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L'arte degli Auguri

Mi interrogo sempre su qualcosa, da dove derivano le nostre usanze, come poterle mantenere, come farle convivere in una società multietnica e complessamente religiosa.
Voler azzerare, cancellare per cercare di non offendere alcuno è riduttivo e triste.

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Il tempo per te


Gli uomini nei percorsi di crescita sono spesso numericamente inferiori alle donne.

Siamo più curiose, più esploratrici o troppo poco o meno qualcos'altro?

Per molti anni ho tentato di essere un uomo. O almeno, per meglio dire, di guadagnarmi le stesse opportunità e trattamenti degli uomini.

Poi, la situazione è cambiata, e ci sono stati momenti molto duri, in cui ho ringraziato di essere donna,ed ho pensato che sarebbe stato peggio se avessi avuto quel tipo di peso soprattutto culturale, che viene dal passato, in fondo neanche lontano.

Un uomo non deve chiedere mai, diceva una pubblicità idiota.

Un uomo non deve piangere, un uomo deve essere forte.


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Preparati alle difficoltà quando è ancora facile


Non fare,
lotta per non lottare, assapora l’insipido, reputa importante il piccolo,
fai tanto con poco,
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Ladri d'arte

Secondo voi è proprio vero che ciò che è on line può essere "preso da chiunque"?

Sto parlando di appropriazione, ma anche, di far passare per proprie, idee e lavori di altre persone.



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MeditART colore e consapevolezza

Un laboratorio breve, dove non ti si richiede di saper fare, ma solo di essere presente.
Di sentire, ascoltarti ed ascoltare.
Poi riversare, decodificare in parole e colori, sguardi e condivisioni.
Per sentire, entrare in contatto dentro di te. Rallentare.

Respirare, lasciar andare le preoccupazioni, e recuperare dentro quella voce che lascia il cuore più lento, convinto di potercela fare.

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Un regalo pieno di ENerGiA CReAtiVA

Ritrovare il sorriso, apprendere nuove competenze, scoprirsi creativi, che con la creatività si risolvono i problemi e serve proprio a tutti.
Un tocco personale, un buono fatto a mano e per creare con le tue mani.
Manca solo il tuo nome.



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L'arte del Personal Branding e la consapevolezza


Anche il personal branding è un arte.

Quando ho intravisto evidenti connessioni tra il mondo della crescita personale ed il marketing ho suscitato perplessità in ciascuno dei mondi separati che frequentavo.

Son passati più di dieci anni da allora e qualcosa è cambiato - oltre me ovviamente.

Ho scoperto altre persone che ne parlavano, anche da noi in Italia.

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L'Art counseling per chi l'ha provato


Qualche giorno fa ho raccontato il counseling con le parole dei counselors (qui)

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Se è gratis non vale, se è a pagamento se lo tengano

C'era una volta una giovanissima manager che muoveva i primi passi nella sua prima multinazionale.

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Senza preliminari che resta?

Dico qualcosa di me sempre.
Non perché parlo, spesso anzi, quando non parlo.
Non sono l'unica, lo facciamo tutti.

Quando ignoro un ex fidanzato che riscrive dopo anni di silenzio come se il tempo non fosse passato e noi non fossimo intanto, fortunatamente cambiati. E sposati, con altri.

Quando ricevo una telefonata ed il mio tono è tranquillo, o arriva subito dopo una notizia che mi ha scombussolata, e sarebbe meglio non rispondere a nessuna telefonata.
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L'autostima attraverso i colori

laboratori esperienziali per adulti
Ti piaci veramente?
Dov'è la fonte della nostra insicurezza e quali infiniti effetti pratici ha?


Cercare fuori tutta l'approvazione che non abbiamo dentro:
dal nostro capo, da chi lavora per noi, dai nostri figli.
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Note dipinte. Diventa protagonista dell'esprimersi in arte

Se lo puoi sognare lo puoi fare diceva Walt Disney.
Se lo puoi ascoltare lo puoi dipingere, dico io.

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Farsi notare in un mondo di lupi

Dopo anni di continui scippi di immagini, claim, loncandine anche da parte di persone "amiche" un giorno mi arriva una domanda educata e garbata.

Cosa c'è di strano?
Il garbo e l'educazione sono un biglietto da visita insolito, di un sapore caro e quasi antico e subito ottengono attenzione positiva.

Dunque leggo:
Federica Dalla Piazza di Modena mi chiede il permesso per usare una frase mia letta qui.

Mi manda  la frase già inclusa in un impaginazione molto pulita e professionale, disposta a toglierla se a me, che l'ho scritta, non va bene.

Io però adoro l'educazione, la gentilezza, la correttezza, la professionalità.
I miei blog sono proprio nati per condividere e far crescere la nostra professione di counseling.

E' un vero piacere che dopo anni mi arriva nella posta una richiesta (non sono io che scopro in giro cloni che in silenzio hanno copiato ed eliminato ogni firma mia).




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Marketing non convenzionale inutile



Geniale idea per pubblicizzare un film tra l' horror e il comico,
"Le streghe di Zugarramurdi" di Alex de la Iglesia.

Rimarrà vivo qualcuno per andarlo a vedere?

Ovvero: quando il marketing fa male (almeno al cuore).

 Leggi l'articolo originale pubblicato da bloguerrilla
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Le finestre dell'anima- a proposito di propositi




Se non decidiamo dove andare, da qualche parte arriveremo.
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Goal setting



Saper stabilire gli obiettivi per raggiungerli.



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Fai presto, piano


E' possibile cambiare direzione?

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L'omofobia a disegni



2 minuti per raccontare quelle parole che non sappiamo usare, se non per far male. Per insultare.

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Il primo passo nell'arte di presentarsi

Settembre.
Mese di corse alle presentazioni, a farsi conoscere, a cercare nuove opportunità.

Anche correre vuole adeguata preparazione, così come presentarsi.

Sia in azienda, quando arrivavano sulla mia scrivania 20 cv al giorno, sia ora, che ne ricevo meno, restano sempre pochissimi, quasi zero, quelli che mi colpiscono positivamente e mi convincono a dedicare il mio tempo a capire e sapere qualcosa in più di chi scrive.

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Marketing: gli errori da evitare

Molte persone chiedono, o di persona, o nel vari social network, consigli.

Cercano il consiglio perfetto per le loro esigenze da sconosciuti perfetti, per i quali sono a loro volta, sconosciuti perfetti.

Chiedono, a volte esigono, a volte copiano cose fatte da altri/e senza neanche riadattarle, personalizzarle.

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Come essere felici: Io parlo positivo

Ascolto per professione e per passione, perché come tutti incontro persone in ascensore e in riunione di condominio, in vacanza e alle prove di canto.

Ho sviluppato un allenamento proprio come gli esperti di musica a scoprire le stonature.
Siamo un mucchio di campane stonate in giro, senza accorgercene.
Senza ascoltarci noi per primi.

 Ci lamentiamo, esprimiamo rabbia e rancore, pensiamo di riuscire a nasconderlo, siamo invidiosi, astiosi, pronti a scattare inviperiti come dietro una macchina che ritarda due secondi a ripartire al semaforo.

Cosa fare? Intanto respiro. Respiro profondo.
Possiamo prendercelo tutte le volte che ce lo ricordiamo.
Un respiro ci riconnette, ci riempie, e ci fa guadagnare - positivamente- qualche secondo dentro di noi.

L'altro invito per oggi è ascoltare - e modificare tutte le volte che ce ne accorgiamo- le parole dure, astiose, svalutanti, spaventanti che usiamo anche con noi stessi.

qualche esempio:
"sono proprio un deficiente" (con opportune variazioni; disordinato/a, incapace, scemo/a odioso etc).
Questo amorevole commento è automatico, se casca qualcosa dalle mani, se caschiamo noi, se dimentichiamo qualcosa etc.
Da bandire il termine "tragedia" che usiamo di continuo e a sproposito,
Iniziare ogni discorso come il puffetto "io odio..." I puntini stanno per la qualunque. L'ufficio, il capo, la collega, la suocera, la nuora.
Voi non ve ne accorgete, ma siete ripetitivi ed ossessivamente svalutanti.
Una campana dal suono così sgradevole da voler essere molto lontano e non sentirvi, tanto non c'è nulla di nuovo. Cambiano solo i soggetti dell'inveire.
Oppure...questo stridio viene riconosciuto da campane simili a voi ed allora c'è l'amplificarsi di un rumore inudibile al cuore: quello di tante campane che si lamentano e sparlano e sono scontente.

Che non usano più il -proprio- strumento ovvero il proprio corpo e tutto quello che c'è dentro per gioire, ma per dare e darsi fastidio.
Come quelle campane che suonano troppo forte, troppo presto, troppe volte ed invece di incoraggiare la partecipazione e la condivisione alla festa, scontentano tutto il vicinato.

Scegliete parole che vorreste ascoltare, d'incoraggiamento ed amore.
Se proprio non ci riuscite a mandare pensieri positivi agli altri, iniziate con voi stessi.



Oggi Mi voglio bene.
Oggi mi prendo cura di me.
Oggi ricordo di darmi una carezza, anche se non ricordo perché.




( un percorso di crescita e counseling può aiutarvi a riportare l'armonia.)
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Accendere e risplendere

Solo la luce che uno accende a se stesso, risplende in seguito anche per gli altri.


Arthur Schopenhauer
















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Self marketing? Evitiamo errori ridicoli

Vi è mai capitato che vi copiassero il profilo Linkedin?

Evidentemente le (due!) squallide che vanno a copiarmi  non sanno che Linkedin conserva memoria di chi ha visitato il profilo.

Da lì a scoprire le copione è un attimo: clicco sulla foto e ritrovo il MIO profilo, descrizioni, esperienze (ma guarda che caso incredibile!! ma che davvero fai tutte le cose che faccio e che ho fatto io? ma da quando? sei proprio sicura?)

Forse questo vuol dire diffidate dalle imitazioni. C'è gente che copia i cv!


Poi c'è chi suscita altro tipo di ilarità riuscendo finanche a sbagliare la descrizione del proprio lavoro.

ad esempio questa psicoloGa si presenta come psicoloCa
che in spagnolo vuol dire Matta.




Secondo Repubblica. it i curriculum che inviamo sono zeppi di errori.



Tanti tanti errori, si potrebbero evitare.
Almeno quelli di stile.
che ne dite?
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Pronti a presentarsi al meglio

Azienda, gruppo, persona.

Passo da un contesto ad un altro e noto quanto parti di noi ci siano totalmente sconosciute.
le ignoriamo, volutamente, forse perché abbiamo paura siano deboli, imperfette, poco performanti.
Ma quelle parti escono fuori anche se non lo vogliamo.

Tempo fa - dopo un primo incontro per raccogliere un brief in azienda - torno per presentare il progetto e un altro professionista si è aggiunto nel tentativo di proporre anche il suo servizio.
Un uomo di esperienza, a quanto ha detto, di una cinquantina d'anni.

Il suo corpo tradiva nervosismo e lo trasmetteva.

Per tutta la mia presentazione, ovvero ciò che l'azienda aveva richiesto,  non ha mai smesso un secondo di muovere freneticamente le gambe sotto al tavolo e di fare clic clac con la sua penna.

Ha iniziato col presentarsi raccontando prima quello che secondo lui non era interessante.
E lo ha detto pure.

Cioè nel momento di massima attenzione del cliente, ha posto -lui-l'attenzione su ciò che in quel contesto non interessava.

Come se ad un colloquio vi chiedessero che università avete frequentato e voi rispondete con l'asilo.

E' stato imbarazzante per tutti noi che lo ascoltavamo e per lui che continuava a incartarsi scegliendo parole sbagliate e battute infelici.

Dunque mi chiedo:
perché chiudere gli occhi davanti alle nostre aree di miglioramento e non prendercene cura "prima" che ci servano?
perché attendere di essere in battaglia per attendere, certi, la disfatta?


Rivolgersi ad un professionista di self marketing, di presentazione in pubblico, partecipare ad esperienziali può restituirvi sicurezza, autostima, efficacia.

Allenamento.
Consideriamolo allenamento e smettiamo di pretendere da noi stessi di vincere le gare senza preparazione.



leggi anche:
Punti di forza e di debolezza
la finestra di Johari 
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Dire e soprattutto, fare

Trova qualcosa da dire. di tuo di personale. di sentito.
e poi...
vienilo a scrivere qui


se non l'hai mai fatto, se non sai farlo, se hai già un idea.
Per ricaricarti, condividere, esprimere.
Trovare un luogo tuo dove ri centrarti e sperimentarti in assoluta libertà e sicurezza.


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Migliora il tuo look

Scuole che spuntano come funghi, liberi professionisti che vogliono farsi notare.

Esperti di marketing da ben due minuti che vogliono insegnare come si fa.

 L'immagine passa anche - e tanto- dal materiale con cui vi presentate.

 Siti web, locandine, biglietti da visita.

 Se non siete disposti ad investire - un minimo- su di voi, perché dovrebbe farlo il "mercato"?




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Arte come strada che riconduce a se

Sono tante le strade che riconducono a se.
Le strade sono lì pronte, siamo noi a percorrerle o lasciarle deserte, dirigendoci altrove.
Nel fare, nell’apparire.
Nella confusione, nell’intontimento, nel non pensare e non sentire.

Le vie dell’arte sono le corsie preferenziali che riconducono a se.
Ognuno ne ha una fin da piccolo.
La musica ad esempio, per alcuni bambini fin dalla culla. Altri hanno sperimentato col tatto lanciando pastine e pezzetti di lego sparse ovunque per verificarne l’effetto e il colore tutto intorno.
Altri ancora il movimento.
O spesso, in quanto bambini le usavamo tutti essendo al centro di noi, iniziando a conoscere i confini nostri e quelli di mamma, a sperimentare quella meravigliosa (e terrificante) esperienza del dipendere, del succhiare, del farci nutrire, richiedere cibo ed amore.

Crescendo dimentichiamo parti, sia quelle che ci davano piacere, e forse meno, quelle che ci hanno provocato dolore. Un abbraccio negato, anche solo uno sguardo negato, un volto distolto, un ascolto distratto. Così ci infliggiamo gli stessi dolori senza darci i piaceri.

Distogliamo lo sguardo da noi stessi, se non per una critica sempre pronta, e silenziamo la nostra voce interiore benevola, quella affettuosa e premurosa, che ci procura nutrimento buono.

E poi possiamo rincontrare la strada dell’arte, quella che riconduce a se. Al piacere.
Accade attraverso un quadro o una poesia, un libro o una melodia che ci risuonano dentro un richiamo antico.
Accade attraverso un laboratorio di creatività.

Riprendiamo quella strada. E restiamoci.


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L'arte per me

L’arte è la risposta che apre (semicit), che chiama di notte e risuona le corde, ti lascia sveglia e riascoltare quell’intonazione di voce, il tocco del violoncello, il grido del violino che hanno richiamato quel grido sommesso e nascosto nel tuo petto.

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Non rassegnarsi a subire

"non di rado gli esseri umani si rassegnano a subire persone che attraversano la loro vita, permettendogli intromissioni implausibili in aree anche importanti. Un esempio tipico sono le circostanze in cui, cortesia imponendo di rispondere, le persone si trovano obbligate a rispondere a domande non pertinenti, con conseguenze a volte emozionalmente devastanti. Qui l’aggressione occulta sta nell’affermazione ipocrita che una persona onesta non nasconde nulla, e che la dimostrazione di questa onestà è la disponibilità a rispondere a qualsiasi domanda."

Paolo Quattrini (ne avevo parlato qui.)
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Arte per spiegare, chiarire, respirare


Vieni a sperimentare il benessere attraverso l'espressione creativa nei laboratori Good ARTernoon ©‎.

Lasciare lo stress, ritrovare la gioia e la creatività non è mai stato così piacevole.





ill.ne asaf hanuka




 
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Le parole sono importanti

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Poor marketing, poor strategy, poor everything

Per me le immagini sono fantastiche.
Potrei scriverci un articolo, anzi ne ho scritti almeno cinque per dire quante ridicole, perdenti, etc etc richieste ci arrivano da Linkedin.

Il fatto è che alcune persone pensano che se c'è un bottone possono semplicemente cliccarlo.

Come se vi suonassero alla porta solo perché c'è il campanello fuori.
Troppo fastidio pensare prima a cosa dire, come presentarsi, come farsi notare ed aprire la porta con un sorriso di contentezza oppure farsi mandare altrove con tante risate di ilarità.

Soprattutto prepararsi la risposta al: perché dovremmo aprire? perché a te? chi sei? perchè stai suonando a me?
Si usavano le stesse domande anche nel 1400 quasi 1500.
chi siete?  cosa portate ? dove andate? un fiorino (cit.)

Se nella vita reale siamo abituati a fare e a rispondere a queste semplici domande,
quando lo chiediamo sui social, ci sono persone che si indignano, si offendono.

Perchè se siamo su un social dobbiamo aprirgli no?
Mettergli a disposizione il nostro portafoglio prodotti, i clienti, aprirgli la porta con i nostri capi ed ex capi e partner.

Così Linkedin diventa una copia inutile di Facebook, dove tutti sono amici di un amico e ti aprono la porta perchè di fidano dell'amico, che  ha aperto la porta perchè pensava fosse amico dell'amico, ed alla fine siamo pieni di "amici" con cui non vorremmo prenderci neanche un caffè.

 Volevo risparmiarvi l'articolo. Troppo tardi.

 
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Laboratori ed incontri per disegnare la vita

Esistono persone e disegni che quando li incontri restano dentro. Inconfondibili.



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Lasciati trasformare...



creata da  BETC Paris.

La campagna globale include una App, "Baby & Me," creata dall'agenzia in collaborazione con  B-Reel,  disponibile da metà maggio, e utilizzerà la tecnologia di riconoscimento facciale per trasformare fotografie di adulti in versione bambini.

 Pay off: Evian live young
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Migliorarsi

C'è una gran corsa a sentirsi efficaci, superare qualcuno o qualcosa, competere.
Primeggiare per rivalsa, per invidia, non per vero amore di se, dell'armonia, del benessere.

Presunzione, narcisismo, cattiveria. E' più semplice schiacciare, invalidare, svalutare l'altro e sentirsi potenti attraverso il piacere perverso della distruzione che della costruzione, del riconoscere i punti di forza dell'altro o cercarli in sè stessi (forse è davvero forte la convinzione di non averne affatto di qualità!).

Invece no. Ci sono persone che non tollerano vedere altri bravi in qualcosa,  e provano a scipparli.
A fargli lo sgambetto per vederli franare al suolo e fingersi dispiaciuti ed empatici.


La corsa alla competizione fuori è opposta alla disponibilità ad ascoltarsi davvero.
A sentire le nostre debolezze, paure, a voler lavorare sulle ombre, a volerle abbracciare per poi aprirsi alla luce e a nuove possibilità.
Siamo poco disponibili all'ascolto, non solo nei confronti degli altri, ma anche di noi stessi.

Vogliamo vederci ed accettarci solo al meglio.
Chiunque ci rimanda una immagine diversa, sbaglia.
Noi siamo i migliori.

Ma appena la luce della verità e della difficoltà ad un certo punto ci tocca, ci accorgiamo di essere - anche- fragili.
Unici e complessi come fiocchi di cristalli che si sciolgono quando c'è il sole.
Brillanti e falsi come swarowski che ostentano opulenza nascondendo povertà.



Che abbiamo costruito una corazza scintillante, come il cristallo.
Prezioso eppure fragile,  a volte opaco quando lasciamo gocce d'acqua asciugarsi senza la semplice carezza di un panno che restituisce col tocco piacevole calore e lucentezza.





Auto- miglioramento è il nome del gioco dove l'obiettivo primario é rafforzare se stessi non distruggere un avversario. Maltz

Prova un percorso di counseling. 
 Non per primeggiare, ma per essere disponibile con te stesso ad essere migliore. 
Per te, per il mondo intorno a te. 
Per i tuoi stessi figli che svaluti, confondi, manipoli come fai con tutto ciò che incontri.

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Marketing nei Social Network

Nell'epoca del web ci sono alcuni professionisti che pensano sufficiente per promuoversi aggiungere accanto al loro nome, ciò che fanno "counselor, psicoterapeuta o psicologo".

La visibilità che pare così facile, è multidirezionale.

Il mercato è (cit. Kotler) l'insieme dei consumatori reali e potenziali del prodotto.
Ovvero di chi vi potrebbe contattare per lavorare con voi, e di chi non lo farà mai, neanche fosse rimasti gli ultimi possibili interlocutori della terra.
Figuriamoci in un mondo reale così sovraffollato di offerta.
Non vi sceglieranno. Punto.
Proprio per quello che vedranno così bene e voi non riuscite a vedere.

Chi si mette sul web con tanto di pecetta attaccata al nome, si ricordi che sta rappresentando, oltre che se stesso, un intera categoria.

Categoria che se si sente mal rappresentata, si forma una chiarissima idea di voi, con una pecetta che stavolta sceglie lui/lei, insieme ai centinaia di occhi che possono leggere quello che scrivete, e che resterà anche nel web, fino a quando non potreste cancellare le tracce del vostro misfatto.
(di cui forse, l'aspetto peggiore, è che non ve ne rendete neanche conto).

Quando fate piazzate sul web, immaginate di star usando un lanciafiamme sul vostro potenziale, perché anche i colleghi sono un bacino di possibili invi e passaparola SIA POSITIVI CHE NEGATIVI.


Quando vi esponete in chiaro e palese controtrasfert, scagliandovi contro qualche troll, o collega travestito e nascosto sotto mentite spoglie, quello che dite non pensate sia figo per forza perché vi pare di riuscire a rispondere a tono.
No, quello che dite, e lo capireste andando in supervisione, o aspettando qualche giorno che la rabbia sbolla prima di rispondere, parla di voi.
Di quanto siete formati, di quanta crescita personale avete fatto, se vi siete diplomati o laureati con i punti della Miralanza.

Meglio stare zitti.








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Arte nelle nostre case

E' entrata nelle nostre case, incantando grandi e piccini, con una (finalmente) bella pubblicità di un azienda di energia.
La sand artist Ilana Yahav
(agenzia Tbwa)
Molti l'avevano già incontrata sul web, incantati dalle sue storie create con la semplicità di chicchi di sabbia e punte di dita.

In italia c'è una sand artist? sì, ed è giovanissima.
Sorride con gli occhi e col viso, con quell'aria gioiosa di chi fa poesia nella vita, di chi vive con quello che gli piace, di chi fa arte e tocca il cuore.

Si chiama Gabriella Compagnone, unica artista italiana di fiabe raccontate con le mani, la musica e tanta grazia.

il disegno si crea, il disegno si cancella, perchè è giusto "ristabilire l'iniio inizio e la fine delle cose" dice Gabriella.

Un unione tra arti, e il cuore per parlare a tutti noi senza parole.



 
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Marketing e counseling si incontrano

Tra qualche giorno sarò in aula per una lezione esperienziale di MARKETING per COUNSELORS.

Sono veramente contenta che anche le scuole comincino a vedere l'opportunità di insegnare a presentarsi, promuovere e comunicare se stessi.

E' stata un emozione qualche tempo fa essere in un aula tutta di psicoterapeuti e sentirmi fare domande,  ascoltarli condividere con me l'esigenza di una formazione che includa anche il marketing.

Ci sarebbero un mare di cose da dire - alcune potete leggerle in questo blog cliccando qui.

Intanto sono contenta di poter avere l'opportunità di dire che il marketing non è vendita o pubblicità, ma è creazione e scambio di VALORE. 
Se non abbiamo creato valore, o non siamo sicuri del nostro valore e del valore dell'altro con cui scambiamo...
Dunque è ancora più immediato il legame tra counseling e marketing.
Tra lo sviluppare il senso di sè e la propria autostima, saper fissare i propri obiettivi e saperli realizzare.

Perché sarebbe meglio sapere che possono volerci anche anni per bilanciare entrate ed uscite, e saper trovare il modo per organizzarti e vivere mentre continui a formarti, e pagare l'affitto (di casa e dello studio).
Mi piacerebbe poter parlare dell'importanza della rete, perché la nostra immagine passa sempre, non solo quando lo decidiamo noi.

Passa quando siamo in fila dal panettiere, quando siamo in ascensore, quando parliamo con gli amici, nel saper tessere relazioni e condivisioni.
Quando commentiamo, rispondiamo con troppi - sospettosi- cuoricini, quando non rispondiamo affatto, quando siamo prolissi e polemici, quando siamo in ritardo e ci struggiamo per un amore finito su FB.

Non è che non si possa fare, ma se hai un ruolo di uno che migliora la vita anche relazionale degli altri,  puoi mai continuarti a lamentare tutti i giorni per mesi?
Acquisti in umanità, ma perdi di credibilità nel poter aiutare qualcuno a superare un momento difficile.


Il mondo ci guarda anche quando siamo spettinati e stanchi e facciamo le cose senza pensare.
Il mondo ci guarda anche quando rubiamo cose degli altri in totale lucidità.

Perché anche la rete restituisce dopo qualche tempo ciò che sei.
Non puoi fingere a lungo senza venire scoperto.
Ci sono state, e continuano anche !! colleghi/e che dovrebbero avere l'etica come base fondante non solo del nostro lavoro ma proprio della  persona.
Eppure hanno copiato di tutto.

Dai banner pubblicitari. ai miei claim, ad interi articoli per diffondere la professione (tutti gli articoli si possono CONDIVIDERE usando l'apposito tasto, altro è eliminare la firma dell'autore e usarli come fossero scritti di proprio pugno), hanno aperto profilo e fan page con nome del mio (altro) blog, prendono foto e tagliano la mia firma prima di condividere.

Per un po' mi sono detta: non importa, io posso e SO FARLO, continuare ad inventare cose nuove, e lasciare che loro usino ciò che hanno rubato.
Poi no, le appropriazioni indebite iniziano a seccarmi.
Il lavoro degli altri non si copia.
O si paga, oppure si rielabora, in modo da assicurare a chi ha innovato ed- anche a se stessi- la differenziazione ed il posizionamento.

Può essere ignoranza (nel senso di ignorare, comprendere, non aver studiato e non capire le possibili conseguenze), può essere maleducazione, può essere estrema insicurezza nelle proprie (sole) forze tanto da dover ricorrere al furto da altri, può essere che non ce la fai a pensare di poter pagare l'altro per lavorare per te invece di rubare malamente o cercando di rifare le stesse cose con una qualità infima.

Possono essere anche tutte queste cose insieme.
Il self marketing non è affatto vendere qualcosa agli altri.

Si tratta di scoprire prima DENTRO cosa c'è di valore che può essere condiviso.
Si può essere disposti a voler condividere?

A volte le analisi spaventano, perché le risposte a cui arriveremmo potrebbero non piacerci. Potrebbero costringerci a dover cambiare direzione.
Cosa che è estremamente costosa in termini di tempo, energia, orgoglio.

Ma ce la fai a proseguire su una strada che hai capito che non è la tua?
e, per te che continui a vedere cosa fanno gli altri per rifarlo, davvero vuoi continuare ad abitare in un luogo creato e colorato da altri?
Con le LORO caratteristiche. Non le tue.
Con le LORO abilità, non le tue.

Di nuovo Marketing e counseling si incontrano.
Scoprire le PROPRIE ABILITA' e saperle COMUNICARE.




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Stimolazione dell'anima per risonanza

Ci siamo.
Sabato prossimo dipingeremo Kandinsky a modo nostro.

Il percorso creativo iniziato ormai un anno fa é basato sullo stimolare l'espressione creativa  di ciascuno dalla risonanza in noi dei colori, forme e creazioni di grandi artisti.
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Marketing, due artisti e tanto caffè



Pittura, musica, creatività e marketing.

Questo video è un esempio di incontro possibile.

Un omaggio a Lucio Dalla attraverso l'arte di RED (Hong Yi), giovane artista malese che dipinto col caffè  -Nespresso- il viso di Lucio,  in 3 giorni di lavorazione, 30 tazzine di caffè e 5.000 impronte.

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Il marketing che svilisce una professione

A volte capita che un professionista, magari giovane, magari inesperto, magari esperto nella sua professione, ma inesperto nel sapersi promuovere, decida di farsi conoscere in questo modo



Discutibilissima.

Il problema è che una comunicazione così (sbagliata), distrugge il duro lavoro di tanti.

Il lavoro di tanti per far crescere una professione, farla conoscere per le sue piene potenzialità, per demolire falsi miti e credenze, per presentare la professione dell'operatore non come un fumetto o una vignetta, qualcosa di cui ridere.
Ridere di chi fornisce il servizio o di chi vi si affida.

Nei commenti che ho letto su FB leggo uno dice:

il problema non è chi lo propone ma la gente che presa dalla fretta e dalla crisi ci crede.

E no. mica son d'accordo.
Il responsabile della comunicazione è colui che la struttura, la studia e la propone.
Poi come venga ricevuta è un altra storia.
Ma io non posso spogliarmi dalla mia responsabilità di professionista (se lo sono) nei confronti della mia professione, della mia formazione, dei miei colleghi e dei possibili clienti potenziali "giocando" sul fatto che il problema è di chi ci crede.

Così mio caro "dottore" stai facendo scempio di due professioni.
La tua, perché la presenti in modo obsoleto, col terapeuta che scrive alle tue spalle e manco ti guarda in faccia,
l'altro è il marketing, perché continua a esserci gente convinta che facciamo credere cose finte alle persone (stupidi, ignoranti, allocchi, creduloni).

Se non vi sapete proporre, almeno  non distruggete il lavoro - validissimo e indispensabile - di tanti altri.

Prossimamente gruppo di self marketing (promozione personale e professionale) per professionisti.

Scrivimi a paola@energiacreativa.org per chiedere e ricevere informazioni.
C'è ne è davvero bisogno!!!

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Il Papa che invita all'ascolto di noi stessi

Si parla di questo Papa, anzi come si definisce lui, Vescovo di Roma, già come una rivoluzione.
Un brand, per usare un termine Marketing.

Ne sono stata conquistata subito, dalle prime parole, dai primi gesti, sorrisi.
Da quell'incedere tranquillo e semplice che ha avuto mentre entrava nel conclave.

Un grande comunicatore, poche parole, ma dritte a conquistare.
Le abbiamo sentite sincere e vere, profonde.
Continua...

Limiti ed opportunità

Con e senza limite
Ieri sono andata al mare.
Nonostante il tempo fosse incerto.
Nonostante la stanchezza di giorni di lavoro lontani da casa in una lingua che si confonde a volte dentro di me come vino nell'acqua, senza riuscire a distinguere quella che scelgo per parlare.
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Perché proprio tu?

Oggi i miei allievi hanno presentato le prime bozze di marketing plan personale.
Vedere colori e passioni che si mescolano, si palesano, e vengono presentati con passione è molto arricchente.
Persone che mentre descrivono le loro scelte si scoprono più competenti, più sicuri, più convincenti e convinti di cosa vogliono fare. E un bel testimoniare.
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Interpretare e ricreare a modo tuo

Non potevo immaginare il coinvolgimento intenso che sperimento nello studiare e conoscere la vita e le opere degli artisti del percorso di pittura emozionale " I grandi a modo mio".
Continua...

Video and visual curriculum



Creative ideas to work on your cv and propose one more creative and unique than traditional kind.

Continua...

Cercare di insegnare in tempo di elezioni

Mentre cerco di insegnare a dire la verità, a non pompare inutilmente i propri curriculum,  i giovani  mi guardano e non capiscono perché, visto che c'è chi vuole governare e si inventa master che non ha.

Terribile dire: non guardate gli esempi, in Italia, guardate ad altri paesi dove per una cosa così ci si dimette.
Sviluppate una vostra etica: l'etica del NON si fa.
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Confondere i desideri con i bisogni.

Quando si parla di marketing, ci sono spesso pregiudizi, idee parziali etc.

Perché è vero che si crea desiderio per qualcosa di cui non abbiamo davvero bisogno.

E' altrettanto vero che noi abbiamo bisogni e possiamo - consapevolmente- scegliere come soddisfarli, ridurli, spostarli, ignorarli.
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Picasso a modo tuo

Dipingere non è un'operazione estetica: è una forma di magia intesa a compiere un'opera di mediazione fra questo mondo estraneo ed ostile e noi. (Pablo Picasso)

Vieni a trovare la tua magia. Alla scoperta del piacere di abbandonarsi, sciogliere il colore tra le mani, e lasciarsi andare nel colore, all'amore per il momento del piacere e all'amore per sé. Per superare il buio e trovare la luce, per integrare le ombre, anche senza saperle disegnare.


Laboratorio di Pittura Emozionale
  • Picasso a modo tuo 16 Febbraio oppure 2 Marzo
  • Van Gogh 23 Marzo
  • Kandinsky 20 Aprile 
  • Monet 18 Maggio

Le prenotazioni sono cominciate...paola@energiacreativa.org oppure 3932206505Puoi provare un solo laboratorio o partecipare all'intero percorso.
Per motivi organizzativi e per il numero chiuso di 10 partecipanti é necessaria la prenotazione.

I laboratori sono aperti a tutti; particolarmente indicati per manager, insegnanti, educatori, genitori, medici, infermieri, logopedisti, artisti che hanno perso l’ispirazione e persone che vogliono scoprire il loro lato artistico.

NON sono terapia, tuttavia possono affiancare percorsi terapeutici, o costituire uno spazio di espressione nutriente dopo aver terminato un percorso terapeutico.
Non richiedono capacità artistiche, non sono lezioni di disegno nè di pittura, ma laboratori di benessere, creatività e crescita personale.


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Guttuso- inside your GUTS feelings

Inside your GUTS feelings. Guts in inglese budella. Omen Nomen.

Devi vederlo da vicino Guttuso ed allora il rapporto si fa intenso, privato, viscerale.
Prende le tue viscere e ne fa nodi, le fa muovere a suo piacimento, su nella gola ed esplodere in ogni direzione nel tuo corpo.
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Libertà di perdersi e di ritrovarsi

Un fumetto in bianco e nero più un solo colore.
Arte in movimento.
Un sorriso, una pausa, un ristoro per fronti aggrottate.

Un invito per quanti rincorrono il nulla e quanti non rincorrono nulla.



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Distinguersi e piacere (piacersi)

Sono di nuovo alle prese con le lezioni di "marketing  reale" ovvero, non (solo) quello che insegnano nei libri, ma quello che serve.

Le basi necessarie e indispensabili.
Tutti noi ce ne serviamo, tanti si improvvisano con effetti ilari o drammatici, altri pensano sia sufficiente copiare chi il marketing lo sa fare.
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Un sabato tra i cappelli di De Bono


Metti un sabato mattina.
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Parlare in pubblico

Kees van Dongen - Woman before a mirror (1908)
Parlare in pubblico é certamente una delle prove più ansiogene per molti.
Come superarla?
Beh, ok, superarla proprio no, ma viverla, passarci attraverso con dignità e cuore tranquillo.

Il primo passo è la preparazione.
Scrivere il proprio discorso e provarlo, riprovarlo e riprovarlo ancora.
da soli, davanti allo specchio, davanti al marito, all'amico etc.

Quando sarete di fronte al pubblico ci saranno meno variabili "nuove" e dunque saranno più facilmente gestibili.
Non dovrete cercare le parole o inventare il senso del discorso, ma sarete (un pò più) padroni del momento.

Avrete preso confidenza con il tono della voce, la sua modulazione, avrete scoperto i passi più difficili e, probabilmente, li avrete ripassati fino a che saranno più fluidi nell'esposizione.

Questa la teoria. o almeno qualche piccola pillola di teoria.
La pratica?

Per tutti i miei allievi che negli anni passati sono stati sottoposti alle torture delle presentazioni in pubblico, questo è il momento della vostra vendetta.
Ridete pure di me, perché anche io ancora non mi sono fermata.


clicca qui per ascoltare la mia presentazione

e comunque. quando vi accorgete di aver sbagliato qualcosa inutile fustigarsi.
Cosa farete di diverso la prossima volta?

Io, forse, mi atterrò al testo scritto, senza aggiunte dell'ultimo minuto.
Se conoscete l'inglese, ascoltate per capire cosa è stato improvvisato e cosa no.

Di solito improvvisare mi riesce bene.
A tutto c'è l'eccezione.



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Marketing soddisfazioni

Cito me stessa:
 "Il marketing non l'hanno inventato gli americani"

per dire Yeppa. che soddisfazione.

Tornare ad insegnare Marketing all'Università ed insegnarlo agli americani!

e ancora di più.
Notizia di ieri: insegnare Marketing per counselor ai counselor.
wow





Per acquistare il favore del tuo pubblico

Devi farti simile ad esso

Non ti seguirà se non capirà che lo capisci

Studia perciò colui col quale parli,

Riconoscilo nei suoi legittimi bisogni e desideri:

Egli ti riconoscerà!


Seneca




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I ruoli

Un ruolo è una cosa scritta e descritta di solito in un organigramma.
Si richiedono competenze tecniche, specifiche della posizione, ma sopratutto un ruolo richiede competenze di tipo relazionale.
Le prime di solito sai dove acquisirle: testi, scuole, e poi università.
Poi cresci, ne ricopri diversi e ti accorgi che non è poi tanto facile.
Specie per le altre, quelle relazionali, nessuno te le insegna.

Guidare persone (to lead- leadership), o rispondere ad altre (to follow- followers). Di solito entrambe.
Dare ordini o dare consigli, farsi rispettare e niente telefonini in classe, dare feedback e non giudizi.
Fermare giudizi e facilitare feedback.
Scrivere un brief senza essere direttivi, ma chiari.
Lasciare spazio alla fantasia e alla creatività pur nel rispetto di codici da preservare.

Ci sono segnali da cogliere, comprendere o interpretare, regole di solito non scritte, che spesso cambiano anche da contesto a contesto.
Un pò come le regole di una famiglia, ognuno ha le sue.
Alcune esplicitate, altre nascoste, ma non meno importanti.

Le competenze relazionali le scopri in te andando avanti, le coltivi, ti conosci sul campo.
Sei un direttore d'orchestra, un solista o un giocatore di squadra.
Non le puoi inventare o fingere, di solito esce fuori come sei davvero.
L'importante è non credersi team player e scoprire che il tuo team ti considera il direttore d'orchestra.
O che hai il ruolo da direttore, ed invece riesci ad essere un semplice solista.


I ruoli proteggono, i ruoli facilitano, i ruoli fanno crescere.
Un ruolo interpretato quando non hai l'esperienza, l'empatia, la flessibilità, la preparazione ed un sacco d'altro...può essere micidiale. 
Per te che lo porti con fatica e/o per chi ti subisce, perché sei inconsapevole del vestito che ti sei messo, troppo grande o troppo stretto, troppo vistoso o troppo dimesso.
Di solito un corso o un percorso di crescita personale è proprio adatto a quel tipo di competenze che si apprendono con l'esperienza, quando non hai tempo per aspettare di fartela sul campo.
O quando lo stress del gioco "vero" ti costringe a dover apprendere rapidamente altrove come si fa, cosa fai bene, e cosa hai da migliorare.

Un ruolo è anche quello del genitore, e troppi credono basti esserlo per saperlo fare.
Anche lì, affacciatevi ad un corso di sostegno ai genitori, potrà essere illuminante e facilitante per il compito della vita che avete davanti e di quelle di cui siete responsabili.

Comunque voglio condividere una chiara direzione che mi è stata data per ricoprire un ruolo, che ho trovato molto chiara ed utile:
Be friendly with them, but you're not their friend.
Sii amichevole con loro, ma non sei loro amica.
Questo approccio aiuterà il gruppo che gestite, ed aiuterà voi.
Aiuterà me, perché ogni ruolo coinvolge sempre le relazioni, l'attaccamento, le simpatie e i desideri di piacere e farsi accettare.
I confini sono necessari.
Se mettete su un muro, c'è incomunicabilità.
Se non ci sono, si crea confluenza, confusione (essere con-fusi. Non c'è adeguata separazione tra le persone che non sanno dove finiscono loro e dove inizia l'altro. Se non lo imparano in famiglia, si portano il problema a lungo, perché il confine non si crea per magia, ma con duro lavoro, specie quando nessuno ce l'ha insegnato).
Invertire i ruoli è deleterio in ogni contesto.
Poiché ognuno di noi nella vita ne riveste più di uno, serve allenamento continuo. 
Serve avere occhi ed orecchie ben aperti senza diventare paranoici, serve essere pronti a riconoscere l'errore e rimediare, serve essere pronti a riconoscere il nostro posto e quello dell'altro.

Riconoscere che a volte può esserci desiderio di vicinanza non condiviso dall'altro lato.
A volte la distanza scelta da altri può essere fredda e disagevole.
Ma di nuovo, più ci conosciamo, più diventiamo bravi a comprendere quale vestito indossare al mare, quale in montagna.
Non ci arrabbieremo più di essere criticati se saremo in grado di capire il confine.

E' la nostra responsabilità di  scegliere vestiti adatti al ruolo,  foto adatte al ruolo, parole adatte al ruolo, senza per questo sentirci meno veri e meno congruenti con noi stessi.
Perché davvero siamo uno, nessuno e centomila.
Chi sceglie di essere sempre lo stesso uno, è limitato e limitante. Spaventato e spaventante.


Di bello c'è davvero da cogliere la stupefacente complessità e ricchezza umana, le straordinarie somiglianze nelle differenze e le differenze nelle somiglianze.

Possiamo guadagnare in: relazioni nutrienti, soddisfazioni, respiro, benessere per tutti.


Oppure prenderemo la nostra responsabilità di aver usato il ruolo in modo errato, interpretato male il confine, non averlo visto, averlo invaso o esserci fatti invadere.
Le possibilità - di benessere o malessere- sono infinite.
A voi la scelta (possibilmente consapevole).





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Pc ed amici

A volte ho un mese, altre due settimane per preparare un laboratorio.
Ogni tema che propongo ha un influenza inaspettata e profonda in me.
La terra, Hundertwaasser,  Che dolce sei.

Sono talmente tanti, che ho voluto contarli.
Continuo ad inventarne di nuovi,  la mia creatività mi segue, o io seguo lei.
Mi chiedo cosa farò quando finirà di sfornare idee, ma decido di preoccuparmene quando accadrà.


In ogni laboratorio, senza eccezione alcuna, imparo.
Sia nella preparazione, che nell'esecuzione e condivisione col gruppo che viene a prendere, dare, creare.

Preparo tutto nei minimi dettagli, dalle letture, ai video, alle chiavi di accesso, alla struttura, ai materiali.
Ma, nonostante la cura meticolosa e, spesso, ossessiva, evidentemente c'è da imparare che le cose vanno come devono andare anche per gli ossessivi (come sono io se non si fosse capito).

Così ci sono gli imprevisti, un motorino che si guasta per la strada, un computer che nel momento più inopportuno, si spegne e tu sei lì e ti dividi tra riprenderne possesso ed andare a braccia, a ri- inventare la lettura sull'onda dei ricordi.


Così arriva la conferma che mentre un pc si impalla  mentre lo guardi senza neanche toccarlo, un amico si attiva anche se non lo guardi neanche.

Allora quell'amico si alza, in silenzio, risolve il problema e ritorna così che il laboratorio può continuare come  previsto.

E tu  hai la conferma che i computer proprio non potranno mai ricreare l'armonia e l'affidabilità, l'intesa, la sorpresa di un amico.
E di questo sono grata.

Se avessi una bacchetta magica dite?
Più magia di così...

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Le direzioni utili

Il fatto è che tante persone pensano che la psicologia, la filosofia, il marketing, la politica siano concetti astratti, inutili nella vita di ogni giorno.

Se ne disinteressano, lasciandole, secondo loro, alle pagine dei libri.

Invece noi ci siamo dentro totalmente ogni giorno.
Se solo imparassimo a tenere gli occhi aperti, ed applicare quello che abbiamo letto, o, in alcuni casi, addirittura insegniamo!!

Il concetto di oggi è questo:



Trova applicazione nella vita dei singoli, nelle famiglie, nelle società e nelle associazioni.

Troppe volte in azienda mi è successo di preparare business plan, back up plan (il famoso piano B), reco (raccomandazioni- sono azioni e proposte a fronte di un analisi effettuata). e il risultato è: stagno.

Lo stagno è quella situazione in cui nessuno poi risponde.
Si resta tutti sospesi, e si perde tempo (o secondo alcuni, si PRENDE tempo).
Si fa finta di non sapere, perché ci sono piani nascosti, altri, per cui prendere una posizione potrebbe impedire la futura presa della Bastiglia.

Intanto non si dice, non si fa sapere, il clima (aziendale, associativo o familiare) vive in sospensione.
Si sente nell'aria che qualcosa dovrebbe accadere, qualcuno dovrebbe affrontare parlare, mettere sul piatto.
Ma nulla.
Si resta nella bonaccia, solo che la bonaccia non viene stavolta da fuori, dagli elementi che non controlliamo, ma dal nostro stesso ambiente.

Così si fa melina - termine che ho conosciuto in età molto avanzata- e si fa finta.


Poi quando ci sono le "cordate" ci si ricorda degli elettori.
Dei soci, dei partner, di chi insomma vorremmo votasse per noi.

Allora chi si è disinteressato, è rimasto fuori per ignavia, noia, o perchè preso già in cento e passa crepacci, continua a lasciare a coloro che hanno fatto melina e hanno contribuito a restare stagnanti per così tanto più tempo del necessario. Li rivotano.

Io? rivoLto.
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