo di mercato per quel servizio, con una responsabilità verso se stessi, il cliente e quel mercato:
non applicare la stessa tariffa da chi ha più esperienza, perché sarebbe troppo
ma neanche una cifra irrisoria, perché altrimenti quel servizio viene svalutato eccessivamente e ripetutamente per ognuno che entra nel mercato e per farsi conoscere e scegliere usa la leva prezzo.

Usare solo il prezzo non è fare promozione, ma svalutazione di massa, portandosi dietro servizio e categoria, creando una sorta di idea permanente di cosa si è disposti a (non) pagare per quella professione.


Se il tuo "core business" (ovvero la tua attività principale e fonte di guadagno) ad esempio è la consulenza individuale, potresti essere tentato di acquisire clienti tenendo eccessivamente basso  - o nullo - il prezzo di un servizio che è il core business di un altro.
L'effetto è che il mercato non è più disposto a pagare il costo standard del servizio, ma sceglierà in base al prezzo, quello che costa di meno.

Ci sarà sempre chi offre una promozione stracciata da qualche parte, salvo accorgersi che le promozioni non coprono i costi fissi né variabili.




Se lavori gratis, chi ti fa lavorare sceglierà sempre te solo per questa ragione. E quindi tu non migliorerai e produrrai cose sempre mediocri, la tua professionalità e il lavoro che svolgi saranno svalutati, i tuoi colleghi non riusciranno a farsi pagare e la qualità del lavoro si abbasserà. Pensa al giorno in cui, bravo professionista, ti preferiranno un pivello che accetta di fare l’eterno stagista e di lavorare (male e) gratis al posto tuo.
dal blog di Silvia Bencivelli Perché non si deve mai lavorare gratis

Segnalo anche un altra pericolosa truffa,  come perfetto esempio del punto 5 sopra, ovvero, pagare per avere il "privilegio" di lavorare.
Da Linkedin ricevo una proposta di lavoro, da una persona che si presenta molto educata e gentile, con un bel sito web e un buon progetto.
Mi chiede se voglio far parte del gruppo di docenti della sua scuola.
Dopo un paio di invii materiale, e proposte,  il personaggio con papillon scopre le carte: un contratto con il quale mi impegno - sempre come libera professionista-  per 3 anni a lavorare per lui e solo per lui, senza poter pubblicizzare le mie solite attività, ma con l'obbligo di pubblicizzare le sue, senza un minimo di corsi che mi garantiscano la mera sopravvivenza con la sua scuola, previo allineamento obbligatorio del docente attraverso un corso di due giorni del costo di 640 euro, ma col 70 per cento di sconto se pagati in un unica soluzione.
Un offerta imperdibile. Infatti l'ho volutamente persa.


Mi fa piacere far parlare altre due persone.
Il primo lo trovo molto divertente, Marco Brambilla di commonsense.
Lo consiglio anche come esempio di presentazione, dinamica, fruibile, accessibile.
Dura circa 13 minuti.



L'altro video è di 20 minuti, alla fine di questa presentazione in slide, su come farsi pagare a consuntivo.
Missione Impossibile?
Intanto è sempre utile comprendere dentro di voi com'è.
Conquistare una sicurezza e chiarezza interiore, che ci aiuta a essere più assertivi e non facilmente manipolabili e svalutabili.
Che il mercato è quello che è, ma la manipolazione e la svalutazione sono davvero due elementi che si possono e  dobbiamo risparmiare.


Di tutto conosciamo il prezzo, di niente il valore. Nietzsche

Tutto ciò che ha valore è costoso. Esige molto tempo e richiede molta pazienza. Jung
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