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Self marketing per introversi

Essere introversi vuol dire preferire il proprio mondo interiore, essere inclini alla riflessione, a stare da soli o con pochi amici, parlare poco, cercare l'autenticità, la profondità.

In un mondo cosi' "intimo" creare relazioni "solo" per far carriera sembra esageratamente falso e non desiderabile.


Un immagine di sé molto distante- forse opposta, da quella che immaginiamo debba essere una persona che fa marketing di se stesso.

Sempre attivo, assertivo, costantemente presente, pieno di contatti e conoscenze, forse a volte assordante nel parlare di se e delle sue capacità.



Ma siamo davvero sicuri che un introverso non possa trovare il suo modo di essere ugualmente riconoscibile e riconosciuto per le sue capacità?



« In singolare contrasto col mio senso ardente di giustizia e di dovere sociale, non ho mai sentito la necessità di avvicinarmi agli uomini e alla società in generale. Sono proprio un cavallo che vuole tirare da solo; mai mi sono dato pienamente né allo stato, né alla terra natale, né agli amici e neppure ai congiunti più prossimi; anzi ho sempre avuto di fronte a questi legami la sensazione di essere un estraneo e ho sempre sentito bisogno di solitudine; e questa sensazione non fa che aumentare con gli anni. Sento fortemente, ma senza rimpianto, di toccare il limite dell'intesa e dell'armonia con il prossimo. Certo, un uomo di questo carattere perde così una parte del suo candore e della sua serenità, ma ci guadagna una larga indipendenza rispetto alle opinioni, abitudini e giudizi dei suoi simili. »

Albert Einstein, Come io vedo il mondo, p.19



In fondo non possiamo forzarci di continuo ad essere diversi da ciò che siamo, non possiamo desiderare di vivere la vita di un altro, sarebbe un modo di sprecare la nostra.

E' giusto uscire dalla confort zone, ma senza immaginare di stravolgere completamente il nostro sentire.

Inseguire ciò che è desiderabile "socialmente" non è detto sia desiderabile per noi.
L'importante è utilizzare i propri talenti, e fare ciò che ci rende felici.

Quanti sono gli introversi?
In un mondo dove appare tutto dedicato alla folla e all'esteriorità,  secondo un articolo  di Psychology Today intanto pare che gli introversi siano la META' della popolazione.
Visto così, non siamo poi così strani e rari, no?

Ecco qualche nome di introversi famosi: Clint Eastwood, Bill Gates, Woody Allen, Glenn Close, Diane Keaton, Meryl Streep, Michelle Pfeiffer, Audrey Hepburn, Tom Hanks, Steven Spielberg, François Truffaut, Mia Farrow,  Jacqueline Kennedy, Michael Jordan, Katharine Hepburn.
Introversi storici Charles Darwin, Friedrich Nietzsche, Abraham Lincoln, Isaac Newton, Carl Jung, Albert Einstein, Mahatma Gandhi, Dwight D. Eisenhower, Thomas Edison, Alfred Adler.

Ottima compagnia, no?

Gli introversi preferiscono trascorrere del tempo da soli o in piccoli gruppi, concentrarsi su un compito alla volta e osservare una situazione prima di farsi coinvolgere.
Chiacchierare può sembrare un incubo, figuriamoci il networking.

Per questo - contrariamente a ciò che si crede-
FARE MARKETING parte sempre PRIMA DA CONOSCERE SE STESSI E LE PROPRIE PREFERENZE- POI,  dopo presentarsi.
Non vuol dire fingersi ciò che non si è, sarebbe dannoso prima per se stessi.

A cosa servirebbe proporci per un lavoro o una promozione che ci metterebbe costantemente in contrasto con le nostre capacità e naturali propensioni?



Intanto partiamo dal riconoscimento delle qualità, di ciò che ci piace studiare, creare, approfondire.

Smettiamo di immaginare che sia totalmente desiderabile essere estroversi, animali sociali, mentre l'introversione sia una condanna.

LE TUE DOTI
Sono doti dell'introverso: pensare prima di parlare, saper ascoltare, non dover sempre aver bisogno di stare in mezzo alla folla, saper essere calmo e trasmettere calma.
Quando un evento o una presentazione pubblica ti spaventa, preparala in anticipo, magari con l'aiuto di un professionista.
Se hai scelto qualcosa in cui credi, che è la tua passione, inutile preoccuparsi di non saper cosa dire, anzi. Il problema potrebbe essere farti smettere.

Accettare senza combattere questa preferenza di tempo interiore che si dilata, necessario per la ricarica, la riflessione, la creatività, la produttività.


Non è detto che un introverso non possa parlare davanti a centinaia di persone, semmai potrebbe essere stressante doverle incontrare personalmente.
E sicuramente dopo avrebbe bisogno di ritirarsi nel suo guscio.
Come sempre è importante trovare il giusto equilibrio tra solitudine e vita sociale.


Avere un blog può essere un ottimo modo per farsi conoscere, diffondere la propria esperienza e creare una rete con la quale sviluppare, nel tempo, contatti e relazioni qualitative.

Prendere il tempo per riflettere e poi mettere in pratica,
per ideare ma anche far accadere,
programmare con un calendario e darsi una scadenza entro la quale poi buttarsi in acqua e nuotare.



consigli di lettura:
23 segnali che siete segretamente introversi
Punti di forza dell'estroverso, come sfruttarli e il mio articolo precedente Il test dei talenti


Manifesto degli introversi 
di Susan Cain (Quiet- "potere degli introversi in un mondo che non sa smettere di parlare" Ed. Bompiani)
1. Esiste una definizione per “quelli che stanno troppo rintanati nella loro testa”: pensatori.
2. La nostra cultura ammira giustamente chi sa rischiare.
Ma ora, più che mai, abbiamo bisogno di chi sa riflettere.
3. La solitudine può essere un catalizzatore dell’innovazione.
4. Gli sms hanno preso piede perché, in una società altamente estroversa, tutti fremono per una comunicazione asincrona, che non sia faccia a faccia.
5. Se vostro figlio preferisce lavorare in autonomia e socializzare con una persona alla volta, non c’è niente di male: semplicemente non corrisponde al modello standard.
6. La prossima generazione di introversi può e deve crescere nella consapevolezza della propria forza.
7. A volte fare il finto estroverso può servire. C’è sempre tempo per essere introversi.
8. Nel lungo periodo, però, essere onesti con il proprio temperamento è la chiave per trovare un lavoro da amare e che abbia significato.
 9. Ognuno può brillare, sotto la giusta luce. Per alcuni è un riflettore di Broadway, per altri una lampada da tavolo. 
10. Un nuovo rapporto autentico vale di più di una manciata di biglietti da visita.
11. Non c’è niente di male ad attraversare la strada per evitare una chiacchierata del più e del meno.
12. “Leadership introversa” non è un ossimoro.
13. Il desiderio  universale di paradiso non ha tanto a che fare con l’immortalità, quanto con l’augurio di un mondo in cui tutti siano sempre gentili.
14. Se lo scopo della prima metà della vita è mettersi in gioco, quello della seconda metà è dare un senso al proprio percorso.
15. L’amore è essenziale, essere socievoli è un optional.
16. Con la gentilezza, si può scuotere il mondo. Gandhi



ill.ne I Love Fur by jakob tiefenbacher