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Alla ricerca del lavoro

L'autostima è essenziale in ogni ambito della nostra vita ed è indispensabile nella ricerca di lavoro.

Un percorso breve di counseling per rinforzare quest'area è particolarmente indicato per affrontare cambiamenti, colloqui, fare prove e avere feedback in un ambito protetto.
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Joan Mirò a modo mio


Nuovo percorso di Pittura Emozionale
 "I GRANDI A MODO MIO" 

8 incontri con 8 grandi artisti per esprimere, scoprire, rivelare l'artista che é in te.

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Essere artista

Essere artista é la vita stessa: é vivere, voglio dire.

E quando dico artista, non lo dico in senso stretto; penso all’uomo che costruisce le cose, che crea, che lavora la terra, le pianure dell’Ovest come le miniera di ferro della Pennsylvania.

E’ sempre un problema di costruzione:
con un pennello, con un badile, con una penna.

Jackson Pollock


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Il barattolo che protegge

Da qualche anno ho creato e sviluppato un percorso in presenza o a distanza sul barattolo della vita,
una piccola storia utilizzata originariamente nei corsi di Time Management.


Qui propongo una visione ancora una volta nuova, artistica, sul barattolo, dell'artista spagnola Cristina Barbero.

Conosci il detto: La gente che vive in barattoli di vetro.

Cristina crede che ogni individuo abbia il proprio spazio vitale; una bolla che possa proteggere dalle paure e dai problemi.

Ognuno può essere diverso ed unico, tuttavia uniti formano la società e le città in cui viviamo.





 You know the saying “People who live in glass jars…”
Spanish artist Cristina Barbero believes that every individual needs their own vital space; create a bubble where they can be protected from their fears and problems. Each one may be very different and unique, yet united they form society and the cities that we live in.

fonte: collabcubed

 




vuoi partecipare al prossimo laboratorio sul barattolo o organizzarlo nella tua città ?
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Metaprogrammi: come vedi il mondo


I metaprogrammi sono filtri del nostro pensiero, modi di vedere il mondo.



Ognuno di noi li usa.
Sapere quali sono, quali utilizziamo e quali no, ci consente di aggiungerne altri magari più efficaci in una data situazione.

I meta programmi sono moltissimi, alcuni per me sono stati un importante spunto di riflessione e poi uno strumento di lavoro e poi ancora di miglioramento delle relazioni.

Prendiamo ad esempio una semplice telefonata di lavoro:
 c’è chi va diretto al punto e chi invece inizia col salutare e poi solo dopo (qualche minuto o molti) arriva al punto.
Queste modalità di comportamento sono conseguenza dei filtri del pensiero, preferenze.
Immaginate cosa accade quando una persona del primo tipo viene “intercettata” da una del secondo.
Friggerà.
E viceversa quando una del secondo tipo incontra una del primo tipo che non gli chiede neanche come sta.
Una è (più) orientata al compito e considera (forse) la relazione, i convenevoli, un inutile perdita di tempo.
Anzi, può anche gradire molto la relazione ma solo a “compito “ completato.

Potremmo definirlo un atteggiamento orientato a: prima il dovere poi il piacere.
L’altra è una persona più orientata alla relazione:
prima di poter agire nel compito ha bisogno di entrare in contatto con l’altro come persona.
Ma quando due persone orientate alla relazione si incontrano potrebbero non portare mai a completamento un compito perché restano tutto il tempo nell'incontro.

Quando due, o più persone, usano il meta programma compito, rinunciano totalmente al nutrimento della relazione e sfioriscono, si annoiano, si ingrigiscono. 


Non esiste un filtro migliore dell’altro ma saper utilizzare entrambi è segno di flessibilità e ricchezza di chi li usa.

Nelle vostre relazioni vi sarà facile riconoscere chi usa prevalentemente uno o l’altro e quale usate voi stessi; il solo saperlo vi permetterà di non arrabbiarvi quando incontrate chi vi parla per 30 minuti senza che capire cosa vuole o chi neanche vi saluta.

Saperlo vi consentirà di accettare che è un tipo preferenziale di organizzazione mentale e vi aiuterà ad utilizzare con l’altro entrambi i filtri.
Anche nell' insegnare in un aula è importante considerare questi due filtri percettivi: se il docente entra a testa bassa, non saluta e inizia la lezione senza quasi accorgersi dell’aula, il clima sarà pesante e possibilmente noioso anche se c’è alta competenza nella materia.

Per la buona riuscita e piacevolezza della lezione in aula passo spesso dalla relazione al compito e poi alla relazione etc.
Ci sono momenti di stanchezza o difficoltà e in cui è utile fermarsi un attimo per passare all'altra modalità rende il clima più piacevole ed utile per tutti.

In un colloquio di lavoro molte delle domande aiutano proprio il selezionatore a comprendere quali sono i vostri stili preferiti.
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