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Le tre regole per una buona critica


In aggiunta agli altri articoli sull’argomento, mi piacciono le tre regole così come riportate nel libro di Roberta Giommi- Tradire sott. Segnali di confusione amorosa.



[Non fatevi ingannare dal titolo. Trovo che questo insieme a “Fedeltà infedeltà in amore. Sottotitolo. Un’analisi del rapporto di coppia di Gerard Leleu ed.red- siano un enorme ausilio nella costruzione e mantenimento del rapporto di coppia.]

Regola 1. personalizzare-
far capire ciò che a livello soggettivo crea ansia o dolore.

Detto in altri termini evitate di incolpare “tu, tu tu” fai o non fai etc, ma usate il messaggio “IO”
E’ un buon modo per chiarire anche a voi stessi quali sono le responsabilità da una parte e dall’altra e di non sentirvi vittime inermi nelle mani dell’altro ( a meno che non vi piaccia, ebbene si c’è a chi piace).

Regola 2. Dare piccoli suggerimenti di miglioramento.

Es. quando tu torni dal lavoro mi piacerebbe che mi salutassi con un bacio.
Molto molto meglio di: mi trascuri
- che non vuol dire nulla e non da indicazioni utili sul cosa ci farebbe sentire non trascurati.

E soprattutto mi piace tanto la regola 3: abbracciarsi.

Stabilire un contatto corporeo, a conclusione della nostra spiegazione- aiuta a creare un terreno di confronto amichevole, di ricerca serena di possibilità negoziali.

L’abbraccio può essere un rinforzo del significato non aggressivo delle parole e segnalare la nostra intenzione e disponibilità a mantenere l’intimità, confermare il nostro desiderio di vicinanza fisica ed emotiva.




l'artista dell'illustrazione è Puuung.