Iscriviti ai Feed Aggiungimi su Facebook Seguimi su Twitter Seguimi su Istagram Mandami una mail Skype Linkedin

Home

Hundertwasser - La raccolta dei sogni

Friedensreich Hundertwasser - La raccolta dei sogni

“Dipingere è sognare. Quando dipingo, io sogno. Quando il sogno volge al termine, non ricordo più nulla di quello che ho sognato, ma il quadro resta. È la raccolta del sogno”.


Continua...

Arte: motivazione, senso e dignità

Arte, musica, video, teatro, foto: diventano mediatori preziosi per motivare, restituire senso e dignità alle persone.

Gli studi di neuroscienze confermano, evidenziano ogni giorno di più i processi neurobiologici che si attivano con le esperienze artiterapeutiche; i clinici riscontrano i benefici in termini di benessere e qualità di vita degli utenti e degli operatori.
da: nuoveartiterapie.net

Ecco come ci siamo costruiti il nostro senso d'autunno:
 se vuoi provare i laboratori per rallentare, rilassarti, condividere, crescere,  scopri i nuovi percorsi e date al link
Continua...

Quale scuola scegliere?


Molte persone mi chiedono consigli di professionisti a cui rivolgersi e scuole da frequentare.


La mia posizione è alquanto scomoda per molti motivi:

- 1. il consiglio è basato sulla MIA conoscenza ed osservazione del mondo, anzi certamente di una fetta di mondo per forza di cose limitata; anche perché preferisco averli provati sulla mia pelle, ed anche in questo caso posso semmai raccontare la mia storia, il mio punto di vista,  senza che questo diventi un consiglio.

- 2. dipende dalla MIA modalità di desiderare priorità: etica, trasparenza, congruenza, servizio al cliente etc

- 3. dipende dall'obiettivo della persona:
è per crescita personale?
per uno sbocco professionale?
per entrambi?
quale budget ha?
quali alternative ha?
quali motivazioni ha?

In ogni caso occhi aperti per proteggere voi e il portafoglio dalle fuffe (truffe) ed atteggiamenti truffaldini, promesse impossibili e scarsi servizi.

Ma allora come fare a scegliere una scuola, un corso, un professionista?

Partiamo intanto dalla definizione di servizio:

I servizi sono attività, benefici intangibili, che non determinano la proprietà di qualche cosa, come una stanza in albergo, un viaggio aereo o la frequenza un corso di danza.
I servizi comprendono banche, scuole, università, polizia, ospedali.
Possono essere erogati da privati o da enti pubblici, essere rivolti al consumatore finale o all’industria; richiedere un alto coinvolgimento del cliente, come nel caso delle scuole, del parrucchiere, del medici, o basso del cliente, es. auto- lavaggi.

Alcune variabili da considerare,  riflessioni e cose da osservare che possono aiutarvi nella scelta.

Intangibilità
Non possiamo valutare un servizio prima dell’acquisto attraverso i sensi, porte percettive sulle nostre decisioni. Notiamo un vestito che ci piace in vetrina, tocchiamo la stoffa, lo proviamo sul nostro corpo, verifichiamo che soddisfi il nostro gusto, esalti le nostre misure fisiche e ci restituisca l’immagine che vogliamo avere di noi.
Un servizio non si guarda, non si tocca,  non si può determinare prima dell’utilizzo  la corrispondenza rispetto alle nostre esigenze fisiche e psicologiche. Ne deriva un’incertezza, sia per l’acquirente che per il proponente, a cui si cerca compensazione attraverso il materiale informativo, il luogo in cui viene erogato il servizio ( per es. l’ordine e la pulizia in uno studio medico, l’arredamento di un ufficio). 
Spesso la valutazione si  base sulla raccomandazione di altri che l’hanno provato o giudicando la persona che propone il servizio.
Se si tratta di scegliere un corso, o un percorso, visitate perciò i luoghi dove verrà erogato, la quantità di buio e di luce, lo spazio, l'odore, la pulizia. 
E' impensabile (per me) poter stare una intera giornata in un buio sottoscala, con scarso ricircolo di aria sia a creare, peggio ancora a muovermi e danzare, senza uno spazio adeguato per persona e per tipo di attività.

Inseparabilità. Chi eroga il servizio è parte del servizio e il  servizio non può essere erogato senza gli utenti presenti, per esempio una conferenza, un concerto. Dall’altro lato per condurre una lezione occorre presenza e fisico in forma, una semplice influenza può pregiudicare l’erogazione del servizio in parte o totalmente.

Variabilità. Il servizio varia a seconda da chi lo fornisce, quando, dove e come sono fornite; ma anche a chi e con chi altro, poiché le persone partecipano alla produzione e al consumo.
Le aziende devono ridurre al massimo la variabilità attraverso ad es. l’addestramento del personale (hotel, compagnie aeree), oppure con procedure standard  (e.g. McDonald's, Club Med). Quando il servizio è erogato in compresenza di altri, il livello di soddisfazione può venire compromesso dal comportamento di alcuni, come ad es. assistere ad un concerto con un vicino che mastica rumorosamente chewing gum o in un ristorante dove altri avventori urlano invece di parlare. Chi frequenta corsi di formazione sa quanto il comportamento di uno può stimolare o frenare la partecipazione di tutti.

Deperibilità
un servizio non può essere conservato per un uso successivo. A causa della simultaneità di produzione e del consumo di servizi, quando la richiesta aumenta la difficoltà aumenta (nell’esempio del ristorante troppi tavoli da servire, nella scuola troppi allievi da seguire).

Mancanza di proprietà l’acquisto di merci fisiche, come automobili, vestiti, oggetti determinano la disponibilità illimitata del bene. L’accesso al servizio avviene invece solitamente per un tempo limitato (assicurazione). Chi eroga il servizio deve rinforzare la propria identità ed affinità di marca presso il consumatore ad es. attraverso l’ incentivazione acquisti futuri (come i programmi fedeltà, frequent flyer etc). I servizi presentano difficoltà di ostentazione, a fronte della quale vengono sviluppati prodotti come felpe, cappelli, sciarpe e spillette (es. corsi di formazione, club, palestre).

I servizi sono facilmente imitabili.

Imitazione non necessariamente significa innovazione o qualità.
Raccogliete informazioni da chi ha già utilizzato personalmente il servizio, fate confronti su cosa altro esiste nel mercato di riferimento, dalla storia della scuola che scegliete, da chi sono o saranno i fondatori e docenti, da quale esperienza lavorativa e di formazione hanno.
Effettiva, non dichiarata.

Partecipate a giornate gratuite di prova, come ad es. vengono offerte dall'ottimo istituto IGF e dai suoi preparatissimi terapeuti.

Io seguo formazione continua, e dunque mi piace andare a vedere modalità diverse dalla scuola in cui mi sono formata e cresciuta ovvero l'Aspic, che ha sedi in tutta Italia, propone Master per counselor, e la scuola di Psicoterapia, e Master per l'età evolutiva, Master in Counseling Professionale a Mediazione Artistica etc.

Quando scelsi la mia scuola ad es.ho considerato la variabile di vicinanza geografica, perché a Roma le distanze possono richiedere ore di spostamento, e, lo confesso, in base alla possibilità di potermi ritirare se la cosa non mi fosse piaciuta, perdendo solo una quota minima.
Poi non ho mai avuto necessità di farlo, ma è stato un criterio personale che mi ha aiutata a prendere la scelta con più leggerezza e serenità.


In conclusione: scegliete con la vostra testa e i vostri sensi.


Continua...

Gestione del tempo

Quante volte ti sei sentito chiedere un lavoro URGENTE?

L’urgenza genera stress e ansia, dunque eliminare (parte) della fonte di stress e ansia è un obiettivo altamente desiderabile.

Come possiamo fare?
Intanto, chiariamo. Una persona che definisce -  tutto -urgente, semplicemente è inefficace ed inefficiente.

Incapace di stabilire le priorità.
Se non si classificano gli impegni si rischia di percepire un carico eccessivo che porta a “non fare” e genera una tendenza alla fuga.

I criteri per stabilire le priorità sono in base a:  l’importanza e l’urgenza.

1. l’urgenza, la scadenza temporale; richiede un intervento immediato quelle attività in cui è indispensabile essere veloci nella risposta o nella reazione

2. l’importanza delle conseguenze del fare o non fare una determinata cosa. ciò che da ritorno, valore aggiunto e che è indispensabile conseguire.

Perciò avremo:
A, molto importanti, urgenti, non delegabili né rimandabili;
B, spostabili, anche se importanti;
C, impegni di routine, non importanti;
D, compiti inutili. 


Incrociando i due criteri, puoi classificare anche le tue attività quotidiane in 4 tipologie: a) urgenti e importanti; b) urgenti e non importanti; c) importanti e non urgenti d) non importanti e non urgenti.

Con una precisazione: nella vita privata abbiamo bisogno di attività di tipo D. per ricaricarci, emotivamente e mentalmente.
A volte è opportuno anche saperlo fare in ufficio, per stabilire relazioni, per poter parlare di qualcosa in un luogo più rilassato e rilassante di un tavolo riunioni.

Attenzione agli INGANNI. ed anche agli auto- inganni.
Vi è capitato di fare di tutto, caricarvi di impegni pur di non aver tempo di fare quella cosa che vi sta veramente a cuore?

Se vi va, raccontatemi quale quadrante frequentate di più e quale di meno, se la situazione è simile al lavoro e nella vita privata.
Non sempre ciò che è urgente è anche importante. 
Cosa vorreste cambiare?
Continua...

La creatività per riscrivere i copioni

Nello sviluppare la nostra autoconsapevolezza scopriamo molto spesso copioni inefficaci,
regole profondamente radicate che non sono coerenti con noi,
che contrastano con le cose che per noi hanno davvero valore nella vita.

La regola 2 (comincia pensando alla fine) afferma che non dobbiamo vivere con questi copioni.

E' nostra facoltà e responsabilità usare la nostra immaginazione e creatività per scriverne di nuovi che siano più efficaci, più consoni ai nostri valori più profondi e ai corretti principi che conferiscono loro significato.

Stephen R. Covey
Le 7 regole per avere successo
pg 93

Continua...

Ti riconosci?

Oggi ci imbattiamo in un individuo che si comporta come un automa, che non conosce e non comprende se stesso, l’unica persona che conosca è la persona che presume di essere, il cui bla bla insensato ha sostituito la comunicazione, il cui sorriso stereotipato ha soppiantato una sana risata, e il cui senso di sorda disperazione ha preso il posto del dolore autentico.

Su questo individuo si possono fare due considerazioni.
Una è che egli soffre di difetti di spontaneità e d’individualità che possono sembrare incurabili. Nello stesso tempo si può dire di lui che egli non differisce essenzialmente dai milioni di altri suoi simili che camminano su questa terra.

 Erich Fromm



Un laboratorio esperienziale può ridarti fiducia, spontaneità e consapevolezza.
Condivisione, comunicazione vera. Dentro e fuori di te.


Ti aspetto Domenica 23 Settembre.
Per lasciar cadere le foglie, per essere leggeri come foglie e lasciarci trasportare dal benessere e dai colori, cullati da forme e suoni,  in contatto.

Continua...

I ruoli nei team

Mentre preparo valigie e presentazioni per una richiesta lavorativa che sa di mission impossible,
ho poco tempo,  dovrei anche tradurle in inglese... ma il mio processo creativo passa proprio per apparenti perdite di tempo che non potrei proprio permettermi.

Questa diapositiva richiama la mia attenzione:

Io non so se le persone siano consapevoli del loro ruolo.
Forse troppo spesso no. 
Così non vedono punti di forza e rinunciano a poter lavorare su punti di debolezza, e soprattutto, portano il gruppo allo sfinimento.

Io mi trovo tra la produzione e il mantenimento, ovvero un area neutra, di compito, il COSA facciamo e un area "socio emozionale positiva", la relazione, il COME lo facciamo.

e poi ci sono quelli che veramente uff,  se mi trovassi con loro su una torre.
Occupano l'area "socioemozionale negativa",  individualista, che si esprime nel:

disapprovare (non dare aiuto), esprimere rifiuto per gli altri, esprimere tensione porsi al di fuori del gruppo, mostrare antagonismo.

Sono tutti quei ruoli egocentrici che ostacolano il proseguimento del gruppo, con l'obiettivo di soddisfare i bisogni personali a spese del gruppo.

 Eccoli:

  • ADDETTO AI FRENI Agisce in modo ostinato ed oppone resistenza al gruppo (o CREATORE DI BLOCCHI o OSTACOLATORE) 
  • Il Dominatore: fa valere l’autorità manipolando il gruppo 
  • L'avvocato di interessi particolari
  • Il cacciatore di gratificazioni/ riconoscimenti Cerca l’attenzione per i suoi successi 
  • Lo schivo (non lo schifo, lo schivo proprio) Mantiene le distanze, si isola dagli altri 
  • Il dipendente /gregario 
  • Il cinico 
  • L'esibizionista 
  • L'aggressivo 


 e così, il team, invece di lavorare sul cosa o sul come, deve perdere tempo con 'sti qui.

Io li conoscevo, ma non mi era ancora capitato di trovare uno che riesce a averli più di tre, quattro, cinque.
Insomma faccio prima a contare quelli che non ha.



Continua...

Sperando di farvi cosa gradita

Professionisti della comunicazione, della relazione, del miglioramento personale.

Creativi.
Eppure la mia casella email e vari gruppi di FB  si stanno riempiendo di inviti che cominciano con:

"Sperando di farvi cosa gradita".

Vi sembra davvero una bella, efficace, frase di attacco?

Inventate qualcosa di più creativo, meno formale e manipolatorio. Meno inutile.

"Sperando di avervi numerosi."


Già questo, almeno, sa di vero.





Continua...

Arte, counseling e vita moderna


Avrete certamente già visto le opere di LIU BOLIN.

L'uomo invisibile. Non c'è bisogno di leggere cosa significa la sua arte, ci arriva, o almeno a me arriva, diretta alla pancia.
Continua...