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Marketing: gli errori da evitare

Molte persone chiedono, o di persona, o nel vari social network, consigli.

Cercano il consiglio perfetto per le loro esigenze da sconosciuti perfetti, per i quali sono a loro volta, sconosciuti perfetti.

Chiedono, a volte esigono, a volte copiano cose fatte da altri/e senza neanche riadattarle, personalizzarle.



Sappiate però che mettere il proprio nome al posto di qualcun altro non è propriamente personalizzazione, quanto pigrizia, mancanza di creatività, scorrettezza, ed anche scarsissima consapevolezza personale e del mercato.

Perché, nel momento in cui si copia un concorrente, si azzera il lavoro dell' innovatore e si perde e disperde il motivo principale che ha portato il primo a creare e il secondo a copiare ovvero differenziarsi e presentarsi nel mercato.


A volte si usano anche i modi sbagliati, ad es. DIMENTICANDO CHE LE CAPS equivalgono a gridare ed è poco carino ed educato farlo.
Altri usano forme italiane talmente contorte ed inventate, a volte convolute che sarebbe necessario consigliare come primo passo un corso di grammatica italiana.

Altri ignorano la punteggiatura e la usano come Totò e Peppino in un film del dopo guerra, puntini sospensivi....., "virgolettati totalmente a sproposito",       spazi  nuovi   ,sempre diversi e tuttavia sempre sbagliati,tra  ,   le virgole.


Poi ci sono quelli che riuniscono le tre tipologie precedenti, e pensano sia comunicazione l'uso intensivo del cuoricino <3 anche se hanno passato abbondantemente gli "anta".

Lo usano per dare il buongiorno, il benvenuto, il bentornato, il come stai, l'abbraccio, la carezza, il sollievo etc.

A tutti, amici fraterni e persone mai viste invalidando totalmente il valore del cuoricino, poichè lo danno a tutti- il cuoricino- comunicando all'esterno un immagine di eterni adolescenti o adulti falsi.

Altri pensano di poter anche chiamare un numero di cellulare-il mio- e farsi richiamare, cominciando con "le rubo due minuti".
Chi può essere contento di farsi rubare qualcosa?
Già aprite male. Non si afferma. Si chiede.

E' un buon momento per lei oppure può indicarmi un momento buono per richiamarla?

Se siete voi a chiedere un favore/consiglio/parere etc., sostenete voi il costo della telefonata, senza costringere un altro a richiamare dopo i vostri squillini, comportamento da adolescenti e/o tirchi.
Un altro errore sta nel tempo presunto rubato: già nel porre la domanda, eccedete abbondantemente i due minuti.
L'altro, seppure ha acconsentito, scalpita, perchè il furto sta diventando ancora più grosso dell'annunciato e dice di voi che sapete calcolare malissimo i tempi.

La risposta poi presupporrebbe informazioni aggiuntive, domande, risposte, un colloquio insomma strutturato, una disponibilità illimitata e gratuita di tempo e know how, risposte, analisi, informazioni, indirizzi, raccomandazioni, presentazioni, suggerimenti ed anche, perchè no, gentilezza.

Quando a tali individui si prova a mettere un limite, viene rinforzato il loro lato passivo aggressivo.

Risposte tipo sono:
Ma come, non mi può aiutare? (cercano di provocare il senso di colpa)

Per così poco? (ed allora perchè non te lo fai da solo?)

Il capitombolo finale:
 Vabbè, se le pare ignori la mia richiesta (epilogo drammatico ed inutile perchè  non c'è bisogno di dare il permesso ad un altro per ignorarti).

Se chiedete competenza ad hoc, siate disposti a pagarla, oppure leggetevi un libro e capite da soli cosa fare.

Infine, attenzione a seguire le regole di un gruppo, dove appena entrati si cerca di comprendere ed ascoltare, prima di chiedere

SALVE A TUTTI, NE APPROFITTO PER CHIEDERE VOSTRO AIUTO......VORREI LAVORARE COME xxxxx PRESSO QUALCHE STRUTTURA...O ANCHE COME EDUCATORE....SONO UN xxxx OLTRE A xxxx E ISCRITTO AL SECONDO ANNO DI xxxx ....E' COSI' DIFFICILE????

- la cui risposta potrebbe essere lunga e complessa, personale, difficile da condividere a freddo davanti a sconosciuti.

Per concludere, un consiglio:

Don't bring your need to the marketplace, bring your skill. ~ Jim Rohn

Non portare il tuo bisogno sul mercato, porta la tua competenza.