Marketing nei Social Network

Nell'epoca del web ci sono alcuni professionisti che pensano sufficiente per promuoversi aggiungere accanto al loro nome, ciò che fanno "counselor, psicoterapeuta o psicologo".

La visibilità che pare così facile, è multidirezionale.

Il mercato è (cit. Kotler) l'insieme dei consumatori reali e potenziali del prodotto.
Ovvero di chi vi potrebbe contattare per lavorare con voi, e di chi non lo farà mai, neanche fosse rimasti gli ultimi possibili interlocutori della terra.
Figuriamoci in un mondo reale così sovraffollato di offerta.
Non vi sceglieranno. Punto.
Proprio per quello che vedranno così bene e voi non riuscite a vedere.

Chi si mette sul web con tanto di pecetta attaccata al nome, si ricordi che sta rappresentando, oltre che se stesso, un intera categoria.

Categoria che se si sente mal rappresentata, si forma una chiarissima idea di voi, con una pecetta che stavolta sceglie lui/lei, insieme ai centinaia di occhi che possono leggere quello che scrivete, e che resterà anche nel web, fino a quando non potreste cancellare le tracce del vostro misfatto.
(di cui forse, l'aspetto peggiore, è che non ve ne rendete neanche conto).

Quando fate piazzate sul web, immaginate di star usando un lanciafiamme sul vostro potenziale, perché anche i colleghi sono un bacino di possibili invi e passaparola SIA POSITIVI CHE NEGATIVI.


Quando vi esponete in chiaro e palese controtrasfert, scagliandovi contro qualche troll, o collega travestito e nascosto sotto mentite spoglie, quello che dite non pensate sia figo per forza perché vi pare di riuscire a rispondere a tono.
No, quello che dite, e lo capireste andando in supervisione, o aspettando qualche giorno che la rabbia sbolla prima di rispondere, parla di voi.
Di quanto siete formati, di quanta crescita personale avete fatto, se vi siete diplomati o laureati con i punti della Miralanza.

Meglio stare zitti.








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