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Scegliere il proprio biglietto da visita

Il tuo biglietto da visita è parte della comunicazione di te stesso, del tuo stile oltre che del tuo lavoro, del tuo gusto personale, in breve il biglietto da visita è sicuramente parte del tuo brand personale.

Presenta te, sia quando lo porgi e anche dopo, quando resta nella mani della persona a cui l'hai consegnato.

Troppo spesso le persone mi parlano del loro biglietto da visita come un compito da sbrigare in fretta,
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La qualità non si giudica sempre dai numeri

Ho cercato di spiegarmi la differenza dell'affluenza di due mostre in corso a Roma.

Escher (Leeuwarden, 17 giugno 1898 – Laren, 27 marzo 1972) al Chiostro del Bramante, 150 opere e
Mario Sironi (Sassari, 12 maggio 1885 – Milano, 13 agosto 1961); Complesso del Vittoriano, 90 opere.

Iniziate ad Ottobre, a dieci giorni di distanza l'una dall'altra, dureranno 4 mesi entrambe.

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La necessità di conoscere i punti di debolezza

A giorni  il laboratorio esperienziale di Personal Branding sulla swot analysis.
Ovvero punti di forza, debolezza, opportunità e minacce.


E' un punto essenziale riconoscere quello che dentro di noi ci macera i pensieri, e scoprire cose che magari non abbiamo mai visto.

Se scopro, ad esempio, che il mio usare spesso parolacce tiene lontani ed offende alcuni clienti, posso stare più attenta.
Se, a fronte di risultati ineccepibili nel lavoro, sorrido poco (fu un feedback mai dimenticato da parte della mia CEO americana) e per questo vengo preferita ad altri meno efficaci che sorridono di più, che ci vuole? Sorriderò di più.
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Dei talenti, di tronchi e coccodrilli


Ho incontrato Jodorowsky, stavolta da vicino, molto vicino.

E' un esperienza intensa, profonda, di centratura e di riflessioni, per comprendere pezzi di vita sparsi, incontri, difficoltà superate, cambiamenti, navigazioni tra mondi passati e futuri.


Sono ancora in una bolla di parole nelle lingue che si compongono da sempre dentro di me, nell'abbraccio del fiume limpido di spagnolo,  Napoli sullo sfondo e New York mi brilla dentro.

Una chiesa sconsacrata ci contiene in tanti e mescola le voci, le storie  e le domande.

Tra le tante, gli chiedono: cos'è il talento?

"Se sono un tronco, non mi trasformo in coccodrillo neanche restando molti anni in acqua.

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E' tempo di scrivere ovvero della relazione tra il dormire e il creare

Secondo  Stephen King "Sia nella scrittura che nel dormire, impariamo ad essere fisicamente fermi e allo stesso tempo stiamo incoraggiando le nostre menti a sbloccare la monotonia del pensiero razionale della nostra vita quotidiana. "

Maria Popova -[ classe 1980- scrittrice bulgara, blogger e critica  vive a Brooklyn, New York, conosciuta per il suo  BrainPickings.org,] indaga la relazione tra le abitudini del sonno e la produttività nello scrivere di scrittori di successo.

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La pazza di casa ovvero la creatività

Ci sono molti modi di interrogarsi sulla creatività, di definirla, di credere o no che ce l'abbiamo tutti dentro, nascosta, ignorata, turlopinata.

Rosa Montero intitola il suo libro "La pazza di casa" come Santa Teresa d'Avila definiva la
fantasia. Immaginazione, ospite, ossessione, compagna.

Edito da Frassinelli, mi ha dato una gioia entusiastica nel leggerlo, lasciandomi a tratti la tentazione di applaudire, ritrovando in quelle parole le mie, i dubbi, le trappole per andarla a cercare, per condividerla e viverla come percorso di benessere interiore e come comunione e condivisione con gli altri.

Non è solo un libro sullo scrivere, ma sulla creatività, sull'essere un artista geniale, o anche, semplicemente, sullo sperimentare l'incontro con quel daimon di creazione che hai paura di non ritrovare più, ma che ti sostiene ed illumina la vita.


Un libro colto ma con una leggerezza godibilissima, senza presunzione, eppure acuto, curioso, che guarda alla vita e alla morte, al nostro essere in vita e guardare le vite degli altri. Crearne di parallele, nella nostra testa, insieme allo scrittore, spettatori e protagonisti.

Appena finito, con un gran desiderio di ricominciare.





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Quanto? P come Prezzo V come Valore C come Costo

Una delle difficoltà di chi fa la libera professione, è capire che prezzo chiedere.

Che valore dare alle proprie cose, che costo hanno solo perché le stai producendo.


Il costo tempo, ad esempio, quello che potresti impiegare facendo altro.
Il costo di studio e di allenamento, le persone che vengono da te non ci pensano mai di quel tempo lì.
Un musicista suona tutti i giorni per quella performance di un ora.

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Risparmia sull'inquinamento ambientale

Il marketing è relazione, l'ho studiato all'università e lo verifico ogni giorno nella vita.

La creatività è relazione, mettere insieme cose e idee, concetti che apparentemente un nesso non lo hanno. Invece no, io lo vedo chiaro, spesso, colorato. Costante, che connette punti e punti ed ancora più punti.

Quand'è che tutto si ferma?
Che non abbiamo idee, e tutto stagna?
Quando le relazioni si spengono e noi lasciamo che accada.

Le strade sono sempre a due direzioni, per venire da me ed andare via, ma anche per andare io verso l'altro e l'altro venire verso di me.
Cioè, per dirla in termini metaforici, vengo io a casa tua ma anche tu a casa mia, chiamo io te, ma anche tu me, e se c'è un interesse reciproco si può costruire tra noi.
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Il personal branding è un epiteto

Al lavoro ho sempre dedicato tempo ed attenzione alle presentazioni, ai contenuti, ai particolari, la grafica e i numeri, prevedere le domande ed anticipare le risposte.

Poi un giorno ho scoperto che il 7% della comunicazione è il contenuto, e il resto, gigantesco 93% è altro, ed ho capito che avrei dovuto anche migliorare altro per essere efficace.

La mia preparazione passava molto più per segnali di cui non ero consapevole rispetto a quelli di cui mi preoccupavo.

Per una intuitiva capacità istrionica è andata spesso bene, ma per caso, carattere, sicurezza e  faccia tosta, piacere della responsabilità.
Oggi ne so tanto di più, e quando mi ri vedo nei video delle aule spero che il mio pubblico sia stato meno critico di quanto lo sono io con me stessa.

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Chi sei, cosa fai
Il personal branding come creazione di se

Il personal branding parte da queste domande chiave.

Chi sei, cosa fai, come lo fai, per chi lo fai, come lo comunichi.

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L'impressione a ...caldo

Hai presente quando dai la mano a qualcuno per la prima volta?
Pochi istanti, eppure ci facciamo un idea dell'altro.
Sicuro di sé, pieno di sé, insicuro, timido, accessibile, disponibile, distante, freddo, gentile.


 Ci facciamo un idea dell'altro davvero in fretta, ed anche l'altro si fa la sua idea su di noi.


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Le citazioni e il personal branding

Facebook da dieci anni ha rivoluzionato il concetto di piazza, di comunicazione, di esibizione di sé, della propria vita, della propria cultura.
Anche quando non la si ha, si finge.
Come si dice in inglese: you pretend to be.

Ma nel personal branding non si può fingere.
Anche se non sai cos'è, il personal branding lo fai lo stesso. E' l'immagine, l'idea che crei di te per quello che fai e non fai, quello che dici e come lo dici. O non dici, ma in realtà dicendo.

(Io spero che tu prenda appunti. Semicit.)
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Cosa dice la tua timeline di te

Pochi giorni fa un incontro (bellissimo) sullo storytelling nel personal branding.

Due ore per passare dalla testa al cuore, per condividere storie e riflettere, da dove passa la nostra immagine.
Quanto spesso, sempre, qualche volta.
La risposta è leggermente ansiogena, passa sempre.

Se sono scarmigliato, se accolgo gli ospiti in ciabatte, se mi trascino in pigiama, tra un lamento e un insulto, una rivendicazione.

Facebook in questo è tricky, un trabocchetto infido a volte.


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10 possibilità per gestire la rabbia - Elenco semiserio


Incontriamo tante persone e siamo costretti al contatto da circostanze lavorative o semplicemente negli spostamenti in auto, bus e metro.
Persone inconsapevoli delle loro invasioni barbariche, siano fisiche, tattili, uditive, olfattive etc.

La rabbia scatta in automatico, ma è un macigno ingombrante che resta a noi gestire, cercando di non fare piazzate, scenate che hanno un effetto liberatorio forse al momento, ma con effetti pericolosi a seconda di dove siamo.

Ogni luogo e persona ha la sua soglia di pericolo.

Urlatori in spiaggia deserte, prepotenti ingiuriosi al volante, masticatori di chewingum ad un concerto di classica o in fila alle poste, proprio dentro l'orecchio tuo, e finanche tagliatori di unghie con tronchesi sui mezzi pubblici.

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Professioni e depressione

mestieri strani- lo spolveratore di dinosauri
Professioni che abbiamo immaginato desiderabili e ben pagate nel nostro immaginario, si rivelano molto frustranti, incredibilmente complesse, difficili e richiedenti nella realtà.

Scelte fatte in un altro momento della nostra vita, in cui noi eravamo diversi, le premesse, la società, gli esempi e le attese fino a quel momento, tutto diverso.

Scelte costate anni di università e specializzazioni, investimenti economici e personali, famigliari si rivelano SBAGLIATE.

Professioni che pensavamo ci avrebbero reso felici, si rivelano incubi, giorno e notte a lavorare, sottopagati.
Senza poter costruire una famiglia o senza poterla vedere, curare, vederla crescere.

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Personal branding nei social

Le persone mi chiedono, anzi il più delle volte mi contestano il fatto che si possa fare marketing di se stessi, che si finge, non è una cosa etica.

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Personal branding consapevole nutrimento

Il tuo brand è la tua reputazione.

Non può essere costruita in modo predefinito, ma creata intenzionalmente e nutrita.

Your brand is your reputation.
 It can’t be built by default, but instead created by design and nurtured.
fonte: blog personalbranding



La reputazione può essere positiva o negativa, è la considerazione, la stima di cui gode una persona o una azienda.
Il quesito è:
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Piacere a tutti

Una dipendenza, una fatica, una rincorsa continua.
Piacere a tutti non si può e non si deve, ma non piacere a nessuno fa male, eh!
Basta che non ci nascondiamo, dietro falsi chisenefrega, o peggio ancora dietro la critica feroce, esternata, di chi piace più di noi.

Come sempre ci vuole equilibrio, non è neanche giusto sentirsi infallibili, illimitati e illuminati, con la scusa di "voglio essere accettato per quello che sono e quello che faccio" c'è chi stanca e sfianca amici, parenti e conoscenti con lamentele interminabili, odori corporei mai eliminati, racconti pulp di disgrazie proprie e altrui, silenzi feroci, insomma, completa l'elenco.

Il fatto è che a volte ci sfugge proprio il nostro potere, cioè di quanto siamo già potenti, con le nostre parole, la presenza o l'assenza, la conferma o la disconferma dell'esistenza dell'altro.

Paroloni?
Dai social network alle relazioni in carne, ci sono persone che godono ad essere sgradevoli, a contestare, a protestare, a mettere il muso quando gli altri vogliono ridere e a deridere quando la
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Test goloso per determinare il successo

Il test dei marshmallows è degli anni 70, un team di psicologi di Stanford, hanno dato una toffoletta a bambini di 4 anni promettendo una seconda se avessero saputo attendere.

Chiamalo autocontrollo, capacità di immaginare il futuro, anzi pre- gustarlo, chiediti cosa facevi tu da piccolo e cosa fai ora.

Saper dire di no, saper aspettare, saper investire sul futuro.
Cosa ti servirebbe, dove sei forte e dove vorresti migliorare.


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I sogni trascurati

Visionario come sempre, Stefano Benni è una conferma di comicità e invenzioni, storie incredibilmente reali, follie inseguite e sperimentate da ognuno di noi.

Parlo di Grammatica di Dio- sottotitolo "storie di solitudine ed allegria", venticinque storie da leggere per riflettere e rilassarsi, mettere a fuoco e sfocare.

Cos'è la solitudine nella tua vita, potresti interrogarti, quando l'hai sperimentata e cosa fai per abbracciarla, fuggirla, cercarla, negarla.


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La motivazione

Cosa fai quando perdi la motivazione?

Ognuno di noi, anche i super uomini e le super donne, possono ritrovarsi, in apparenza all'improvviso, senza desiderio, senza stimoli, senza direzione.

Dapprima scontenti delle proprie decisioni lavorative, i cui effetti si fanno sentire poi nella vita familiare e sulla salute fisica.
E' la crisi dei 40, ma potresti essere anche più precoce o tardivo.

Manca la spinta verso il fuori, compensata da una spinta alla colpevolizzazione verso dentro.
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Le domande scomode del personal branding

Perché porsi delle domande "scomode"?
Perché il punto di partenza in un processo di personal branding è la consapevolezza.

Ci sono persone che mettono in vetrina senza sapere cosa.
Cioè creano un contenitore, perché così fan tutti, perché è facile e si pensa che l'azione di aprire ad esempio una pagina Facebook sia la chiave giusta.

Chiediti prima: cosa troveranno nella pagina le persone a cui chiedo un like?

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Arte sulla pelle

L'artista NewYorkese Ariana Page Russell fotografa la sua pelle che reagisce alle emozioni, al caldo, al freddo.

Il nome è dermatographia urticaria, anche detta dermatographia o dermographism (letteralmente“scrittura sulla pelle”), è una reazione allergica alle minime stimolazioni fisiche.

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Self marketing per introversi

Essere introversi vuol dire preferire il proprio mondo interiore, essere inclini alla riflessione, a stare da soli o con pochi amici, parlare poco, cercare l'autenticità, la profondità.

In un mondo cosi' "intimo" creare relazioni "solo" per far carriera sembra esageratamente falso e non desiderabile.


Un immagine di sé molto distante- forse opposta, da quella che immaginiamo debba essere una persona che fa marketing di se stesso.

Sempre attivo, assertivo, costantemente presente, pieno di contatti e conoscenze, forse a volte assordante nel parlare di se e delle sue capacità.



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La qualità esposta. Un processo di personal branding


Meno di due ore, 28 persone in un atmosfera prima curiosa, poi un crescendo di energia, divertimento, condivisioni, voci che si ascoltano, espongono condividono le loro qualità.


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Raggiungere gli obiettivi

Ci vuole davvero un aiuto per raggiungere i nostri obiettivi?

Dipende: c’è chi li ha sempre raggiunti, ha successo professionale o personale …eppure ad un certo punto della vita ognuno di noi si trova davanti ad una strana sensazione.
Ci sentiamo poco efficaci.
Qualche area sfugge dal nostro controllo.


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Il test dei talenti

Ti va di praticare il tuo inglese e scoprire qualcosa in più su di te, le tue attitudini e i tuoi talenti?

Il metodo Myers-Briggs- MBTI -dall'inglese Myres-Briggs Type Indicator, basato sulla teoria dei tipi psicologici di Carl Gustav Jung, individua 16 possibili tipologie di personalità, dalla combinazione di 4 dicotomie:
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Gli errori più comuni nei colloqui

Preparazione, ricerca continua, invii.

Poi,finalmente il colloquio.


Quali sono gli errori da evitare?

Sembra incredibile, ma date uno sguardo qui: sono i 6 errori più comuni riscontrati dai selezionatori di personale.

Il positivo è che sono al 90% assolutamente e facilmente evitabili.



In effetti, oltre che per un colloquio di lavoro, credo siano validi anche per altri tipi di incontri, uscite e relazioni.
In fila alla posta, in teatro, in aula, in autobus.

Chewing gum rumorosi, telefonate urlate.
Criticatori di tutto e tutti.

Sicuro si viene notati, ma in negativo.


La frase: "Nel bene o nel male, purché se ne parli» nel Il ritratto di Dorian Gray di Oscar Wilde (1890) lasciamola dove appartiene: in un bellissimo libro.
  «There is only one thing in the world worse than being talked about, and that is not being talked about». 



leggi anche preferiamo carezze positive

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Reco ovvero Raccomandazioni

Una delle cose che non ti insegnano all'università è che viene il giorno in cui dovrai mettere in pratica ciò che hai imparato dai libri.

Non basta l'analisi del mercato, o dell'andamento del prodotto, le vendite mensili, ma è richiesto, dalla tua funzione, che tu sia in grado di proporre STRATEGIE.

Anche se poi viene deciso altro dall'alto, anche se il mondo è sempre più "global" e si tende a mettere in pratica le stesse cose in ogni paese, TU, proprio tu, ovvero Chef de marketing, o responsabile prodotto, o Product Manager che sia, devi essere in grado di individuare non solo i PROBLEMI ma anche le SOLUZIONI; le tue PROPOSTE.
Anche dette in gergo RECO.
Da non confondersi con le Raccomandazioni che in Italia mandano avanti gli incapaci.


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L’infido mondo del business


C’è chi vuole fare il furbo, mette un po’ di roba insieme, con lo sputo e pensa possa reggere.
C’è chi studia e non finisce mai, ma senza tuffarsi in piscina, il nuoto non si impara.
C’è chi ha fortuna e chi se la crea.

Ma di fatto, chi si avvicina alla libera professione, si accorge improvvisamente che c’è un mondo di altro che non ha neanche mai immaginato.

C’è l’invisibilità, la visibilità, il sapersi presentare, l’essere chiaro, lasciare la verbosità, riprenderla con chi ha bisogno di ascoltare paroloni, saper restare in piedi quando il vento della difficoltà continua a soffiare per giorni ed ancora di più.

Farsi pagare, il giusto o prima che i soldi finiscano.

Saper rispondere, almeno dentro, quando ti si cancella un’offerta di lavoro perché: “volevi fare la furba, volevi anche essere pagata”.
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Il marketing è tutto un programma

Il marketing è fingere?

Quando si parla di noi stessi, ognuno fa, consapevolmente o inconsapevolmente, le sue scelte.
Dettate da abitudini, modelli ricevuti e adottati o rigettati, convinzioni, emozioni, principi ed etica.

Una serie di contenuti che fanno parte della persona, e di conseguenza, della comunicazione che fa di se stessa.

Ma il marketing ha come obiettivo creare relazioni e scambio di valore.

Se credo di poter scambiare valore, il mio, e cercare, incontrare ed apprezzare il valore dell'altro, faccio ciò che posso, agisco per come sono-
A far finta di essere altro si perde tempo, occasioni. (vita)

Si mostra una parte di sé che non esiste, forse, anche, perché percepiamo più pericoloso, intimo, prezioso, mostrarsi per ciò che si è.
Se si è rifiutati, il rifiuto si percepisce su noi stessi.

Finiamo per affermare le frasi che dicono tutti e crediamo necessario dover dire: bravo a lavorare in team, quando invece il gruppo ci spaventa e sottrae energia, lavora bene sotto stress mentre ci piace poter programmare, pianificare, etc.

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Essere autentici nel ballo

Ballare significa confrontarsi con se stessi.

E' l'arte dell'onestà.

Si è completamente allo scoperto quando si balla.

La propria salute fisica è allo scoperto.

La propria autostima è allo scoperto.

La propria salute psichica è allo scoperto, è impossibile ballare senza essere se stessi.

Quando si balla si dice la verità.
Se si mente, ci si fa male.


Shirley Maclaine

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Counseling e Marketing partendo dall'autenticità

Quali sono i punti di contatto tra il counseling e il marketing?

Se il marketing è, ancora oggi, poco conosciuto e compreso per ciò che è, per l'uso che ognuno di noi ne fa, consapevolmente o inconsapevolmente, il punto di partenza ancora più imperativo per chi svolge una professione basata sull'onestà e sulla relazione, è l'autenticità.

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L'ENerGiA di Bolle

La perfezione di Roberto Bolle per parlare di Energia.

L'energia non si ferma mai.
L'energia crea, si trasforma, diventa un idea per generare nuova energia.

Diamo all'energia un' energia nuova
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Perché scegliere te


Siamo in un mondo di velocità, dove il tempo è una risorsa, tutti corrono pressoché senza fermarsi e prestare troppa attenzione a cosa hanno intorno,
a volte si perdono anche un tramonto o la luna che brilla,  presi a guardare lo schermo del cellulare, dove restano racchiuse e silenziose le relazioni.

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Ammirazione e invidia

[..] dentro il cacciatore ci deve essere il sentimento dell'ammirazione, che è un sentimento pulito, non deve essere mischiato con l'invidia, l'invidia è un sentimento transitivo. fa pensare che tu puoi essere, come quello anzi potresti al posto di quello. Anzi che vorresti il tuo posto.

L'invidia deve essere un sentimento transitivo, nel senso che ti illude e ti lusinga con la possibilità di poter essere come... di raggiungere quella perfezione... quella precisione quella
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Il posizionamento personale

Quando i concetti sembrano astratti la cosa più divertente, oltre che efficace, è applicarli.


Ogni persona si crea un idea, una "posizione" nella sua mente, di altre persone, cose, oggetti, prodotti, aziende.
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Musica come strumento di relazione

Prendere una musica, cambiarne le parole
Lasciarne immutata l'emozione, o forse no.
Prendere la musica, raggiungere gli altri, commuoverli, farli sentire parte, accoglierli.

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Criticare é un arte

E' in edicola Vivere Sani e belli.
La novità questa settimana è che c'è una mia intervista, pg 60 a 62, sulla critica costruttiva.

Ne ho scritto tanto qui, e nell'altro blog.
La critica costruttiva è una competenza assolutamente necessaria in molti campi della nostra vita, dal personale al professionale.
Dai genitori, agli insegnanti, ai managers. 

Criticare male fa male, non insegna nulla, non fa progredire, ma solo congelare.

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Jung e la visione


La vostra visione apparirà più chiara soltanto quando guarderete nel vostro cuore.

Chi guarda l'esterno, sogna.

Chi guarda all'interno si sveglia.

Karl Gustav Jung

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La falsità della Grande Bellezza nelle nostre vite

Sai confrontarti?

Ci sono persone che prendono nutrimento e forma, sostanza e vita dal confronto.
Cioè dalla scontro più che altro. Godono ad essere sgradevoli, usare parole sgradevoli e svalutanti.
On line potete riconoscerli nei troll, quelli che per nessuna ragione e senza proporne alcuna alternativa o spiegazione, dicono che ciò che scrivete è errato.
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Non saper comunicare

La solitudine non viene dal non avere gente intorno, ma dal non essere in grado di comunicare le cose che sembrano importanti per se stessi, o dal trattenere alcune opinioni che gli altri trovano inammissibili.

Carl Jung



Loneliness does not come from having no people around one, but from being unable to communicate the things that seem important to oneself, or from holding certain views which others find inadmissible.


Parlare troppo, troppo poco, di niente.
Ininterrottamente, con voce strozzata.
Non riuscire ad usare pienamente la voce che è uno strumento di creazione di realtà e di relazioni.


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Stai a sentire

Tu sai stare a sentire.
Questa è la prima qualità di chi deve parlare.
Erri De Luca
da "Il giorno prima della felicità"



L'ascolto è parte integrante della comunicazione.

Perciò se vuoi imparare a parlare in pubblico, saperti esprimere, saper essere ascoltato, devi imparare ad ascoltare per primo.

Che non vuol dire essere in una lotta
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L'amore ai tempi di whatup




Spopola su internet questo cartone che ci fa sorridere in egual misura su uomini e donne.


Funzioniamo davvero così?

Cuore e cervello in continua lotta, uno disegnato come un rigido dandy blu e l'altro un pasticcione imbranato e pure un pò stupido di cui non fidarsi.
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Inganni ad arte

Suzanne Valadon-ritratto di Maria Lani 1928
Ti è mai capitato di essere ingannato?
Manipolato, imbrogliato, copiato? Tradito.

Io con estrema tristezza, dopo anni in cui ho cercato di comunicare l'etica della professione, di spiegare il posizionamento,  dopo un anno di laboratori sul valore della propria creatività, mi trovo con persone sconosciute o anche conosciute da anni che prendono le mie locandine, i miei corsi,  le mie parole e li usano per i loro.
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Presi per la gola

Gola esposta, e orgogliosa.
Gola chiusa serrata dalla cravatta o dalle paure.
Gola che urla dolore quando non può uscire.
Gola impedita dal parlare quando la voce è perduta e la tristezza chiude.
Gola che si sgola, gola che si protende.
Che ospita la voce quando inizia il canto.

Scoprire la nostra voce, la possibilità di poter parlare, saperlo fare senza ferirci e ferire, senza tradirci e tradire è un dono che DEVI VOLER fare a te stesso.

Non solo per il lavoro che fai.

Perché devi sapere "parlare in pubblico", o meglio parlare al pubblico, coinvolgerlo, istruirlo, motivarlo, divertirlo, spingerlo a comprare, riflettere, produrre, lavorare di più, lavorare di meno, lavorare meglio, essere genitori competenti, insegnanti consapevoli.

Perché devi onorare il tuo dono,  scoprire la tua voce
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Succede qualcosa anche quando tutto sembra fermo

Si conclude questo fine settimana a Roma una mostra gioiello, ovvero "gemme dell'impressionismo".

Il suggerimento, oltre all'ovvio "vai" è di andarci molto presto o a pranzo, perché gli spazi sono piccoli e l'aria si fa irrespirabile quando si è in tanti, le audio guide creano assembramenti davanti a Cezanne e Van Gogh e Renoir,  ma davvero ci sono pochi dipinti che non invitano a entrarci dentro tra Manet, Monet, Degas, Boudin, Pissarro, Bonnard, Toulose-Lautrec, Gauguin, Seurat.


 Tra questi voglio suggerirne due, e per motivi diversi



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La creatività addosso

Trasformarsi in un vaso di fiori, in un cartellone della pop art, in un fumetto.

Quando vediamo le creazioni di altri possiamo pensare siano folli, pazzi, divertenti o geniali.


Perché non darci l'opportunità di essere anche noi creativi?

Di osare con i colori, gli evidenziatori, tagliare carte e creare fiori.
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L'utilità nel creare soluzioni

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L'arte nella tua vita

Qual è la finalità dell'arte?
Non in generale, per i critici, ma per te, nella tua di vita.

Per me deve placare l'inquietudine, far volare la mente, accarezzare l'anima.
Essere armonia per gli occhi, portare fuori nel tempo, attraversare campi di girasoli e stare accanto la scrivania di Pirandello mentre scrive una novella, guardare Matisse mentre ritaglia un fiore proprio per te che gli stai facendo compagnia insieme al suo gatto.
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Sai staccare la spina?

Ci sono famiglie che hanno passato il messaggio "prima il dovere e poi il piacere".
Solo che il piacere non arrivava mai.
Padri che non hanno avuto tempo e/o capacità di voler giocare coi propri figli, madri troppo occupate a rincorrere organizzazioni che avevano sempre continui bisogni di essere riorganizzate, che non potevano concedere il tempo ad un figlio per qualcosa di così "futile" ed inutile come il gioco.
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