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Metaprogrammi: come vedi il mondo


I metaprogrammi sono filtri del nostro pensiero, modi di vedere il mondo.



Ognuno di noi li usa.
Sapere quali sono, quali utilizziamo e quali no, ci consente di aggiungerne altri magari più efficaci in una data situazione.

I meta programmi sono moltissimi, alcuni per me sono stati un importante spunto di riflessione e poi uno strumento di lavoro e poi ancora di miglioramento delle relazioni.

Prendiamo ad esempio una semplice telefonata di lavoro:
 c’è chi va diretto al punto e chi invece inizia col salutare e poi solo dopo (qualche minuto o molti) arriva al punto.
Queste modalità di comportamento sono conseguenza dei filtri del pensiero, preferenze.
Immaginate cosa accade quando una persona del primo tipo viene “intercettata” da una del secondo.
Friggerà.
E viceversa quando una del secondo tipo incontra una del primo tipo che non gli chiede neanche come sta.
Una è (più) orientata al compito e considera (forse) la relazione, i convenevoli, un inutile perdita di tempo.
Anzi, può anche gradire molto la relazione ma solo a “compito “ completato.

Potremmo definirlo un atteggiamento orientato a: prima il dovere poi il piacere.
L’altra è una persona più orientata alla relazione:
prima di poter agire nel compito ha bisogno di entrare in contatto con l’altro come persona.
Ma quando due persone orientate alla relazione si incontrano potrebbero non portare mai a completamento un compito perché restano tutto il tempo nell'incontro.

Quando due, o più persone, usano il meta programma compito, rinunciano totalmente al nutrimento della relazione e sfioriscono, si annoiano, si ingrigiscono. 


Non esiste un filtro migliore dell’altro ma saper utilizzare entrambi è segno di flessibilità e ricchezza di chi li usa.

Nelle vostre relazioni vi sarà facile riconoscere chi usa prevalentemente uno o l’altro e quale usate voi stessi; il solo saperlo vi permetterà di non arrabbiarvi quando incontrate chi vi parla per 30 minuti senza che capire cosa vuole o chi neanche vi saluta.

Saperlo vi consentirà di accettare che è un tipo preferenziale di organizzazione mentale e vi aiuterà ad utilizzare con l’altro entrambi i filtri.
Anche nell' insegnare in un aula è importante considerare questi due filtri percettivi: se il docente entra a testa bassa, non saluta e inizia la lezione senza quasi accorgersi dell’aula, il clima sarà pesante e possibilmente noioso anche se c’è alta competenza nella materia.

Per la buona riuscita e piacevolezza della lezione in aula passo spesso dalla relazione al compito e poi alla relazione etc.
Ci sono momenti di stanchezza o difficoltà e in cui è utile fermarsi un attimo per passare all'altra modalità rende il clima più piacevole ed utile per tutti.

In un colloquio di lavoro molte delle domande aiutano proprio il selezionatore a comprendere quali sono i vostri stili preferiti.

21 commenti:

Alessandra1966 ha detto...

Si è capito che sono una che al punto ci arriva, ma solo dopo aver salutato educatamente e essersi informata sullo stato di salute di almeno tre generazioni ascendenti e discendenti.Trovo comunque che sia difficoltoso, per quanta empatia ci possa mettere, interagire con il cortese utente che ti delizia, prima di arrivare a dirti cosa vuole di preciso, con tutte le problematiche delle sue funzioni corporali renali e intestinali.

EnergiaCreativa ha detto...

nnnnnoooooooooooooooooooonooooooooooooooooooooaiuto...

cyrano ha detto...

La virtù sta nel mezzo: un saluto cortese ma rapido, poi al punto!

EnergiaCreativa ha detto...

si si Cyrano sempre nel mezzo...un saluto troppo rapido cmq può venir inteso come: devo avere a che fare con te ma facciamo presto!e queste energie si sentono...ed influiscono poi sul punto.

rosaria ha detto...

E' vero,anch'io tendo ai rapidi convenevoli,ma e' piu' che altro la preoccupazione di far perdere tempo all'interlocutore,che immagino sempre indaffaratissimo.Ma poi quando lo fanno con me ci rimango malissimo,allora ho capito che ,dimostrare un sincero interesse ,fa stare meglio ad entrambi.Come state?tutti bene ,spero!!!Buona giornata a tutti.

pallina94 ha detto...

ciao Paola... per me dipende dall'argomento e dall'interlocutore... se devo chiedere soldi la prendo alla larga (perchè mi imbarazza chiedere soldi per il lavoro svolto??????) se invece devo parlare di altro vado dritta al punto e lo faccio anche  se di fronte ho un interlocutore che considero "debole". in ogni caso cerco sempre di partire con una stretta di mano e un saluto cordiale... non sapevo che si chiamasse "metaprogramma" io l'avrei chiamato maschera!!!!! interessante questo argomento...

EnergiaCreativa ha detto...

Ciao Rosariaio sto ni.interessante quello che dici: paura di far perdere tempo all'interlocutore.____________________Pallinail saluto non ha nulla o non dovrebbe aver nulla della maschera.il saluto vuol dire: ti vedo, esisti per me.ecco perchè quelli troppo veloci tendono a comunicare il contrario.Il saluto finale poi è ancora più importante: vuol dire è stato bello il nostro stare insieme, l'ho apprezzato.chi non saluta quando va via....o sta svalutando l'incontro o non sa vivere il distacco.insomma...i metaprogrammi sono molto interessanti da osservare all'opera.quello di cui ho parlato è solo 1 metaprogramma. pare ne esistano più di 60

claudiarb ha detto...

allora...a me piacciono le relazioni......se dobbiamo arrivare al punto, però.....astenersi perditempo...

EnergiaCreativa ha detto...

Claudiarbtu al punto ci arrivi con Big e punto.senza virgole!!!

claudiarb ha detto...

ehehehe

Eagle30 ha detto...

io sono del terzo tipo...telefono....casa.....okok vado....

EnergiaCreativa ha detto...

tu sei "the eagle type"

Eagle30 ha detto...

mi arriva come un complimento :-)grazie :*

* rootless * ha detto...

ulla. io non lo so mica che tipo sono. ho idea che potrei essere del primo tipo, sul lavoro. per il saluto finale invece sono del tipo facciamola breve che non son brava nei distacchi. ma ci penso.

EnergiaCreativa ha detto...

ma va?non l'avrei mai detto:-P

* rootless * ha detto...

in cosa ero prevedibile? sul fatto che non ci avessi mai pensato o che io tendo a essere del primo tipo????(non fai un post sulla prevedibilità? a quello conoscerei la risposta!!!)

EnergiaCreativa ha detto...

che non sei brava nei distacchi.e neanche molto brava a capirmi quando ti faccio le battute...mani a parte....rotolo dal ridere con te.

* rootless * ha detto...

ma avevo capito che era una battuta!!!temevo anche di aver capito su quale parte fosse. speravo giusto di essermi sbagliata... (ok. poi subentra la parte paranoica che si chiede oddio, cosa come perché... ma che era una battuta l'avevo colto. vabbè stordita ma...)

EnergiaCreativa ha detto...

non era possibile che t'eri sbagliata. resti su skype ad aspettarmi anche quando me ne vado...eheheheno, questa non è vera...però il resto sì....

mariella s ha detto...

Io sono il primo e il secondo tipo!
Dipende.
Se è per lavoro non posso perdere tempo e allora vado diretta al punto.
Se è per diletto posso girare in tondo per ore.
Se poi dall'altra parte del filo c'è una persona sulla stessa linea allora siamo a posto.
Scherzi a parte, hai ragione quando dici che se conosci chi hai dall'altra parte è tutto più facile e sai già come comportarti.

In ogni caso dipende da te.
Per il saluto finale odio i saluti, sono brevissima.

Energia Creativa ha detto...

Mariella
molto utile come li usi. a seconda della situazione.
pe i saluti beh...anche io a volte breve,
ciao
:-))))

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