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Liberate la vostra creatività


Liberate la vostra creatività, ciascuno di noi ha dei talenti nascosti che non ha mai coltivato.

Spesso, per i motivi più disparati siamo stati costretti a soffocare un talento perché non era il momento giusto, c’erano troppe cose più importanti da fare, non c’era tempo o la disponibilità economica.

Nel vostro piano di ristrutturazione spirituale, inserite la creatività.

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Sei cappelli per pensare


Il Professore Edward de Bono[1] ha ideato ed insegnato un metodo a centinaia di aziende e governi nel mondo.

Nel suo libro “Sei cappelli per pensare” suggerisce diversi atteggiamenti mentali da utilizzare simbolicamente indossando un cappello di colore:

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L'immagine di sè presso gli altri

Secondo Campbell e Feher (1990)  le persone con un'elevata autostima si presentano agli altri utilizzando in prevalenza aggettivi positivi; quelle con una bassa autostima  utilizzano in prevalenza aggettivi negativi suscitando nei propri interlocutori immagini poco favorevoli.
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Il colore

Iris- (60x70) 2000
Il colore soprattutto, forse ancor più del disegno, è una liberazione.

Henri Matisse
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La nostra paura più profonda


La nostra paura più profonda non è quella di essere inadeguati.
La nostra paura più grande è che noi siamo potenti al di là di ogni misura.
E’ la nostra luce, non il nostro buio ciò che ci spaventa.

Ci domandiamo: “Chi sono io per essere brillante, magnifico, pieno di talento, favoloso?”.
In realtà, chi sei tu per non esserlo? Tu sei un figlio dell’Universo.
Il tuo giocare a sminuirti non serve al mondo.

Non c’è nulla di illuminato nel rimpicciolirsi in modo che gli altri non si sentano insicuri intorno a noi.
Noi siamo fatti per risplendere come fanno i bambini.
Noi siamo fatti per rendere manifesta la gloria dell’universo che è in noi.
Non solo in alcuni di noi, è in ognuno di noi.
E quando permettiamo alla nostra luce di risplendere, noi, inconsciamente,
diamo alle altre persone il permesso di fare la stessa cosa.
Quando ci liberiamo dalle nostre paure, la nostra presenza automaticamente libera gli altri.

Nelson Mandela
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Prendi le distanze!!

Sei competente nell'occupare lo spazio FISICO ed ANCHE VOCALE?
Si, perché anche lo spazio che prendi per te o lasci agli altri fa parte della tua competenza nel comunicare.

Chi urla invade lo spazio, come chi parla senza sosta, senza cioè lasciare all'altro lo spazio per rispondere.

Chi richiama l'attenzione con fastidiose e continue toccatine sul braccio di chi ascolta (come fanno i bambini che tirano la gonna della mamma).

TUTTI INVADENTI.

E tu: tendi ad essere troppo vicino, tanto da costringere l’altro a fare un passo indietro? O ti mantieni troppo distante, comunicando di non desiderare la relazione con l’altro?
Come valuti il tono della tua voce, la tua gestualità, come utilizzi le distanze interpersonali?

La prossemica studia la comunicazione attraverso le distanze fisiche.

E’ la gestione dello spazio fisico ed emotivo, la distanza mentale e relazionale che desideriamo avere.
Ognuno di noi crea più o meno inconsapevolmente uno spazio intorno a se, ed ognuno ha le sue preferenze.
Prova a stare in fila con qualcuno alle spalle, che ti mastica il suo chewing gum nelle orecchie ed immediatamente saprai qual è la tua distanza preferita.


Ci sono persone alle quali non dà alcun fastidio, magari le stesse che in spiagge deserte vengono a piantare ombrellone sedia e cane vicino a te che ti stavi godendo il tuo spazio.

Con le dovute modifiche a seconda della cultura del paese dove ci si trova, le distanze sono:

-intima (0- 45 cm ) la distanza in cui ci si abbraccia, ci si tocca e si parla sottovoce.
-personale ( >45 < 120 cm) tra amici.
-sociale ( >1,2 < 3,5 metri) tra conoscenti.
-pubblica ( > 3,5 metri) per le pubbliche relazioni.

E la tua comunicazione è appropriata al luogo, ruolo e relazioni?
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Che faccia fai??

Sei consapevole delle tue espressioni facciali?
Esprimono entusiasmo, disgusto, superiorità, noia in momenti inappropriati, felicità per l’insuccesso di un altro?

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troppe idee in testa


Perdonate l'assenza.

E' che prima dei miei corsi l'emozione  sale sempre e stamattina voglio proprio ultimare gli ultimi tocchi per la lezione esperienziale di domenica, sul problem solving creativo.

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Motivazione

“Configurazione organizzata di esperienze soggettive, che consente di spiegare l’inizio la direzione (modalità di procedere),
l’intensità (qualità nell’insistere) e
la persistenza (quantità dell’insistere, in termini di tempo) di un comportamento diretto ad uno scopo.”

(De Beni & Moè, 2000)
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Il tempo di una pausa

Giorni intensi, pieni.
Di incontri, convegni, conferenze, pittura che ritorna a riempire le mie mani, ascolto di nuove persone, crescita con altre.

Preparo laboratori, uno tra due giorni, il Problem solving creativo con lo strumento dei 6 cappelli di De Bono.
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Problem Solving

E’ la capacità di risolvere velocemente ed efficacemente una o più situazioni, riuscendo a focalizzare ed individuare il problema più urgente, fornire proposte e soluzioni e agire per il superamento.

E’ un connubio di capacità di analisi, elaborazione mentale, creatività, elasticità ed azione.
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Flessibilità


La flessibilità richiesta nel mondo lavorativo attuale significa resistenza allo stress da incertezza, vuol dire essere meno tutelati di un tempo, saper fare ed essere disposti a fare sempre di più, con orari più lunghi, cambiamenti repentini e frequenti, quali sede lavorativa (trasferimento/trasferte da filiale a filiale, cambiamento di regione..), o di ruolo professionale all'interno della stessa impresa senza avanzamenti di carriera.

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