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Poor marketing, poor strategy, poor everything

Per me le immagini sono fantastiche.
Potrei scriverci un articolo, anzi ne ho scritti almeno cinque per dire quante ridicole, perdenti, etc etc richieste ci arrivano da Linkedin.

Il fatto è che alcune persone pensano che se c'è un bottone possono semplicemente cliccarlo.

Come se vi suonassero alla porta solo perché c'è il campanello fuori.
Troppo fastidio pensare prima a cosa dire, come presentarsi, come farsi notare ed aprire la porta con un sorriso di contentezza oppure farsi mandare altrove con tante risate di ilarità.

Soprattutto prepararsi la risposta al: perché dovremmo aprire? perché a te? chi sei? perchè stai suonando a me?
Si usavano le stesse domande anche nel 1400 quasi 1500.
chi siete?  cosa portate ? dove andate? un fiorino (cit.)

Se nella vita reale siamo abituati a fare e a rispondere a queste semplici domande,
quando lo chiediamo sui social, ci sono persone che si indignano, si offendono.

Perchè se siamo su un social dobbiamo aprirgli no?
Mettergli a disposizione il nostro portafoglio prodotti, i clienti, aprirgli la porta con i nostri capi ed ex capi e partner.

Così Linkedin diventa una copia inutile di Facebook, dove tutti sono amici di un amico e ti aprono la porta perchè di fidano dell'amico, che  ha aperto la porta perchè pensava fosse amico dell'amico, ed alla fine siamo pieni di "amici" con cui non vorremmo prenderci neanche un caffè.

 Volevo risparmiarvi l'articolo. Troppo tardi.

 
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Laboratori ed incontri per disegnare la vita

Esistono persone e disegni che quando li incontri restano dentro. Inconfondibili.



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Lasciati trasformare...



creata da  BETC Paris.

La campagna globale include una App, "Baby & Me," creata dall'agenzia in collaborazione con  B-Reel,  disponibile da metà maggio, e utilizzerà la tecnologia di riconoscimento facciale per trasformare fotografie di adulti in versione bambini.

 Pay off: Evian live young
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Migliorarsi

C'è una gran corsa a sentirsi efficaci, superare qualcuno o qualcosa, competere.
Primeggiare per rivalsa, per invidia, non per vero amore di se, dell'armonia, del benessere.

Presunzione, narcisismo, cattiveria. E' più semplice schiacciare, invalidare, svalutare l'altro e sentirsi potenti attraverso il piacere perverso della distruzione che della costruzione, del riconoscere i punti di forza dell'altro o cercarli in sè stessi (forse è davvero forte la convinzione di non averne affatto di qualità!).

Invece no. Ci sono persone che non tollerano vedere altri bravi in qualcosa,  e provano a scipparli.
A fargli lo sgambetto per vederli franare al suolo e fingersi dispiaciuti ed empatici.


La corsa alla competizione fuori è opposta alla disponibilità ad ascoltarsi davvero.
A sentire le nostre debolezze, paure, a voler lavorare sulle ombre, a volerle abbracciare per poi aprirsi alla luce e a nuove possibilità.
Siamo poco disponibili all'ascolto, non solo nei confronti degli altri, ma anche di noi stessi.

Vogliamo vederci ed accettarci solo al meglio.
Chiunque ci rimanda una immagine diversa, sbaglia.
Noi siamo i migliori.

Ma appena la luce della verità e della difficoltà ad un certo punto ci tocca, ci accorgiamo di essere - anche- fragili.
Unici e complessi come fiocchi di cristalli che si sciolgono quando c'è il sole.
Brillanti e falsi come swarowski che ostentano opulenza nascondendo povertà.



Che abbiamo costruito una corazza scintillante, come il cristallo.
Prezioso eppure fragile,  a volte opaco quando lasciamo gocce d'acqua asciugarsi senza la semplice carezza di un panno che restituisce col tocco piacevole calore e lucentezza.





Auto- miglioramento è il nome del gioco dove l'obiettivo primario é rafforzare se stessi non distruggere un avversario. Maltz

Prova un percorso di counseling. 
 Non per primeggiare, ma per essere disponibile con te stesso ad essere migliore. 
Per te, per il mondo intorno a te. 
Per i tuoi stessi figli che svaluti, confondi, manipoli come fai con tutto ciò che incontri.

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Marketing nei Social Network

Nell'epoca del web ci sono alcuni professionisti che pensano sufficiente per promuoversi aggiungere accanto al loro nome, ciò che fanno "counselor, psicoterapeuta o psicologo".

La visibilità che pare così facile, è multidirezionale.

Il mercato è (cit. Kotler) l'insieme dei consumatori reali e potenziali del prodotto.
Ovvero di chi vi potrebbe contattare per lavorare con voi, e di chi non lo farà mai, neanche fosse rimasti gli ultimi possibili interlocutori della terra.
Figuriamoci in un mondo reale così sovraffollato di offerta.
Non vi sceglieranno. Punto.
Proprio per quello che vedranno così bene e voi non riuscite a vedere.

Chi si mette sul web con tanto di pecetta attaccata al nome, si ricordi che sta rappresentando, oltre che se stesso, un intera categoria.

Categoria che se si sente mal rappresentata, si forma una chiarissima idea di voi, con una pecetta che stavolta sceglie lui/lei, insieme ai centinaia di occhi che possono leggere quello che scrivete, e che resterà anche nel web, fino a quando non potreste cancellare le tracce del vostro misfatto.
(di cui forse, l'aspetto peggiore, è che non ve ne rendete neanche conto).

Quando fate piazzate sul web, immaginate di star usando un lanciafiamme sul vostro potenziale, perché anche i colleghi sono un bacino di possibili invi e passaparola SIA POSITIVI CHE NEGATIVI.


Quando vi esponete in chiaro e palese controtrasfert, scagliandovi contro qualche troll, o collega travestito e nascosto sotto mentite spoglie, quello che dite non pensate sia figo per forza perché vi pare di riuscire a rispondere a tono.
No, quello che dite, e lo capireste andando in supervisione, o aspettando qualche giorno che la rabbia sbolla prima di rispondere, parla di voi.
Di quanto siete formati, di quanta crescita personale avete fatto, se vi siete diplomati o laureati con i punti della Miralanza.

Meglio stare zitti.








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Arte nelle nostre case

E' entrata nelle nostre case, incantando grandi e piccini, con una (finalmente) bella pubblicità di un azienda di energia.
La sand artist Ilana Yahav
(agenzia Tbwa)
Molti l'avevano già incontrata sul web, incantati dalle sue storie create con la semplicità di chicchi di sabbia e punte di dita.

In italia c'è una sand artist? sì, ed è giovanissima.
Sorride con gli occhi e col viso, con quell'aria gioiosa di chi fa poesia nella vita, di chi vive con quello che gli piace, di chi fa arte e tocca il cuore.

Si chiama Gabriella Compagnone, unica artista italiana di fiabe raccontate con le mani, la musica e tanta grazia.

il disegno si crea, il disegno si cancella, perchè è giusto "ristabilire l'iniio inizio e la fine delle cose" dice Gabriella.

Un unione tra arti, e il cuore per parlare a tutti noi senza parole.



 
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Marketing e counseling si incontrano

Tra qualche giorno sarò in aula per una lezione esperienziale di MARKETING per COUNSELORS.

Sono veramente contenta che anche le scuole comincino a vedere l'opportunità di insegnare a presentarsi, promuovere e comunicare se stessi.

E' stata un emozione qualche tempo fa essere in un aula tutta di psicoterapeuti e sentirmi fare domande,  ascoltarli condividere con me l'esigenza di una formazione che includa anche il marketing.

Ci sarebbero un mare di cose da dire - alcune potete leggerle in questo blog cliccando qui.

Intanto sono contenta di poter avere l'opportunità di dire che il marketing non è vendita o pubblicità, ma è creazione e scambio di VALORE. 
Se non abbiamo creato valore, o non siamo sicuri del nostro valore e del valore dell'altro con cui scambiamo...
Dunque è ancora più immediato il legame tra counseling e marketing.
Tra lo sviluppare il senso di sè e la propria autostima, saper fissare i propri obiettivi e saperli realizzare.

Perché sarebbe meglio sapere che possono volerci anche anni per bilanciare entrate ed uscite, e saper trovare il modo per organizzarti e vivere mentre continui a formarti, e pagare l'affitto (di casa e dello studio).
Mi piacerebbe poter parlare dell'importanza della rete, perché la nostra immagine passa sempre, non solo quando lo decidiamo noi.

Passa quando siamo in fila dal panettiere, quando siamo in ascensore, quando parliamo con gli amici, nel saper tessere relazioni e condivisioni.
Quando commentiamo, rispondiamo con troppi - sospettosi- cuoricini, quando non rispondiamo affatto, quando siamo prolissi e polemici, quando siamo in ritardo e ci struggiamo per un amore finito su FB.

Non è che non si possa fare, ma se hai un ruolo di uno che migliora la vita anche relazionale degli altri,  puoi mai continuarti a lamentare tutti i giorni per mesi?
Acquisti in umanità, ma perdi di credibilità nel poter aiutare qualcuno a superare un momento difficile.


Il mondo ci guarda anche quando siamo spettinati e stanchi e facciamo le cose senza pensare.
Il mondo ci guarda anche quando rubiamo cose degli altri in totale lucidità.

Perché anche la rete restituisce dopo qualche tempo ciò che sei.
Non puoi fingere a lungo senza venire scoperto.
Ci sono state, e continuano anche !! colleghi/e che dovrebbero avere l'etica come base fondante non solo del nostro lavoro ma proprio della  persona.
Eppure hanno copiato di tutto.

Dai banner pubblicitari. ai miei claim, ad interi articoli per diffondere la professione (tutti gli articoli si possono CONDIVIDERE usando l'apposito tasto, altro è eliminare la firma dell'autore e usarli come fossero scritti di proprio pugno), hanno aperto profilo e fan page con nome del mio (altro) blog, prendono foto e tagliano la mia firma prima di condividere.

Per un po' mi sono detta: non importa, io posso e SO FARLO, continuare ad inventare cose nuove, e lasciare che loro usino ciò che hanno rubato.
Poi no, le appropriazioni indebite iniziano a seccarmi.
Il lavoro degli altri non si copia.
O si paga, oppure si rielabora, in modo da assicurare a chi ha innovato ed- anche a se stessi- la differenziazione ed il posizionamento.

Può essere ignoranza (nel senso di ignorare, comprendere, non aver studiato e non capire le possibili conseguenze), può essere maleducazione, può essere estrema insicurezza nelle proprie (sole) forze tanto da dover ricorrere al furto da altri, può essere che non ce la fai a pensare di poter pagare l'altro per lavorare per te invece di rubare malamente o cercando di rifare le stesse cose con una qualità infima.

Possono essere anche tutte queste cose insieme.
Il self marketing non è affatto vendere qualcosa agli altri.

Si tratta di scoprire prima DENTRO cosa c'è di valore che può essere condiviso.
Si può essere disposti a voler condividere?

A volte le analisi spaventano, perché le risposte a cui arriveremmo potrebbero non piacerci. Potrebbero costringerci a dover cambiare direzione.
Cosa che è estremamente costosa in termini di tempo, energia, orgoglio.

Ma ce la fai a proseguire su una strada che hai capito che non è la tua?
e, per te che continui a vedere cosa fanno gli altri per rifarlo, davvero vuoi continuare ad abitare in un luogo creato e colorato da altri?
Con le LORO caratteristiche. Non le tue.
Con le LORO abilità, non le tue.

Di nuovo Marketing e counseling si incontrano.
Scoprire le PROPRIE ABILITA' e saperle COMUNICARE.




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Stimolazione dell'anima per risonanza

Ci siamo.
Sabato prossimo dipingeremo Kandinsky a modo nostro.

Il percorso creativo iniziato ormai un anno fa é basato sullo stimolare l'espressione creativa  di ciascuno dalla risonanza in noi dei colori, forme e creazioni di grandi artisti.
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Marketing, due artisti e tanto caffè



Pittura, musica, creatività e marketing.

Questo video è un esempio di incontro possibile.

Un omaggio a Lucio Dalla attraverso l'arte di RED (Hong Yi), giovane artista malese che dipinto col caffè  -Nespresso- il viso di Lucio,  in 3 giorni di lavorazione, 30 tazzine di caffè e 5.000 impronte.

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